Il trucco del cricket

cricket-1000x500Vi è mai capitato nelle conversazioni di settore (musica, arte, sport) di incontrare quelli che citano un nome ignoto ai più, e poi si fermano guardandoti, per capire se sai chi è?
Di solito, se li guardi negli occhi con un lieve cenno d’intesa, vanno avanti, ma se ti tradisci corrugando le sopracciglia si fermano. E’ la loro occasione per cercare di metterti in imbarazzo, di scavalcarti nella classifica della stima da parte di chi ascolta: “Ma coooome? Non hai lettoTizio? Ma come si fa a non conoscere Tizio?”
Segue occhiata panoramica per ottenere dagli astanti una solidarietà che viene subito data con cenni evidenti se a chiederla è un ricco, un potente o comunque dominante nel gruppo.
Ma è solo un trucco vecchio come il mondo, citato in tutti i manuali di dialettica al capitolo “come screditare e mettere a disagio l’interlocutore”. Un espediente – per capirci – simile a quello di fingere di non ricordare il nome dell’avversario (“Fassina chi?”).
A me capita di rado, ormai, un po’ perché effettivamente leggo molto, un po’ perché la mia barba bianca e il mio sguardo penetrante bluffano bene. Però quando succede guardo fisso negli occhi l’autore della pantomima e spariglio: “E tu allora sai chi è la nazione campione del mondo di cricket, e chi ha per capitano?”.
La risposta è sempre negativa e infastidita, accompagnata da uno sdegnoso “Stiamo parlando di letteratura, cosa c’entra il cricket?”.
Ma io incalzo, implacabile: “Come sarebbe a dire cosa c’entra? C’entra, tranquillo, c’entra!” e ripeto pari pari la scena iniziale cercando di imitare al meglio l’aspirante sopraffattore: “TU, proprio TU che ti stupisci perché non conosco il tuo romanziere della mutua, non sai chi ha vinto i mondiali di cricket? Tutti sanno che li ha vinti l’Australia guidata da Steve Williams, detto la lepre del deserto!”
Naturalmente dico Australia solo perché ricordo vagamente che nel cricket gli australiani sono fortissimi, come i neozelandesi nel rugby. Il nome del capitano me lo invento (Steve Williams va bene come qualsiasi altro nome anglofono) e il soprannome di lepre del deserto, infine, lo aggiungo di fantasia, è il tocco ad effetto che ci vuole.
In realtà (l’ho controllato ora su Google, ammetto) gli ultimi mondiali di cricket li ha vinti l’India guidata da Singh Doni.
Ma non è importante. Se l’aspirante umiliatore capisce e glissa, si va avanti a parlare di libri.
Se invece insiste “Ok, ma spiegami cosa c’entra il cricket con la letteratura” io porto la discussione su cosa è davvero importante sapere nella vita, sul significato del termine cultura, sulla funzione della letteratura, e me lo sbrano.
Così impara.

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7 risposte a Il trucco del cricket

  1. Marcot ha detto:

    Figata. Questo trucco lo uso appena posso.

    Cerea
    Marcot

  2. ericagazzoldi ha detto:

    Bravo. Di frustrati e palloni gonfiati già il mondo è saturo! 😀 Ci vuole un sano spillo nella loro boria…

    • maria pia ha detto:

      ma come, non sapevi che il campionato del mondo di cricket l’aveva vinto l’India?

      • patrizia uberti ha detto:

        Non ti conosco Marcot, perciò mi permetto di chiederti se sei sicuro di riuscirci bene (dico ad usare quel trucco): non è da tutti!
        TRIPAZIA

        A Maria Pia: brava pure tu, mi piace l’ironia

  3. Vier ha detto:

    Ebbravo il Manlio; hai tirato fuori un’altra cartina di tornasole sensibile ai prepuzi (mi perdonino quelli anatomici…). Impagabile, ciao. V

  4. Marcot ha detto:

    Gent.ma Patrizia userò il trucco, ovviamente nel mio settore, non di sicuro in letteratura.
    Cerea
    Marcot

  5. Brunello ha detto:

    Bravo caro Manlio!
    Non dobbiamo però dimenticare di ringraziare questi minchioni, senza l’ignoranza dei quali non saremmo riusciti in qualche modo ad emergere. Noi eravamo forti ma non sarebbe bastato!
    A presto!
    Brunello

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