Requiem per un vespasiano

VESPASIANO

Qualche lettore mi rimprovera via e-mail o su Facebook di trascurare il blog. E’ vero. Un po’ è la pigrizia senile, un po’ il trauma da trasloco, dal quale stento a riprendermi. Ma non è che non scrivo. A volte scrivo, e poi metto i pezzi lì da parte sul Pc, come faceva mio nonno Federico coi quadri che dipingeva.
Mi stupisce sempre il fatto che alla gente interessino le mie opinioni , le mie descrizioni, le mie elucubrazioni. Tanto più che a volte mi sorprendo a scrivere cose strane, come un requiem per un vespasiano.
Bon. Visto che l’ho citato, lo recupero e ve lo propongo
Non ci ho pisciato molte volte, nel vespasiano n. 128 detto “del Ponte Isabella” , ma ci ero affezionato. Anni fa gli avevo persino dedicato una delle rubriche surreal-demenziali di Fegato Granata, il mio giornale di satira calcistica: “Fegato turismo, rassegna dei monumenti da salvare nella Torino segreta”. Vi recensivo gli oggetti più impensabili (tombini, strisce pedonali, cartelloni stradali, e quella volta appunto il vespasiano…) per sfottere sia la banalità di certi oggetti e installazioni spacciati per arte moderna, sia il linguaggio complicato e altisonante dei critici che li recensivano.
25042013Resti VespasianoOra che l’hanno demolito, il mio caro pisciatoio merita qualche parola di ricordo. Nel database del Settore Urbanistica Commerciale, piano servizi igienici della città, si legge: Numero 128. Utilizzato. Gestione: Amiat. Stato di conservazione: buono. Azione: da eliminare. In pratica aveva la sua condanna a morte già firmata, anche se era ben conservato. Dovevano solo decidere quando demolirlo, e l’hanno fatto negli ultimi giorni del 2012.
Penso al funzionario anonimo che ha scritto la parola fatale ‘da eliminare’ perché qualcuno in alto aveva deciso che non serviva più. Eutanasia di un cesso pubblico.
Fa venire i brividi, la parola eutanasia, se spostiamo il concetto all’uomo, ma anche per un cavallo zoppo o per un albero malato la condanna a morte fa male. Invece quella del vespasiano è stata eseguita nell’indifferenza generale, al massimo col borbottìo di qualche vecchio prostatico come me.
Sit tibi discarica levis, pissor.

FEGATO_TURISMO

 

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2 risposte a Requiem per un vespasiano

  1. Brunello ha detto:

    Grazie Manlio per aver ripreso ad interessarci con un articolo molto molto piacevole dedicato all’opera di U.RENZI. Invecchiando mi mancano molto più questi…..provvidenziali monumenti sempre più rari in città. Tanto ormai la fanno tutti contro i muri dirà qualcuno! Certo da Vespasiano ad ora vi è stato un declino pazzesco non dovuto certamente alla scomparsa…..della prostata.
    Ti aspetto presto con un nuovo provocante articolo cosi stuma an poc ansema. So che ho sbagliato a scrivere in piemontese ma sun an poc taru.
    A presto!
    Bruno

  2. ericagazzoldi ha detto:

    Guarda un po’ dove si va a cacciare il romanticismo… 😀

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