Vicario con scadenza

Papa

La sorpresa e lo stupore dei laici sull’abdicazione di Ratzinger sono dovute al fatto che nella storia bimillenaria della Chiesa c’era un solo precedente analogo, ma sul piano politico, se si accetta che un’istituzione planetaria come la Chiesa debba avere ad ogni costo un capo efficiente, la mossa ha una sua logica.
I fedeli, invece, di fronte al Vicario di Cristo che si rifiuta di portare la sua croce terrena fino alla fine, sono divisi fra l’umana comprensione e la delusione (o almeno la perplessità) religiosa. Per molti di loro il “non ce la faccio più” di Ratzinger è inconcepibile, è come se l’avesse detto Cristo sulla salita del Calvario, passando la croce a un altro.
Un amico mi ha scritto su Fb: «Benedetto XVI non ha voluto smettere di ‘portare la croce’, si è solo reso conto non averne più la forza. Ricordati gli spettacoli inverecondi di Woytila completamente incapace. Da laico, preferisco Ratzinger. L’unico a non sottrarsi alla croce fu Dio fatto Uomo»
Gli ho risposto: «Lo so, ma tralasciando le considerazioni filosofico-teologiche sulla necessità di compimento della missione terrena del Figliolo (che spirando disse appunto ‘tutto è compiuto’) ti ricordo che al Dio-uomo che accetta di patire fino in fondo si sono ispirati i martiri, i santi e gli eroi di tutti i secoli. Io non trovavo affatto inverecondo il Wojtyla totalmente incapace degli ultimi giorni, anzi, mi commosse molto e riavvicinò molti alla fede».

(FILES) - Picture shows Pope John Paul I

E’ vero. Sul mio giornale scrissi di lui nel 2003: «il Parkinson se lo sta mangiando vivo, senza che lui smetta un solo istante di lottare. Contro il dolore, il tremito, la spossatezza, le paralisi, tanto più strazianti in quanto zavorre ad un’anima alta, schermi di piombo ad un cervello ancor prodigo di raggi, ed anelante. Mi chiedo se non arda in quel petto un fuoco incomprensibile all’uomo qualunque, e persino al buon cattolico, ammonito da sempre alla cristiana rassegnazione. Ogni suo spostamento è una via crucis in diretta. La sua sola apparizione, piegato, stremato, sbavusciante e farfugliante, eppure indomito, provoca emozioni fortissime, che nessun papa in salute saprebbe eguagliare».
E nel 2005, quando morì: «Ora che la via crucis ha avuto il suo epilogo esatto e sconvolgente in quegli occhi rivolti alla finestra sotto la quale i giovani vegliavano e in quelle struggenti ultime parole “vi ho chiamato, siete venuti” (quasi un “lami sabachtani”) e in quell’amen finale (quasi un “tutto è compiuto”), capisco che Wojtyla non era il Vicario: era Cristo fra noi.»
Ecco… Se posso dire… Ratzinger posando la croce si è comportato da Vicario.

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3 risposte a Vicario con scadenza

  1. Brunello ha detto:

    Bravo Manlio, Lui e’ il Vicario e Wojtyla era Cristo tra noi.
    Ciao
    Bruno

  2. c 6 ha detto:

    Considerazioni profonde, interessanti e condivisibili.

    Di mio, l’impressione (data anche dal messaggio – nemmeno troppo tra le righe – del giorno successivo all’annuncio di abdicazione) è che possa essersi trattato di un gesto di “denuncia” contro le peraltro millenarie lotte di potere di curia… Qualcosa del tipo: “Sono troppo vecchio (buono? conciliante? introspettivo?) per esercitare il mio Primato con la fermezza che le vostre azioni richiederebbero, prendo atto di questi atteggiamenti che danneggiano la Chiesa, e rinuncio al mio ufficio per farvi rendere conto della gravità di certe situazioni…”.
    Da un punto di vista teologico, anche questo potrebbe essere ispirato dallo Spirito Santo, esattamente come una morte prematura o una linea d’azione di maggior fermezza.
    Da un punto di vista laico, invece, può sicuramente apparire come una mancanza di forza interiore. La sensazione (sempre personalissima e senza fondamenti salvo l’impressione avuta da un brevissimo incontro di alcuni mesi fa) è che la forza interiore non manchi…
    Ovvio comunque che, dall’esterno, non si possano fare altro che congetturare, non so quanto lecite o realistiche.

    In Goliardia, avrebbe probabilmente spiumato qualche Cardinale troppo ambizioso… ;o)

  3. Marco ha detto:

    Il parallelo tra il Vicario e Cristo è calzante, ma mi piace pensare che, BXVI, sia un tipo molto pragmatico, e quindi abbia raggiunto la consapevolezza di non essere più nella condizione di svolgere il suo compito come avrebbe voluto fare. A parte i politici ed i togati, che nulla decidono in autonomia, non ci sono molti 85enni che portano sulle spalle così gravi compiti.

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