Scusi se non la riconosco, ma sono molto cambiato

Vorremmo tutti che le persone, i posti, le amicizie rimanessero immutati, ma lo pensiamo irrazionalmente, istintivamente, quasi per ‘tirare’ il tempo nella direzione opposta, per resistere all’angoscia sottile che ci mette il suo fluire.
Vedere invecchiata una persona che non incontravamo da parecchio ci immalinconisce, perché sappiamo d’esser cambiati in peggio come lei, e di farle più o meno la stessa impressione.
Trovar mutato un luogo fa lo stesso effetto; per quello amiamo così tanto i grandi panorami, i mari, le montagne, i cieli, che ci paiono – almeno loro – sempre uguali.
Non parliamo poi dei sentimenti belli. Ah… la magìa dell’amore ai primi palpiti, l’entusiasmo delle amicizie giovanili! Vorremmo che non finissero mai…
Invece finiscono. O almeno cambiano, perché cambia tutto. Pian piano, poco o tanto, tutto cambia finché tutto (per fortuna) vive. La vita è fatta così, e mentre scorre non può esserci che movimento, anche se nella stessa, odiata direzione. Non deve contare quanto sia durato il cielo sereno, ma quanto era terso, azzurro e bello. Accorgendoci, nella stagione dei bilanci, che ci è più grato a volte il ricordo di un amore finito in pochi giorni rispetto ad altri durati per anni, capiamo che i sentimenti non si misurano col tempo, ma con l’intensità.
Anche gli amici più cari e più fedeli cambiano, e a loro volta ci trovano cambiati. Il segreto sottile, in quel lavoro di setaccio continuo cui li sottopone il tempo, è ricostruire in essi grazie alla fantasia e all’affetto quanto è crollato nella realtà, come quando guardi le rovine di un tempio e dalle poche colonne rimaste in piedi lo rivedi nel suo antico, integro splendore.
Tanto, nel caldo insopportabile anche una sola colonna può dar sollievo con la sua ombra. Anche uno stipite crepato  ripara dalla pioggia. Anche una vecchia coperta piena di strappi e di rammendi ci riesce a scaldare, se fa freddo.
Per questo è vano desiderare l’immutabilità e la coerenza del corpo, delle idee e dei sentimenti.
Per il corpo basterebbe osservare la frutta. Come essa, anche a parità di specie, di paese e persino di albero, non matura mai tutta insieme, e soprattutto non marcisce nello stesso tempo e modo, così il nostro fisico cresce e decade in modi e tempi diversi. Quando esaliamo l’ultimo respiro (ognuno in tempi e modi diversi) le nostre cellule non sono le stesse con le quali eravamo nati, perché ogni quindici anni circa il corpo si rinnova completamente e i suoi cicli di ricambio cellulare, pur rallentando, non si fermano mai.
Per le idee, invece, il discorso è più complesso.
Fino al 1992 si credeva che i neuroni non fossero capaci di rigenerarsi come tutte le altre cellule. Oggi invece si sa che tramite le cellule staminali il cervello può rinnovarsi (anche se non alla velocità degli altri organi) e che il suo ‘sistema operativo’ nasce da un processo chiamato “Darwinismo Neuronale”, che gli fa selezionare le sinapsi più utili. Il cervello, cioè, adatta conoscenze e comportamenti alle mappe mentali e alle cognizioni culturali più convenienti all’epoca e all’area in cui vive. Ciò avviene, pur se in modo più blando, anche nell’arco della vita, quindi un dirigente di oggi – per fare un esempio – agisce secondo mappe neuronali e assimilazioni di nozioni molto diverse non solo da quelle di Ulisse, ma anche dalle sue di quand’era bambino, studente, eccetera. La nostra mente non ‘invecchia’ soltanto, ma muta direzione, potenza ed efficacia secondo le esigenze pratiche che incontra. Il come e il dove viviamo modifica non solo il nostro ‘sistema operativo’ cerebrale, ma anche i programmi installati (le nozioni) e le loro elaborazioni (le idee). Niente unità mentale, ma solo fotogrammi. Siamo dei film. 
E infine, i sentimenti.
Anche volendo proseguire la similitudine mente-computer, qualcosa in noi rifiuta di considerarli come applicazioni. I sentimenti sono strette al cuore, sono farfalle nello stomaco, sono budella che si torcono. C’entra qui forse il sistema nervoso vegetativo o viscerale… ma di sicuro non c’entra la ragione. I sentimenti, dolci o amari che siano, sono completamente irrazionali, ponti gettati oltre il tempo e la materia, gabbie metafisiche, fili ai quali sta appeso e dondola il mistero. Come sperare che restino immutati?
Tutto riecheggia e cambia, tutto si muove e scorre (panta rei) nella vita, mentre il silenzio, l’immobilità e l’immutabilità appartengono alla morte.
Lasciatemi far casino, e continuare a trovar belle pance e rughe.
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4 risposte a Scusi se non la riconosco, ma sono molto cambiato

  1. Rosy ha detto:

    Tutto si muove e corre, anche questo settembre è passato….. ciao Manlio. Ro. d.J.

  2. brunello ha detto:

    Tutte le volte che torno da un viaggio, la prima cosa che faccio per sentirmi a casa, è leggere gli ultimi tuoi scritti.
    Grazie Manlio!
    Brunello

  3. pino ha detto:

    quanto mi piacerebbe saper scrivere bene come tè lo cose che ho dentro, comunque prima o poi lo farò, ciao e forza toro

  4. Marco ha detto:

    Scusi se non la leggo, ma lei non scrive.

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