Il serpente che si mangia la coda

“Mi stanno sui coglioni quelle facce di merda che per dare più effetto alle loro stronzissime frasi le riempiono di fottute parole volgari”.
Quest’affermazione, come è evidente, si contraddice. E’ il classico serpente che si mangia la coda. Quando l’incoerenza è così chiara e immediata, diventa persino una chiave comica efficace, usata in molte battute e barzellette: “la mia famiglia non sarà  ricca, ma quanto a buone maniere si va in culo a tutti”…
Mi è capitato di riflettere su questo fenomeno leggendo nell’ultimo romanzo di Sergio Astrologo (“Briciole sparse su una tovaglia da scuotere” – Edizioni Antigone – Torino, 2011 – Pag.290) un breve passo che sembrava descrivere in pieno una categoria di persone che impazza su Facebook e me ne guasta la fruizione.
“Detesto le persone che ragionano per categorie, e per un innato bisogno di semplificare attribuiscono agli altri solo ciò che rientra nei loro elementari schemi. Non gli interessa conoscere, capire davvero il prossimo, gli basta trovare un percorso che li tranquillizzi, che rafforzi ulteriormente le loro piccole certezze. Sono contenti solo dopo aver infilato a viva forza l’oggetto della loro attenzione in una casella qualsiasi, purché omogenea alle tre ideuzze che hanno in testa”.
L’autore, cioè, detesta le persone che ragionano per categorie, ma per descriverle crea una categoria e ce le ficca dentro.
Io sono d’accordo con lui, ma nel dirlo mi accorgo di aver scritto poche righe più in alto “una categoria di persone che impazza su Facebook e me ne guasta la fruizione”, e mi sento anch’io un serpente che si mangia la coda.
Daltronde non se ne esce. L’unica sarebbe astenersi da ogni giudizio e da ogni catalogazione, persino delle stesse percezioni sensoriali. Il che è impossibile, perché ci impedirebbe di vivere.
“Homo sum, umani nihil a me alienum puto” diceva Terenzio.
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2 risposte a Il serpente che si mangia la coda

  1. Marco ha detto:

    “Le persone si dividono in due categorie: quelli che dividono le persone in categorie e quelli che non lo fanno.” Credo che la gran parte degli esseri umani, io compreso, appartenga, a periodi alterni, ad entrambi gli schieramenti. Così siamo tutti bipartisan.

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