La farsa delle primarie rosse

Le primarie del Pd sono una furbata inventata dall’ex partito comunista italiano per negare il suo storico centralismo e dare alla base l’illusione di contare. Ma soprattutto servono a far stare i politici del Pd a lungo sotto i riflettori dei media, in una specie di pre-campagna elettorale goduta in solitudine e senza contraddittorio.
Tutta legna accumulata gratis per far fuoco nelle elezioni vere, quelle che seguono, dove la pubblicità e i passaggi sui media si pagano cari, e la visibilità si deve dividere con i partiti avversari. Ma che i compagni mi inventino, ora, anche l’indagine della Procura di Palermo (quella del tribuno rosso Ingroia, per intenderci) sui presunti brogli, no! E’ una presa per il culo esagerata.
Mi auguro che, se davvero i carabinieri indagano, sia per altri motivi. Non certo per i brogli in elezioni che semplicemente non esistono, che sono una questione interna e privata del Pd. Le primarie non sono previste dalla Costituzione, non hanno regole universalmente condivise… insomma, valgono quanto le votazioni per alzata di mano nelle assemblee studentesche. Capisco che i compagni, abituati a barare, usino le primarie per rubare visibilità. Ma non esagerino mobilitando anche i loro mastini in toga.
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