Ozi e negozi

Mentre i media fan da spalla a Monti pubblicando tabelle in cui risulta che gli orefici denunciano meno dei maestri, ecc… i negozianti chiudono uno dopo l’altro, strangolati dalla crisi, dalla grande distribuzione, dai cantieri del metrò, dalla criminalità, dalla mancanza di posteggi aggravata dalla nuova severità “ripiana-passivo” dei civich, e adesso anche stangati dalla finanziaria.
Tutti lì ad indignarsi per gli esercizi di Cortina e Courmayeur che non emettevano scontrini, mentre tale reato è paragonabile secondo me a quello di chi, pubblico dipendente, s’intampa a leggere il giornale, o esce a far shopping, o blamblina per ore tra ciance e pause caffé, o viaggia in rete per cavoli suoi col Pc dell’ufficio, o fa telefonate private, e via dicendo. Sono tutti furti, come lo scontrino non emesso.
Con la differenza che il negoziante blizzato rischia di chiudere per sempre, mentre il pubblico dipendente non perde la paga, anche se viene beccato assente con cartolina timbrata da un collega compiacente.
Cosa accadrebbe se una nuova finanziaria prevedesse per costui 1000 euro di multa, niente paga per 3 mesi (e  per 6 mesi la seconda volta) più confisca del Tfr come ammenda? Una rivolta.
Eppure la legge commina a chi “salta” uno scontrino una stangata esattamente così: multe enormi, chiusura per 3 mesi la prima volta e 6 la seconda (con nuova multa decupla) fino alla revoca della licenza.
Perché questa discriminazione?
Se levassero la paga per tre mesi a un casellante perché non serve, essendo la sua linea interrotta per lavori, accadrebbe il finimondo. Ma se un negoziante per sei mesi (e anche più) incassa quasi nulla per colpa d’un cantiere del metrò, nessuno lo paga, come nessuno gli rimborsa le polizze che deve stipulare per non essere rovinato dai black block, dai ladri, dai rapinatori. Polizze sempre più salate ad ogni furto, rapina o danno, finché nessuna compagnia lo assicura più.
Di recente un autista comunale ha fatto causa all’azienda  sostenendo, certificato clinico alla mano (quale medico oserebbe negarglielo?), che i sobbalzi del suo bus sulle gobbe anti-velocità gli avevano danneggiato la spina dorsale. Avrà un risarcimento milionario e un surplus di pensione per invalidità parziale.
Mia suocera, che ha la trombo-flebite e l’ernia del disco (e zero indennità) per i 40 anni passati in piedi dietro il bancone del suo negozio di tessuti, nel leggerlo quasi piangeva.
I piccoli negozi sono da tempo alla canna del gas, e a Torino stanno chiudendo uno dopo l’altro anche i “grandi nomi”. E’ questo che vogliamo? Il commercio è l’ultima risorsa di chi non ha le capacità o i capitali per produrre (cioè per fare l’artigiano) e non trova un lavoro da dipendente. Non a caso è il primo settore in cui si buttano gli immigrati in arrivo e i licenziati senza cassa integrazione. Era già stato messo in crisi dalla vetrina globale di Internet e dalla grande distribuzione, ora deve fare i conti con un fisco sempre più implacabile (e sempre meno eludibile, tra ricevute fiscali, scontrini, studi di settore e incroci fra pubbliche banche-dati) e con la recessione. Vogliamo parlarne?
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2 risposte a Ozi e negozi

  1. michele ha detto:

    Il pezzo mi piace e ne condivido il senso complessivo, ma lo stesso muovo un rilievo critico: pur ammettendo che il dipendente fannullone e l’evasore fiscale siano moralmente assimilabili (entrambi rubano), l’idea di prevedere, anche per il fannullone, l’irrogazione di una sanzione non mi convince, a meno che il pelandrone non sia dipendente pubblico. Qualora egli fosse, infatti, dipendente privato, mi pare lo Stato non dovrebbe ingerirsi in una questione giuscivilistica (il rapporto di lavoro è regolato da un contratto) che coinvolge solo le parti contraenti (datore e “lavoratore”). Per dirla male: se l’inquilino non mi paga l’affitto, lo Stato mica gli fa la multa; al limite, nel caso io gli faccia causa, dovrebbe garantirmi il risarcimento di un danno (inteso come un’eventualità, oltretutto sempre posteriore ad una mia iniziativa giudiziaria e non come una conseguenza di un accertamento preventivo).
    Saluti.
    Michele

  2. Marcot ha detto:

    Metterei Marchionne a capo di tutti i dipendenti statali, con contratti dedicati a seconda di aree geografiche, regione, provincia, rione, magari riuscirebbe a rimetterebbe qualcosa al suo posto.

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