La ruota panoramica

Il caffè troppo dolce perché lo lasci a raffreddarsi un po’, poi lo rizuccheri senza ricordare che l’avevi già fatto.
Il freddo alle gambe.
Il sonno leggero.
Confondere i nomi dei famigliari.
Nascondere la roba e non trovarla più.
Segnarti tutto.
Chiederti se la pastiglia l’hai presa o no.
Svegliarti senza la fatica di una volta.
Trovarti a dire “una volta” troppo spesso.
Sono, questi, alcuni dei piccoli segnali che annunciano l’arrivo della terza età, di cui è stranamente rara la consapevolezza: sono sempre altri, ad esser vecchi. Ho sentito dire da un’ottantenne, alla morte di Woytyla: “Poverino, non era mica vecchio!”.
Per me vale il principio della relatività: in qualsiasi età della nostra vita, vecchio sempre è colui che ha almeno dieci anni più di noi. Ricordo che a 17 anni dicevamo d’una compagna di liceo più ‘sveglia’ delle altre: «Quella salòpa se la fa coi vecchi solo perché hanno la macchina». E lei usciva con un goliardo che non aveva neanche trent’anni! Però erano dodici più dei nostri, e quindi il termine calzava. Per noi.
L’importante, in ogni caso, è non avvilirsi (tanto non c’è niente da fare, indietro non si torna) provando, anzi, ad apprezzare i lati buoni del crepuscolo della vita.
Non sembra, ma ce ne sono: più tempo libero… meno fretta… l’esperienza che fa capire tante cose, passate e presenti… e poi la dolce sensazione di rimbambire in senso buono, cioè  di tornare poco a poco fragili come i bimbi, facili alla commozione, persino ingenui.
Avete notato che i piccoli stanno volentieri insieme ai vecchi, e viceversa? E’ perché la vita è come un’enorme ruota panoramica, dove chi è appena sceso rimpiange la vista che si godeva in alto, e guarda con invidia chi sale, mentre costui spia nel volto di chi scende la soddisfazione per i soldi ben spesi, lo stupore per le meraviglie viste, oppure lo spavento per l’altezza, e magari gli chiede consigli: “…fa freddo lassù? …è bello? …fa paura?”.
Ad alcuni sì, ad altri no… come sempre. Ma vale la pena di farlo, quel giro.
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2 risposte a La ruota panoramica

  1. Marcot ha detto:

    Non è per piaggeria, ma mi capitano le stesse cose delle prime nove righe.
    Ho 44 anni e mezzo.
    Cerea

  2. mariella ha detto:

    Mi sono accorta di essere entrata nella “terza età” quando gradualmente ho riacquistato la spensieratezza e la semplicità che mi caratterizzavano quando ero giovane. Sto perdendo persino l’abitudine del caffè, che fino ai venticinque anni ho bevuto solo nel latte. In compenso ora, quando esco sotto la pioggia o mentre nevica senza ombrello, come facevo allora, il giorno dopo sento il collo irrigidito…

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