Il principe dei fori

A volte mi chiedo come ho fatto, da adolescente, a “filare” senza la festa di San Valentino. La festa degli innamorati, si sa, è solo un’americanata, un’invenzione furbesca strombazzata dai media per farci comprare regalini, fiori, o almeno un bigliettino alla nostra anima gemella. Per “stimolare la domanda”, come dicono i manuali di economia. E siccome questo tipo di economia basata sui consumi “indotti” domina fette sempre più grandi del pianeta, tanto vale rassegnarsi.
Dopotutto ci offre la chance di sottrarci di tanto in tanto a qualche suo diktat, sentendoci ribelli a poco prezzo. Basta non comprare il regalino a San Valentino – per esempio – o le mimose l’8 marzo, oppure (ma questo è già da sovversivi, tant’è che il potere cerca di penalizzare in tutti i modi chi osa farlo) non cambiare l’auto quando è vecchia, ma va ancora bene.
Gesto sovversivo – questo – sempre più difficile e raro, perché anche se uno se ne frega delle mode, dello status da esibire e della “bella figura” da fare, le fabbriche moderne fanno in modo che ogni prodotto, ogni macchina “non vada più bene” dopo un tot di tempo, applicando nei materiali e nei meccanismi quella tecnologia cinica e consapevole che si chiama “obsolescenza programmata”.
  Che ci volete fare? “Chi più spende, meno spende” era l’adagio che per secoli ha indotto anche i più avari a farsi magari un solo vestito, ma della miglior stoffa. Idem per le scarpe, gli utensili, la mobilia… insomma, tutto quello che doveva durare. Ma la parola “durare” è una bestemmia, nella società dei consumi. Solo pochi snob la onorano ancora  sistematicamente.
Il mio amico barone Bijno mi raccontava all’ultima marenda sinòira di aver visto a Portofino il Duca di Windsor indossare con perfetta nonchalance un pullover bucato. Però di cachemire, off course. E non era né povero né sciatto, il marito di Wallis Simpson. Anzi, fu un maestro di stile, e lanciò molte mode, tra cui le scarpe di camoscio, i pantaloni alla zuava, e quella stoffa a quadri che si chiama ancora oggi col suo nome, Principe di Galles. Però se ne fregava dei buchi (tutti meno quelli di Wallis, per i quali rinunciò addirittura alla corona).
Ma torniamo al regalo non fatto, o alla vecchia auto non cambiata. Come tutti i piccoli gesti antisociali, bisogna che a farli siano in pochi. Un po’ come la pipì in piscina. Se facessero tutti così, crollerebbe il mercato dei pullover e delle auto (e le piscine sarebbero infrequentabili).
Però, visto che una botta di anticonsumismo ogni tanto fa bene all’anima, oltre che al portafoglio, eccovi il mio consiglio per San Valentino: offrite alla vostra anima gemella un bel pacco-regalo con dentro le sue scarpe preferite, perfettamente risuolate. E accompagnatele con un bacio. In quello, naturalmente, non dovrete risparmiare.

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4 risposte a Il principe dei fori

  1. Paolo Roffino ha detto:

    Purtroppo difficilmente le donne si accontentano di un paio di scarpe “restaurate”. Nel mio piccolo, però, vado anch’io controcorrente con il mio accappatoio del 1991, i miei ciclomotori d’epoca, la maglia del pigiama di 20 anni, la scrivania del bisnonno….in mansarda ho un guardaroba dedicato alle mie vecchie giacche da sci (bei tempi..), i filmati super8, feluca, sai e mantelli dei miei indimenticabili vent’anni. Sono come spazzatura galleggiante alla rinfusa arenata in una solitaria ansa del fiume della vita.
    Poldo

  2. Zoe ha detto:

    Beh, per quest’anno possiamo rilassarci, perche’ San Valentino e’ stato soppresso, una prova matematica: 14-2-12=0
    L’anno prossimo potremo incazzarci con rinnovata energia.
    Z

  3. mariella ha detto:

    Simpatica la foto. Condivido il contenuto.
    M

  4. Marcot ha detto:

    A me fanno ridere le donne che dicono “io per san valentino non voglio niente, il regalo è che lui i ama”.
    Le stesse misere, il giorno dopo chiedono ai colleghi maschi “cos’hai regalato a tua moglie?” stufo di questa ipocrisia mi ero già preparato la risposta (l’anno scorso) ” Sai che mia moglie arriva a casa dopo di me, così ho portato le bimbe dai nonni, sono passato dal fioraio ed ho preso un mazzo di fiori ed una pianta grassa, lei le adora ne ha una dozzina. La scorsa settimana ho preso in profumeria una trousse di trucchi. Quando è arrivata a casa alle 18 le ho fatto trovare tutto sul tavolo in soggiorno e le ho detto di prepararsi perchè avevo prenotato il ristorante, non ti dico come abbiamo fatto arrivare le 20. Eh tu, ieri sera cos’hai fatto?
    “…guardato sanremo…” si sentivano i denti che digrignavano. Non so se mi abbia creduto, però per un minuto le è salita la bile.

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