Controtapiro

Le trasmissioni antitruffa eccitano le nostre emozioni su due livelli, uno cosciente e legittimo, l’altro seminconscio e torbido. Al primo c’è lo sdegno verso l’imbroglione. Al secondo, invece, c’è il ghigno sull’imbrogliato, la carezza alla propria autostima fatta pensando “io non ci sarei cascato”. Insomma, un mix di compassione e di “ben gli sta, allocco”. Anche nei reality show tipo “grande fratello” il primo livello è lo studio sociologico, il lecito coinvolgimento del pubblico elevato al rango di giudice, anche se solo su nominations interne (perché lì sta il succo: vederli litigare, cospirare, tradire…) e il secondo è un cocktail velenoso di voyeurismo (“… hanno scopato, finalmente…”), pettegolezzo (“…secondo me è gay…”) e curiosità morbosa per i mali altrui, quella che fa fermare la gente in autostrada per vedere gli incidenti appena capitati.
Nel meccanismo “antitruffa” puccia il biscotto Antonio  Ricci, ma è proprio il suo “Striscia la notizia” a riunire i livelli “indecenti” dei due format (antitruffa e reality) in un odioso terzo livello: la consegna del tapiro d’oro. Già la scelta del premiato (imbroglione, gaffeur o mentitore che sia) è spesso truffaldina, cioè politicamente orientata. Ma l’accanimento nella consegna è una vera e propria provocazione camuffata da scherzo, una prepotenza vile, perché travestita d’innocente umiltà.  Questa pantomima della consegna (di persona e senza preavviso) è stata studiata apposta per vellicare il nostro voyeurismo e la nostra sete di sangue da pronipoti dei romani al Colosseo. Staffelli gioca cinicamente sulla nostra curiosità generica per le sorprese, sulla nostra voglia di vedere che faccia farà il “paraculo” quando sarà attapirato, ma sotto sotto spera che costui reagisca male, che si ribelli come fece Del Noce, per poter fare la vittima e inalberare cerotti.A me piacerebbe invece che gli attapirati si organizzassero, inventando un controtapiro, per esempio delle maschere da maiale dorate chiamate “le gran facce di tolla”, e le consegnassero a centinaia, ad ogni ora del giorno e della notte, in ogni luogo, persino in chiesa o al cesso, con le motivazioni più varie (e sempre davanti a una telecamera, che è l’arma vigliacca di Staffelli) a Ricci e ai suoi collaboratori. Son certo che il tapiro sparirebbe.
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2 risposte a Controtapiro

  1. michele ha detto:

    ….non ho purtroppo tempo per dilungarmi, ma una cosa non posso non scriverla: quanto sono d’accordo, caro Manlio! Il post spiega con notevole efficacia espositiva la detestabilità del tapiro, cosa che non ho mai letto da nessuna parte (nonostante abbia sempre sperato qualcuno ne scrivesse).
    Saluti.
    Michele

  2. brunello ha detto:

    A BEN PENSARCI LA PENSO COME MANLIO.
    IL TAPIRO QUASI SEMPRE E’ VIOLENZA ANCHE SE QUALCUNO SI MERITEREBBE IL TAPIRO STAMPATO IN FACCIA.
    GRAZIE MANLIO PER AVERMICI FATTO PENSARE.
    CIAO
    BRUNELLO

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