Il come della rosa (2 – Lasciarli andare ?)

Sono passati quasi sei anni, da che Titti è morta, ed è evidente che non riesco e non riuscirò mai a “lasciarla andare”. Però almeno mi sono convinto che non importa. I defunti non “devono andare” da nessuna parte. Appena morti sono già arrivati là dove tutti siamo destinati a ritornare. Quello che molti in questi anni mi hanno quasi rimproverato come egoismo, come incapacità di rassegnarmi e di “lasciarla andare” (al punto che nei primi tempi mi sentivo un po’ in colpa e mi scusavo addirittura con lei, dopo aver pregato alla palina: “amore, perdonaci se non riusciamo a lasciarti in pace, a lasciarti andare”) è una cosa naturale e bella, che le anime gradiscono.
E’ stata la stessa Maria Claudia a persuadermi di ciò, mandandomi un segnale preciso, proprio su quest’argomento. Un lettore, un certo Sabino Tarallo (persona buona ed altruista che non avevo mai conosciuto prima), mi ha mandato un libro  (“Dall’al di là alla fede” – Editore Rizzoli) che ha venduto centinaia di migliaia di copie ed è stato tradotto in non so quante lingue. Parla dei contatti medianici dell’avvocato Lino Sardos Albertini con l’anima del suo figlio Andrea, un 23enne universitario triestino assassinato a Torino nel giugno 1981 (il suo cadavere, buttato in Po dal ponte Isabella, non è mai stato trovato). Dal libro ho tratto la certezza di quello che già supponevo per esperienze mie paranormali precedenti, anteriori persino alla nascita di Titti: le anime dei defunti si trovano in una specie di universo parallelo, in una dimensione diversa (un “al di là” cui ognuno può dare il nome che vuole) e non si stancano affatto di venire contattate dai viventi, anzi, ne sono felicissime. Purtroppo non tutte ci riescono, perché sono pochi i medium veri e consapevoli di esserlo, da questa parte.
In ogni caso non è questione di “lasciare andare” le anime, ma solo di smettere di soffrire per la loro partenza, sapendoli felici e immersi nella luce. Questo, forse, è il vero senso di quel “lasciarli andare”, da molti frainteso o mal espresso. Le anime ci seguono, ci stanno vicine, ci proteggono, ci amano di un amore intenso e ultraterreno, e si addolorano per la nostra sofferenza. Se noi smettiamo di soffrire, loro non si addolorano più, e possono godere appieno della loro nuova dimensione, della luce infinita (così la chiama Andrea Sardos, tramite la medium) in cui si trovano.
Ma non “partono”, non dobbiamo “lasciarli andare” da nessuna parte. Loro sono già arrivati. Sono lassù, nella luce, e sono felicissimi di essere cercati da noi quaggiù. Per quello non smettono mai di mandarci segni, quando vedono che ne abbiamo bisogno. Sono segni che sta a noi imparare a captare e interpretare, ma solo col cuore. Come davanti al mistero di Dio, la ragione di fronte a questi contatti non può che arrendersi. Per quello non ne parlo volentieri. Però ne scrivo qui oggi, e pazienza se chi legge scuoterà la testa. 
Sulla porta della sua stanza Maria Claudia ha lasciato scritto di suo pugno: “La realtà è un sogno. Abbracciamo e accettiamo l’illusione. Solo oltre l’esistenza si annida la verità”. Non so di chi sia questa frase, non certo sua, ma lei scegliendola e trascrivendola l’ha fatta sua, in uno di quegli atti inconsapevolmente premonitori che di solito compie chi è vicino alla grande partenza.
Io quindi  obbedisco. Abbraccio e accetto l’illusione, e la sento col cuore. Anche negli ululati della cagna lupa Nora quando torno a casa di notte. A me piace pensare che Nora “la vede”. Gli animali (specie i gatti) hanno una sensibilità particolare… e comunque mi piace pensarlo. A volte, mentre guardo la Tv in salone, Nora viene alla finestrona e abbaia dai vetri in quel modo strano, quasi un borbottìo interrogativo, guardando fisso sopra me, alle mie spalle.
Lo scrivo alla faccia degli Odifreddi (odio e freddo al plurale…), e sento amore e caldo al singolare.
(segue)
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2 risposte a Il come della rosa (2 – Lasciarli andare ?)

  1. Claudio ha detto:

    Ciao Manlio, io sono uno come te, uno che ci è passato, in che ci è dentro! x me sono sei anni adesso, sei anni e mezzo per la precisione! sai molti mi dicono quello che hanno detto a te! io al mio Alby (25 anni, se n’è andato mentre rincasava x pranzo) do il bacio tutte le mattine! (alla sua urna) prima di uscire di casa! l’altro giorno una sua carissima amica mi appunto detto che “devo” lasciarlo andare” devo portare l’urna al cimitero!? Io no penso di fare del male a nessuno, tanto meno a lui, quando la sera recito le preghiere davanti alle sue ceneri o al mattino quando lo bacio!?
    Tu cosa ne pensi?

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