La valigiata di monetine

Vista la buona accoglienza alla nota precedente, e visto che la chiudevo con la frase “bisogna riparlarne prima che cali il sole”, continuo con le stranezze allegre, va, che di cose tristi ne dobbiamo già travondere tutto l’anno. E’ bello cazzeggiare un po’, chiudendo fuori madama serietà e monssu magon. Parlavo dei personaggi alla “amici miei” e delle loro zingarate messe in scena ad ogni età, anche se è più facile che certi exploit li si faccia intorno ai vent’anni, l’età “matta” per definizione. Ma farle da giovani è un po’ un modo per esplorare i limiti propri e quelli altrui, un divertimento che serve per dimostrare a se stessi il proprio coraggio (o anche solo la propria faccia di tolla) e per vedere, come cantava Jannacci, “l’effetto che fa”. Farle ancora più avanti è privilegio di pochi eletti. Ed è una disposizione che si trasmette per via genetica. In genere le stirpi di “teste dròle” si perpetuano nei secoli, magari saltando ogni tanto una generazione per motivi edipici (come tra me, burlone, e mio figlio, serissimo).

Nella nota precedente ho descritto burle epiche, ma ci sono anche scherzi, riti e giochini meno clamorosi, che potete fare anche voi. Per esempio, quattro miei amici di Bologna che si frequentano assiduamente ne fanno uno delizioso da trent’anni. Piretto, il più anziano (70 anni suonati) porta sempre con sé uno scatolino con fessura per infilarci le monete, e ogni volta che i quattro si vedono ognuno di loro ci infila dentro qualche spicciolo, che poi Piero riversa in una valigetta. Bene. Ogni anno, ad una data fissa, si danno appuntamento, elegantissimi, in un ristorante di lusso. Si siedono, ordinano champagne come aperitivo e poi, con nonchalance, spostano i coperti e rovesciano la valigetta sul tavolo, mettendosi a contare le monetine di fronte al personale allibito: “Sa, vogliamo sapere prima quel che possiamo permetterci di mangiare”. Finito il conteggio, mangiano e bevono per la somma trovata (anche se supera i 500 euro, come in genere succede). I vari osti non hanno mai eccepito, né  mai voluto controllare il conteggio. Gli bastava poterlo raccontare.
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Una risposta a La valigiata di monetine

  1. brunello ha detto:

    Caro Manlio, anche io lo faccio almeno una volta l’anno con le monete da due euro.
    Ho anche comperato una bicicletta da auto in questo modo. Tre negozi si mostrarono ” schizzinosi”: andai da Amante e Casella che non fecero “una piega”.
    Ciao
    Bruno

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