Chiodo scaccerà chiodo?

La sponda meridionale del Mediterraneo è in fiamme, e già arrivano i barconi. Cinquemila nuovi sbarchi a Pantelleria solo nell’ultimo mese, e sta per bruciare la diga libica. La spaventosa ondata migratoria africana che invaderà l’Italia nei prossimi mesi, specialmente con le bonacce estive, avrà conseguenze incalcolabili. Di sicuro rinforzerà politicamente il centrodestra, che da sempre si oppone all’accoglienza indiscriminata, e indebolirà la sinistra, che invece vuole le porte aperte a chiunque. Ed è un primo vantaggio del disastro. Ma potrebbe anche indurre gli zingari a levare le tende per cessata o indebolita assistenza pubblica, per trasferirsi dov’essa è ancora forte. Questo sarebbe il secondo vantaggio degli sbarchi. Preferisco gli africani, ai Rom, perchè almeno lavorano, se possono. Gli zingari no. L’Opera Nomadi parla di circa 200mila zingari presenti in Italia nel 2007. Cifra sottostimata, e comunque in aumento con l’allargamento dell’Ue alla Romania. Nei loro campi regna una sporcizia indescrivibile e vige la legge del più forte, sia fra di loro sia nei confronti degli abitanti delle zone circostanti, però non lo si può dire perché è “politicamente scorretto”. Ai radical chic (che naturalmente vivono ben lontano dai campi) piace leggere parole mielose come queste, che uno zingaro furbo (come tutti) ha scritto: “Noi siamo i figli del vento, e abbiamo una sola religione: la libertà. In cambio rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza e alla gloria. Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare: una mattina di sole, un bagno nella sorgente, lo sguardo di qualcuno che ci ama. Ci piace camminare sotto le stelle, la nostra è una vita semplice, primitiva. Ci basta avere per tetto il cielo, un fuoco per scaldarci e le nostre canzoni quando siamo tristi…”.
Tutto molto romantico, vero? Peccato che nella vita bisogna anche mangiare, vestirsi e curarsi, oltre a guardare le stelle. Persino Carla Osella, presidente di “Zingari Oggi”, ammette che “non sarà né un’associazione né una legge a farli cambiare… il nostro obiettivo è la difesa dei loro diritti civili e culturali, ma negli anni ci siamo accorti che si doveva lavorare anche sui loro doveri… purtroppo è difficile… hanno una mentalità assistenzialistica (non poteva certo dire “parassitaria” – NdR), sono abituati che noi dobbiamo dare… non credono alla nostra scuola (il 97% non ci va – NdR), tanto che la cultura nomade sta perdendo i propri valori, i giovani non hanno voglia di far niente, e fanno uso di droga … vogliono solo il permesso di soggiorno e un lavoro, senza il quale sono costretti a vivere d’accattonaggio, di furto e di truffe… ” Capito? Qui si dà per scontato che chi è senza lavoro ha il diritto a rubare, truffare e mendicare, perché “è costretto”. Mi sa che allora i figli del vento avranno molta concorrenza, a Torino, con la Fiat che smobilita e l’indotto che chiude.
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Una risposta a Chiodo scaccerà chiodo?

  1. cavillo di battaglia ha detto:

    Mi stupisce che ancora oggi si parli dei problemi dei nomadi (chiamiamoli così); mio figlio ha 38 anni ed alla 1^ elementare ha avuto i primi “contatti ravvicinati” con questa gentaglia che non vuole assolutamente regole a osservare. Però è possibile che siano stati tenuti e mantenuti a danno dei cittadini? Certo che riescono a vendere bene i loro “servizi” di disturbo al cittadino: mantenuti per rompere “le” ed in più, quando delinquono, si tengono il guadagno (borseggi, posteggi abusivi, pietismi e quant’altro). Che ritorno hanno gli amministratori che li difendono? Come li giustificano ai (pochi) turisti che se li trovano sempre addosso? Una scritta su un muro parla ancora oggi di “un diritto a fronte di un dovere”: non fa comodo farla anche propria perché la data è in cifre romane? allora non si dovrebbe accettare né pensione, né mutua, né ferie, né tredicesima. E’ lì che casca il minchione.

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