Palacaffarel

La sponsorizzazione dei grandi palazzi polivalenti (cioè buoni per sport, concerti, congressi, sfilate…) è in uso da decenni: Palalottomatica, Palatrussardi, Palamalaguti, Palàlgida, Mazda Palace… Soltanto noi torinesi, dopo il 2006, siamo stati incapaci di trovare sponsor per i palazzi olimpici (e sarà sempre più difficile, visto che la maggior parte è inutilizzata e va in malora), seguitando a chiamare Oval la pista da velocità su ghiaccio, Palavela il palazzo a vela (pattinaggio su ghiaccio), Olimpico lo stadio, Palaisozaki (dal nome del progettista) lo scatolone che gli sorge a fianco… Anche gli enormi gianduiotti vetro e acciaio eretti in Piazza Solferino (costati un occhio per erigerli e l’altro occhio per demolirli) li abbiamo sempre solo chiamati “Atrium”. Due chioschi ultramoderni che in fondo non erano neanche brutti, o almeno non più della piramide di Ming Pei nel cortile del Louvre; potevamo lasciarli lì, usarli per qualcosa e cercare uno sponsor (data la forma a gianduiotto, sarebbe stato perfetto chiamarli Palacaffarel), vista la voragine che ha lasciato nelle casse municipali (Torino è la città più indebitata d’Italia) il passivo olimpico aggravato dalla truffa dei derivati. 
Trovare sponsors non è impossibile: Tod’s (Della Valle) finanzierà il restauro del Colosseo, Marzotto quello dei Fori Imperiali, Bondi sta cercando uno sponsor per Pompei… Strano che non si sia ancora pensato di far lo stesso per i teatri, col bisogno che c’è di soldi in quegli ambienti dopo il taglio dei fondi alla cultura. Lirica, danza e prosa sono in crisi finanziaria nera, e noi ci ostiniamo a chiamare solo “Regio” un teatro, per giunta in epoca repubblicana? All’asta, all’asta! In fondo la Juve chiamerà “Nike stadium” il rinnovato Delle Alpi, pronta a ribattezzarlo in altro modo a fine contratto. Uno deve abituarsi, a ‘ste robe, come per gli sponsor delle squadre di calcio, che cambiano di continuo, anche a campionato iniziato, ma il tifoso sa sempre chi sono. Il Chelsea gioca all’Emirates Stadium: non è uno spreco chiamare “San Siro” o “Meazza” lo stadio di Milano, che potrebbe essere il “Mediaset Stadium”? E il Regio? Pensate: “Dal teatro Galup di Torino trasmettiamo…”

 

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2 risposte a Palacaffarel

  1. Ettore ha detto:

    Caro Manlio,

    ma le olimpiadi non dovevano portare ricchezza a tutti i torinesi? Non c’è stata su Torino una pioggia di miliardi? Come fa il comune ad essere quello più indebitato d’Italia?

    Sai di qualche intercettazione telefonica che possa aiutarci a fare un po’ di chiarezza?

    Ciao, Ettore

  2. giancarlo ha detto:

    ad andezeno ( to) ho visitato una struttura denominata palacaffarel…ma, secondo me, come si usa dire a napoli è un modo per ” spararsi le pose ” , ovvero darsi delle arie : si può mai elevare a dignità di ” pala-caffarel ” un salone allargato nel quale, tutt’al più, si svolge una gara di torte e qualche conferenza di paese ???

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