Elvezia, la tua terra… schiava d’altrui (se rende)

A sette anni dal crac da 14 miliardi di euro e a 32 mesi dall’inizio del processo, Tanzi è stato condannato in primo grado a 18 anni. A Milano l’ex patron della Parmalat si era già beccato 10 anni in secondo grado per aggiotaggio, e a Parma stanno per essere chiuse (con calma, nèh…) le inchieste sul Parma Calcio e sui quadri d’autore nascosti prima del crac (e secondo l’inchiesta di Report portati in Svizzera). A proposito di Svizzera. Nell’Italia rinascimentale gli elvetici erano le truppe mercenarie più apprezzate. Non perché fossero forti, ma perché non tradivano. I capitani di ventura di allora spesso cambiavano campo a metà battaglia, secondo come buttava. Gli svizzeri no. Tetragoni. A casa facevano la Berna (dicono che Tanzi sia fallito perché alla Parmalat voleva imitare questo loro formaggio coi buchi, ma gli venivano bene solo i buchi…) e la guerra la facevano fuori casa, per conto terzi. A casa niente sangue né rovine, solo bottino. Si trovano così a loro agio in Svizzera, i bottini, che i contendenti delle due guerre mondiali han portato lì i loro. La Svizzera, infatti, era riuscita a mantenersi neutrale perché conviene a tutti, in guerra come in pace, avere un posto dove mettere al sicuro le ricchezze, lecite o no. 
Certo, lo sganciamento delle valute dall’oro e la telematizzazione dei flussi monetari hanno poi messo gli svizzeri in concorrenza coi “paradisi fiscali” off-shore, ma a loro va bene lo stesso. Hanno un forte senso della disciplina e dell’ordine. Se gli si blocca un semaforo sul rosso, li trovi ancora fermi il giorno dopo, coi pacchetti vuoti di sigarette e le cicche a bordo. Se invece delle cicche han da buttar veleni, però, si fanno meno scrupoli: anni fa la Bayer inquinò tutto il Reno, provocando un disastro ambientale in tre nazioni. Anche nel dare indietro i depositi son “cauti”. Gli ebrei hanno dovuto lottare decenni per farsi restituire almeno una piccola parte dei soldi depositati dai loro parenti uccisi dai nazisti. 
Ma la cosa più sinistra è che nell’oro di monete svizzere ancora circolanti è stata trovata una percentuale di mercurio decupla rispetto alla media, segno che si tratta di oro proveniente da protesi dentarie. Si sa che i nazisti strappavano i denti d’oro ai cadaveri, nei lager, e li fondevano in lingotti. Si sa anche che questo “tesoro” fu portato in Svizzera, ma non si sapeva bene che fine avesse fatto. Ora si sa. Meglio i buchi di Tanzi, quasi quasi.
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