Meglio puttanieri che froci

Nell’obesità il Dna è importante, più dei comportamenti tenuti o degli esempi ricevuti durante l’infanzia, eppure gli obesi rifiutano di considerare il loro stato una malattia. Molti di essi, confortati dal dilagare del fenomeno (come in Usa) si tranquillizzano, si crogiolano nell’obesità, ne sottolineano i lati positivi, citano le rotondità del Buddha, la gioiosità luminosa e rilassata degli oversize rispetto alla cupa tensione dei magri. Contro la discriminazione di cui gli obesi sono fatti oggetto (nelle relazioni adolescenziali, nei canoni estetici proposti dalle fiction, nelle taglie degli abiti pronti, nelle maggiori tariffe pretese dalle assicurazioni sulla vita, nelle misure dei sedili dei mezzi pubblici, nelle dimensioni standard di cabine doccia, tornelli d’accesso agli stadi, persino casse da morto) alcuni di essi si sono ribellati e conducono una dura battaglia politica. Campagne di stampa, dimostrazioni, cortei, pressioni politiche, fat prides, concorsi di mister ciccio e miss ciccia, serial televisivi recitati solo da XXXL, hanno portato ad una minore discriminazione. Bene. Nonostante ciò i giovani yankees, in un sondaggio sulla taglia che si auguravano avrebbe portato un loro eventuale figlio, hanno risposto a grande maggioranza  M (middle). Qualcuno L (large). Nessuno si augura di avere un figlio obeso. Neanche chi obeso lo è già. E se Obama indicesse una nuova campagna contro l’eccessivo sovrappeso (una l’ha già fatta) gli obesi non si sentirebbero discriminati, non gli darebbero del “razzista”. Neanche se, di fronte un’obiezione sui rischi del jogging (tendiniti, iperusura delle giunture, microtraumi da corsa, pericolo di coxartrosi senile), lui rispondesse “meglio correre, pur con questi rischi, che ingrassare. Meglio magri e cigolanti che obesi”. D’accordo?

Bon. Ora cambiate la parola obeso con gay, e vedrete il discorso regge lo stesso, non fa una piega. A meno che sosteniate “gay è un conto e obeso un altro”. In tal caso sareste voi i razzisti. Le battute non hanno mai conosciuto, non possono e non devono conoscere la political correctness. Se no svanirebbero di per sé, come concetto, come ipotesi espressiva. Alzi la mano chi non ha mai riso a una battuta sui matti, sui gay, sui lager, sull’avarizia degli ebrei, sui malati di cancro e di alzheimer. Quindi smettetela di rompere le balle a Berlusconi per le sue. E non dite: “ma un premier non dovrebbe”. Non sta scritto da nessuna parte come debba essere un premier nel privato. Fu la stessa sinistra, di fronte caso Marrazzo/trans, a dire “se uno governa bene, nel privato può fare e dire ciò che vuole”. Perfetto. E allora Berlusconi ha una sua particolare concezione del suo ruolo, che comprende uno stile di vita (invidiatogli dalla maggioranza degli italiani) libero e lussuoso, anticonvenzionale, ironico ed allegro. Ma guarda un po’ chi glie lo contesta: proprio loro, la “meglio gioventù” male invecchiata. I compagni ex sessantottini. Quelli che 40 anni fa urlavano in piazza e scrivevano sui muri delle università “la fantasia al potere”. Ora che c’è arrivata, non la vogliono. Ora che comanda con fantasia (o ci prova) uno che parla alla pancia degli italiani e non alla loro testa, lo accusano di populismo.

Che brutta fine, compagni! Trovarvi, dopo aver isolato e condannato Pasolini, a difendere i gay e candidare Vendola! Ridurvi, dopo aver tollerato Togliatti che da sposato aveva come amante Nilde Jotti e la esibiva, a frugare tutti scandalizzati tra le lenzuola di Berlusconi come pretonzoli di campagna! Ma l’umiliazione peggiore, per voi, è veder espresse e realizzate da un “nemico” le vostre illusioni giovanili: anticonformismo, menefreghismo, licenza espressiva, aconvenzionalità, fantasia al potere, libertà e promiscuità sessuale (ricordate “Porci con le ali” della vostra Lidia Ravera e del vostro Pintor!)…
Tutto ciò che parrebbe il manifesto del ’68 si è concretizzato come stile di vita di Berlusconi. Basterebbe questo a far dire che il genio è lui, e voi i cialtroni
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3 risposte a Meglio puttanieri che froci

  1. Roberto Sallier ha detto:

    Si, bè, chi critica queste battute non sono solo gli ex-sesantottini. E poi potrei avere qualcosa da ridire sulla differenza di età. Comunque a me di tutta questa storia ciò che turba di più non è la battuta alla fiera della moto ma la faccenda delal telefonata. Che il procuratore abbia detto che è stato tutto legale non mi rassicura. C’è qualcosa che non va. Che il presidente del consiglio intervenga in una faccenda dove una minorenne scapapta di casa e accusata di furto è fermata è fuori da questo modo. La penso come Gramellini nel suo stupendo editoriale della settimana scorsa:
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=894&ID_sezione=56&sezione=
    PS sono contento che il Blog funzioni di nuovo normalmente

  2. michele ha detto:

    Io, invece, la penso come Sgarbi, che ha ironicamente chiosato, sulla vicenda in questione, dicendo che Berlusconi è “Tognazzi in Amici miei” e che impronta tutta la sua vita allo stile di “Mascettiana” memoria: sublime! Ma ve lo immaginate, il nostro geniale Presidente, mentre telefona al capo di Gabinetto della Questura e gli fa notare che Ruby è la nipote di Mubarak!?! Ha ragione Manlio: io uno così lo invidio! A me non sarebbe mai venuta in mente una simile iniziativa goliardica….Altro che Premier; forse, in quel ruolo, è sprecato: sarebbe da nominarlo “Pontefice Massimo”….

  3. E.Raser ha detto:

    quello che proprio non mi quadra è il sit-in dei gay avanti Palazzo Grazioli.
    Cosa urlavano ?
    Non sai che ti perdi ?
    Spero che si siano portati almeno il cuscinetto pieghevole in gommapiuma con i colori della squadra, di Fantozziana memoria, per evitare la ” cartonatura natiche ”
    E pensare che nel 68 sbandieriavano il principio che ” il personale non ha rappresentazione politica ”
    Sono messi veramente proprio male…..

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