L'isola dei pelosi

Da un mese va in onda sulla rete CT1 della Tv boema un insolito reality show, che ha come protagonisti “i ragazzi dello zoo di Praga”. Niente a che fare con quelli dello zoo di Berlino: non si tratta di giovani drogati (pur se di scimmia si parla) ma di gorilla. Le loro giornate, scandite da rituali semplici e naturali come la nutrizione, il gioco, l’accoppiamento, l’educazione dei cuccioli, sono seguite 24 ore su 24 da telecamere fisse, senza sequenze montate ad arte, voci di commento o musiche suggestive in sottofondo. Sorprende vedere in quanti particolari il loro comportamento ricorda il nostro, anche se ruttano e scoreggiano meno dei concorrenti del “grande fratello”.
Loro sono sinceri, non recitano, non guardano la telecamera quando parlano, non si rendono ridicoli come certi tipi dell’ “isola dei famosi” che pescano molluschi mentre la moglie li schiena in diretta da studio, o belano lacrimosi monologhi sulla solitudine mentre sono circondati da intere troupes di ripresa. Il sesso “in diretta” dei gorilla, per fare un esempio, è verace e ruspante, non finto come quello praticato dai Simona Ventura boys sotto coperte o dietro tende agitate dall’interno per far immaginare i dettagli del coito ai guardoni. Niente frasi strappacuore scritte dagli autori, recitate male e spacciate per spontanee: le scimmie si trombano allegramente, ma poi pensano ad altro. Niente false liti: le scimmie si menano e si mordono di brutto, ma poi fanno subito la pace.
Per tutto il resto, il format è uguale: ci sono dei concorrenti, c’è un pubblico che vota chi deve uscire, e alla fine ci sarà un vincitore. I guadagni aiuteranno a salvare il gorilla africano dall’estinzione. Purtroppo l’audience, dopo l’iniziale curiosità, è calata. “Manca – dicono i teleutenti interpellati – il vero sugo dei reality show, che sono le congiure, i tradimenti, le bugie”. Purtroppo è vero. L’uomo è giunto al vertice della piramide evoluzionistica perché è il più abile mentitore che esista. E’ anche l’unico animale che uccide i suoi simili non per istinto di trasmissione genetica (cibo o sesso), ma per semplice odio, o addirittura per diletto. Bella evoluzione, nèh?
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