Seduto sulla sponda

Un proverbio indiano dice: “Se hai un nemico, non affaticarti ad odiarlo: siediti sulla sponda del fiume e aspetta di veder passare il suo cadavere. Stai però attento a non cadere, perché il tuo nemico potrebbe essere seduto sulla sponda più avanti”. L’avreste detto che Carlo Lizzani, proprio lui, il regista rosso che più rosso non si può, il prototipo dell’intellettuale organico idealizzato e voluto da Togliatti, avrebbe dichiarato che è ora di finirla con la demonizzazione del fascismo? E invece è successo. L’ha detto a Roma, in un dibattito al Salone del Libro Storico. Gli altri intellettuali “organici” presenti (Vacca, Tranfaglia, Belardelli, Di Rienzo) naturalmente si sono indignati. State certi che Lizzani dovrà fare autocritica, se no finirà nella Siberia intellettuale dei “pidocchi revisionisti” (l’espressione è di Giorgio Bocca) insieme a Rusconi, De Felice, Pansa e tanti altri.
Però è bello che ogni tanto qualche “gran vecchio” dell’intelleghentzia rossa dia ragione a quel proverbio indiano, lasciandosi andare all’impudicizia consapevole della verità, per nausea verso le convenzioni. E’ così tipico della terza età che un compagnosauro si gratti qualche crosta di falsa storia che gli prude fra le meningi, o si tolga un sassolino di ortodossia stalinista dalla scarpa. E non c’è neanche bisogno di aspettare la terza età, vedi Giuliano Ferrara. E Andrea Scanzi? E’ del ’74. Non ha fatto neanche la Pantera, per dire. Eppure ritagliai il suo pezzo quando nel 2005 stroncò sulla Stampa l’ultimo film di Benigni (quello che chiede 250mila euro per sfottere Berlusconi mezz’ora da Fabio Fazio). Lo irrise con perfidia dalemiana, fingendo di non poterlo fare per non essere tacciato di revisionismo. Il suo incipit è folgorante: «Non sta piacendo a nessuno, “La tigre e la neve” di Benigni, ma non si può dire». E giù un elenco (stramotivato) di artisti “intoccabili” che fanno boiate da decenni, ma nessuno li stronca perché sono protetti dalla tessera: Muccino, Virzì, Moretti, Baricco, Fazio, la Dandini, la Guzzanti, la Mannoia, Degregori, Guccini. Una goduria. E’ stata lunga, seduti qui sulla sponda, ma finalmente cominciano a passarne, di cadaveri…
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3 risposte a Seduto sulla sponda

  1. Tarvingoss ha detto:

    Plaudo al post. Seduto lì nei pressi, sulla sponda, sai che ci sono anch’io, in mezzo agli altri. Ma avrei bisogno, caro Zeus, di campare ben più dei 100 anni che mi restano, per veder galleggiare tutti questi neo-mortaccioni senza orrore di se stessi: i Scajola, le torme di assessori di centrodestra che estinguono una fame atavica a spese nostre, statisti come Schifani, Carafregna Carfagna, scienziati-anchor men come Ruggeri, buffi longocrinìti alla Meluzzi, torvi miliardari opinionisti alla Briatore. E poi cinematografari come Barbareschi e Martinelli (il cui noiosissimo “Barbarossa” è secondo, come vaccata, al solo “900” di Bertolucci), coorti di “ma-chi-cazzo-sei?” come CapezzOLone e Bondi. Poi tanta tanta gente che appena conquista una poltrona a spese nostre rivela l’insopprimibile indole plebea da pecorai semianalfabeti “della” Pdl. Gente che ha passato la vita fra l’odore del cavolfiore e il sogno del bianco fiore, inseguendo un 13 al totocalcio e comprando a rate l’enciclopedia della moda DeAgostini. Merde appagate dalla loro Cayenne e deliranti per una scorta e per due camere a Montecarlo. Burattini di un’Italia svenduta un euro al chilo, fantocci che fuggiranno dinanzi alle guerre prossime, molto prossime, che scateneranno islamici e meticci cui permettiamo di ronfare ai nostri crocevia e che ridurranno schiavi i nostri nipoti. Cadaveri gonfi di berlusconismo e carogne che non sanno cosa sia l’onore e l’antica nobiltà di un’Italia sepolta sotto decenni di ciarpame social comunista e decenni siliconati dal centrodestra.

  2. Roberto Sallier ha detto:

    Un comunista che difende il fascismo? Toh, eccone uno che ha notato che non la differenza è poca

  3. Tarvingoss ha detto:

    Poichè sono un poco cerebroleso, non ho capito un cazzo di quanto scrive il Sallier.
    Oh Sallier! Se ci sei, fatti capire!

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