Noi badavamo al sodo… mita

Dice il proverbio: “la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte” volando a cavallo d’una scopa. Come facesse a rompersele, visto che spostandosi in quel modo le usava pochissimo, non riuscivo a capirlo. Forse la scopa aveva i freni difettosi – pensavo – come le nostre bici scassate del dopoguerra, e alla vecchia non restava che frenare con le suole, come facevamo noi gagni, con gran disperazione e gran ceffoni delle nostre mamme. Madri manesche, ma coraggiose, che dopo pranzo “an dasìo la larga” (ci davano la larga) fino a sera, anche se i tempi erano grami e le strade piene di pericoli. Il traffico, le bombe a mano inesplose, le infezioni, i parassiti… anche i pedofili. Certo. Ci sono sempre stati, quelli. Magari non li chiamavamo pedofili, ma solo “cüpiu”, però ci insidiavano dappertutto, nei cinema, nei cessi, nei giardinetti…
Ma noi sapevamo dribblarli, anche perché i più grandi della “banda” ci mettevano sull’avviso. D’altra parte, povere mamme, si fossero anche preoccupate di quello non avrebbero saputo dove mandarci, visto che proprio nel luogo da noi più frequentato, l’oratorio, si nascondeva l’insidia dei preti o dei chierici “smanaccioni”. Io stesso e molti miei coetanei abbiamo sperimentato avances velate, complimenti bavosi, palpamenti e carezze non esattamente “paterne” all’oratorio, in sacrestia, in collegio, e negli ambienti religiosi in genere. Come reagivamo? Niente: si cercava di sgusciare, di evitare, al limite si affrontava il reo spalleggiati dai più grandi, minacciando di raccontare tutto a casa. Son sempre stati dei vigliacchi, quelli: davanti alle contestazioni negavano, protestavano che era tutto un malinteso, fingevano d’offendersi, però dopo ti lasciavano in pace.
Adesso i tempi sono cambiati, e la “faccenda” è venuta a galla nella sua reale gravità, perché non tutti i bambini sono capaci a sfuggire a quei polipi maledetti. In Usa il clero l’ha pagato caro, il vizietto, con processi epocali e risarcimenti miliardari che hanno ridotto sul lastrico molte diocesi. Persino il papa si è dovuto scusare per loro. E le cose sono cambiate, o almeno così assicura quell’alto prelato americano che ha dichiarato: “Certe cose avvenivano dietro le mie spalle, ora non succederanno più”. Ecco: che non succedano più forse ho qualche dubbio (faranno solo più attenzione), ma che certe cose siano successe in passato dietro le sue spalle, è molto verosimile.
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4 risposte a Noi badavamo al sodo… mita

  1. michele ha detto:

    A proposito di etimologia, della quale sul blog l’autore discorreva in un recente post (Il gioco di Bastiano), mi sento di poter affermare, con una punta di orgoglio, di essere un pedofilo. Massì, avete letto bene: pedofilo. D’altronde, con buona pace di Fassino, il contrario di laico non è né religioso, né integralista, bensì ateo, stando ad una rigorosa filologia del termine. Tornando alle mie predilezioni, tra esse vi è, come dicevo, quella per i bambini. Ah, dimenticavo: anche quella per i cani. Infatti, mi sento alquanto cinofilo, oltreché pedofilo, il che – ovviamente – significa che i cani (come i bambini) li adoro, mica che me li trombo, cosa che invece piace assai, con mio enorme sdegno e massima esecrazione, ai pederasti.

  2. Roberto Sallier ha detto:

    Commento solo sul fatto che posso di nuovo connetrmi al blog, ma resta molto lento l’accesso, e lentissimo l’accesso ai commenti…. Mah?

  3. Carmen ha detto:

    X Manlio
    Confermo cosa scrive Roberto, e’lento, lentissimo e certe volte devo ripetere l’accesso perche’ mi da’ errore.
    Comunque i post sono sempre impareggiabili!
    Un caro saluto
    Carmen

  4. Domenico ha detto:

    Finalmente il blog è ritornato velocissimo e anche più bello!
    Sui post concordo con Carmen.

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