Il gorgo

Dei “magnifici quattro” della commedia all’italiana (Tognazzi, Gassman, Sordi e Manfredi) Vittorio è stato il secondo a morire, nel 2005. Il primo, nel 1990, era stato Ugo (nato nel 1922 come lui), terzo l’Albertone (classe 1920) nel 2003 e ultimo Nino (classe 1921) nel 2004. Come dire che quest’anno cadrebbe il ventennale della morte di Tognazzi e il decennale di quella di Gassman, ma nessuno se ne ricorda. Poco male. Loro se ne fregherebbero. Non tanto di essere ricordati (erano vanitosi, come tutti i grandi istrioni), ma della rotondità della ricorrenza (erano burloni geniali, non ragionieri della ricorrenza). Dei quattro, comunque, Vittorio era il più “nobile” per tratto fisico, cultura e stile. L’unico, tra l’altro, ad aver calcato i palcoscenici del teatro classico, dalla tragedia greca a Shakespeare.

Ebbe ‘tutto’ dalla vita: soldi, successo, amori, figli, tre mogli… La terza (Diletta D’Andrea, innamoratissima) era bella e molto più giovane di lui, gli diede un figlio (Jacopo) e gli fu accanto, fedele, fino all’ultimo. Eppure gli ultimi anni del mattatore furono anni bui, rovinati dalla depressione, il grande “mal di vivere”. Chi ne soffre, di solito tende ad attribuirne l’origine a vicende contingenti (problemi affettivi, di salute, di famiglia o di soldi, o ancora disgrazie, frustrazioni…), ma solo perché l’uomo preferisce ‘vedere il nemico’, vuole trovare un capro espiatorio razionale, una causa concreta e tangibile ad un male sottile e profondo (dell’anima, appunto) che lo rode dentro fino ai limiti della pazzia e del suicidio, a volte. Lo fa per esorcizzare quel demone misterioso, per non sentirsi malato ma solo sfortunato, per poter dire a se stesso e agli altri: ecco, se non mi succedesse la tal cosa, non sarei depresso.

E invece tutto ciò è sbagliato, tant’è vero che ne soffriva anche Gassman, uno che era bello e sano anche da vecchio, uno che era ricco, fortunato e famoso. La psichiatria è ancora oggi divisa fra l’approccio farmacologico e quello psicanalitico al male, ma non è questa la sede opportuna per discutere la genesi di un problema sulla quale neppure gli specialisti riescono a mettersi d’accordo. Tuttavia una cosa è certa: la depressione è come un gorgo, che prima gira largo e molto lento e ti fa affondare poco, ma poi prende giri sempre più veloci e stretti, e scatena una forza che ti risucchia giù senza che tu riesca più a contrastarla. Il gorgo va affrontato all’inizio. Con qualsiasi approccio, pillole o strizzacervelli, ma subito. Perché se no s’innesca il circolo vizioso che si autoalimenta con un terribile effetto-volano: chi sta male reagisce in modo anomalo, ma così irrita il prossimo, che a sua volta lo tratta male per reazione, e allora lui risponde sempre peggio, fino a trasformare la vita propria e dei parenti in un inferno. Chi ce la fa, cerchi di uscire dal gorgo ai primi segnali, non aspetti di finire come Gassman. Io, per esempio, ci sto provando con tutte le mie forze, e ne approfitto per chiedere scusa qui, da consapevole malato, a quelli che tratto male senza motivo. Siate comprensivi. Perdonatemi

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6 risposte a Il gorgo

  1. E.Raser ha detto:

    il mattatore è morto a 78 anni, per infarto, che sfiga, oggi con gli infarti non si muore piu’.
    wikipedia dice che soffriva di sindrome bipolare.
    è la stessa sfiga dello gnosticismo.
    dai marcioniti,ai manichei, agli albigesi,ai massoni,ad Hanry Potter, si crede in una dupicita’ equipotenziale della creazione.
    il risultato è il gorgo, equipotenziale bipolare del flusso.
    il film “il sorpasso” ne è un valido esempio

  2. Bajet ha detto:

    Manlio, tu sei un Leone in gabbia, è normale che non sia di ottimo umore…

  3. michele ha detto:

    Con l’impiego di tutte, o solo alcune, delle tue forze, ti auguro di cuore di farcela.

  4. missis Horse ha detto:

    … abbiamo TUTTI qualcosa da farci perdonare… 😦

  5. E.Raser ha detto:

    io no!
    dopo un travaglio di quasi 8 mesi, nel giugno ’81, ho partorito, senza Cesare o.
    da quel giorno porto una pietra in tasca.
    Ora pondero di commercializzare il fatto: ho intenzione di fare copie del dildo di Moltava,del sito mesolitico in Svezia, poi, se i costi sono accessibili, andarlo a vendere al primo congresso del PDL, con bancarella dal titolo “chi è senza peccato scagli la prima pietra”

  6. Giulio Basettoni ha detto:

    …difficile a volte riconoscere pubblicamente alcuni aspetti più privati della propria vita. In bocca al lupo di cuore!

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