Grembiula rossa la trionferà

Mi infastidisce chi pretende di avere in mano la Verità, la va predicando ad ogni occasione e s’indigna nell’udirla negata, demonizzando chi osa confutargliela. Perché è la stessa Storia a dargli torto. La storia ‘seria’ (soggetta per definizione ad un continuo lavoro di revisione dei dati e della loro interpretazione) ha già più volte riformulato, una volta decantato il torbidume delle passioni e delle strumentalizzazioni di parte, ciò che sembrava universalmente accettato ed intoccabile. Qualche esempio? Catilina, riabilitato dopo millenni di calunnie ciceroniane. L’avidità crudele della “cattolicissima Spagna” del ‘500 e ‘600, bigotta e oscurantista, con le sue stragi interne e coloniali in nome di Cristo. L’usurpazione americana dei diritti dei pellirosse. Ma su questi casi la polvere si era già posata. Sul mito del “Risorgimento” no. Dire che il popolo di allora anelava all’unità nazionale (idea concepita in realtà da pochi intellettuali nei salotti nobiliari e altoborghesi del primo ‘800) è una falsità ormai accettata come tale da tutti gli storici, ma fa comodo ai rossi oggi, in funzione anti-Lega. Così, se nessun esponente del Carroccio va alla parata del 2 Giugno, possono urlare al separatismo.

Finché il polverone è alzato, non si può toccare nulla. Vietato indagare sull’effettiva portata dell’Olocausto. Vietato interpretare come leale lo spirito degli aderenti alla Repubblica Sociale di Salò. Vietato obiettare (dimostrandolo) che a Guernica ci furono poche decine di morti, e non migliaia. Vietato prendersela con gli zingari. Il problema del loro parassitismo sociale assillava già nel ‘600 Luigi XIV, ma guai a dirlo oggi che (grazie al garantismo peloso imposto da solenni quanto inapplicabili dichiarazioni di principio) il problema si è fatto più grave e gli zingari più spavaldi. Anzi, guai a chiamarli zingari! E guai a lamentarsi dell’immigrazione clandestina! L’effetto “scialuppe del Titanic” (così io chiamo l’impossibilità di issare naufraghi a bordo se hai la certezza che ti faranno affondare) viene ignorato in nome di un astratto principio umanitario applicato ‘a prescindere’. Eppure il diritto di asilo di chi sbarca a Lampedusa e dice (quasi sempre mentendo, perché sa che funziona) di fuggire da ‘persecuzioni politiche’ è in tutto simile al diritto che avevano (teoricamente) i naufraghi del Titanic di salvarsi issandosi a bordo delle poche scialuppe calate in mare, sulle quali c’era effettivamente ancora qualche posto libero. Per fortuna gli ufficiali che le comandavano capirono il senso di quel ‘teoricamente’, e si tennero alla larga dal brulicame annaspante. Consci dell’impossibilità di coordinare l’assegnazione di quei posti, e del pericolo rappresentato dall’aggrapparsi disperato di centinaia di mani, preferirono salvare pochi passeggeri piuttosto che far morire tutti. Oggi le scialuppe metaforiche sono gli stati ‘democratici’ occidentali: se continueranno ad accogliere indiscriminatamente i fuggitivi provenienti dalle migliaia di inferni del terzo mondo, affonderanno presto con loro, cioè trasformeranno in inferni anche i luoghi d’arrivo. Dice: ma non si può fermare il flusso antichissimo delle trasmigrazioni, è sempre esistito fin dalla preistoria. Non è vero. La civilissima Australia sta dimostrando che si può.

Un altro esempio attuale di verità manipolata? Qui in Italia (unici al mondo!) abbiamo il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa”. Le sinistre sono orgogliose di questo “monstrum” giuridico, che permette alle Procure di incastrare chiunque usando qualche pentito opportunamente imbeccato e interpretando malignamente rapporti sociali normali come frequentazioni, abbracci, regali di matrimonio, presenze a feste, eccetera. Il teorema delle toghe rosse è questo: “chi è pappa e ciccia coi mafiosi conclamati, è mafioso anche lui”. Con questo ragionamento hanno sbattuto Andreotti fuori dall’agone politico, incastrandolo in tre lustri di processi, ed ora stanno facendo lo stesso con Dell’Utri, per poi passare (effetto domino) al Berlusca. Ora, se il teorema vale per i mafiosi, deve valere anche per i terroristi. Quindi chi fiancheggia apertamente un’istituzione terrorista è da considerare terrorista anche lui. Non sbaglia Netanyahu a chiamare così i sedicenti “pacifisti” del convoglio navale che portava aiuti ed armi ad Hamas. Tuttavia Feltri, che ha osato scrivere “Israele ha fatto bene ad abbordarli ed è stato costretto a sparare dalla loro, reazione”, è stato crocifisso dai Tg e dalla stampa rossa. I compagni possono intercettare Dell’Utri, ma Israele non può intercettare i compagni di merende di Hamas.

E così via. L’ultimo esempio di doppiopesismo riguarda la massoneria. E’ saltato fuori che molti esponenti di spicco del Pd sono incappucciati. “Che male c’è? – si precipita a giustificare La Repubblica – in Italia esiste il libero associazionismo, e il Grande Oriente d’Italia è un’associazione come tante”. Già equiparare la massoneria a una bocciofila fa pisciare dal ridere. Ma la domanda è: perché sbattere in galera Licio Gelli, allora? Perché infamare ancora oggi Berlusconi come ex piduista? “Perché la loggia era ‘coperta’ – rispondono i compagni – e perchè la P2 aveva un progetto golpista”. Supposto che siano vere queste affermazioni (tutte da dimostrare) si può obbiettare che 1) Non sono mai stati reperibili in albi, libri, pubblicazioni, siti Internet, gli elenchi precisi degli iscritti, per dire, a Lotta Continua, a Potere Operaio, ma anche all’Opus Dei, ai vari Centri Sociali, alle numerose sigle animaliste, ambientaliste e pacifiste militanti – 2) Il progetto eversivo più radicale e clamoroso (la rivoluzione armata) è sempre stato predicato apertamente dai rossi ed equivale in toto al (presunto) progetto di golpe della P2. Anzi, la rivoluzione comunista è un progetto reale che per decenni fu anche organizzato, dotato di soldati, basi, piani, istruzioni, mezzi ed armi, tanto che le stragi del terrorismo rosso vennero definite dai loro autori ‘azioni militari’. Essa rappresentò un pericolo molto più grave del nebuloso ‘riaggiustamento istituzionale’ auspicato in qualche lettera fra piduisti. Ma adesso si scopre che la massoneria rossa esiste, ed è lecitissima. Se la favola del re nudo è sempre attuale (e lo è…) qualcuno gridi ai nipotini di Lenin che credevano di indossare grembiulini invisibili: “avete le chiappe all’aria, compagni, e le vergogne scoperte”.

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4 risposte a Grembiula rossa la trionferà

  1. marco ha detto:

    Luigi Berlinguer, PD: chi è iscritto a logge massoniche venga allo scoperto o sarà sanzionato. E con Mozart, Garibaldi, Mazzini, Cavour, Goethe, Diderot etc, che facciamo? Togliamo loro la fama? Li sanzioniamo retroattivamente?

  2. E.Raser ha detto:

    qui in ancona c’è il caso di un ex assessore del comune, mi pare si chiami Gabrielli, e fa l’avvocato.
    si è dichirato massone ed iscritto PD.
    E’ stato costretto alle dimissioni ed ora è non espulso, ma sospeso.
    sospeso non per il collo, ma per le palle,spero.
    ora lui ha chiesto che si facciano avanti tutti gli iscritti alle altre associazioni, dall’arcigay, agli scout, ai cavalieri del santo sepolcro.
    ma meglio sarebbe se fossero smacherati gli iscritti al PD

  3. michele ha detto:

    le considerazioni sul concorso esterno in associazione mafiosa sono SACROSANTE: ma in pochi hanno le palle di affermare che quel reato è un’invenzione della magistratura; a parte manlio, sul punto mi pare di ricordare di aver letto solo qualcosa scritto da Ferrara.

  4. Roberto Sallier ha detto:

    Mi pare che ci siano troppi argomenti tutti insieme. Su Guernica, vedrò cosa ne dice Anthony beevor, l’autore di Stalingrad, di cui ho appena iniziato “History of the spanish Civl War”. Sull’eefetiva portata dell’Olocausto ci sono dubbi? Ah si? Che io sappia, di dubbi seri non ce n’è. Ci sono i Turchi invece che vogliono a tutti i costi porne su quello armeno. Slla “Gauche Caviar” che prima della caduta del Muro minimizzassero i crimini comunisti, quello, purtroppo, è vero, e la cosa esiste ancora, con personalità tipo Bernard Henry Levy che difendono Cesare Battisti. Massoneria? Boh? E’ un’istituzione presente in tutte le democrazie, con membri famosi da Mozart a Giorgio Washington, dal Presidente carter al Duca di Kent, in Italia per qualche motivo è vista con sospetto.

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