Mestieri nuovi per calciatori granata (puntata n.2)

Prima di leggervi la seconda puntata dei ‘mestieri nuovi’ inventati da me per proporre su Fegato Granata un’alternativa professionale ai giocatori “bolliti” del Toro, guardate cosa scriveva “La Repubblica” nel 2007: «L’accatastatore di libri religiosi: 6 euro l’ora. Il selezionatore di pillole (le case farmaceutiche le esigono perfette) e l’eliminatore di patatine fritte macchiate o difettose (entrambi lavori da fare sul tapis roulant, prima del confezionamento): 8 euro l’ora. Sono due dei mestieri raccolti nel libro “Cento lavori orrendi” (Einaudi – 2007). Ma c’è anche il “perforatore di torte” o lo “scrittore di mail spazzatura” (spam). Racconta il mescolatore di larve: “la fossa dei vermi è una specie di piscina piena di carogne putrescenti di animali su cui crescono le larve. Indosso tuta e stivaloni, mi calo dentro e rivolto quel verminaio col badile”. E l’analista di sperma: “ogni giorno ne esamino circa 400 campioni, per diagnosi o altro, risucchiandolo con una pipetta e risputandolo più volte in vari contenitori”. Il telefonista porno (turno dalle 24 alle 6, paga 14 euro l’ora) racconta: “Al desk c’è un manuale d’istruzioni con la lista delle cose che un uomo gay vuole sentirsi dire (la prima è “sto aprendo le natiche per te”). Dopo un po’ ti abitui, e reciti bene anche facendo il sudoku. Ci sono ragazze che lavorano lì da sei anni”» Bon. Fin qui avete incontrato mestieri strani, ma reali. Adesso leggete quelli di Fegato, strani e irreali. La domanda che sorge spontanea dopo aver letto Repubblica e aver visitato i siti Internet dedicati a questo tema, è: irreali sì, ma fino a quando?

IL GRAFFITISTA MURALE

professione di grande prestigio, dal notevole carisma artistico. E’ divisa in diverse branche di specializzazione, tra le quali le principali sono:

IL DIOCEISTA DA CAVALCAVIA che viene incaricato dalla Curia, dai singoli parroci o dai circoli di area cattolica di scrivere “DIO C’E'” sui cavalcavia delle autostrade.

IL TIAMISTA DA PARAPETTI che viene incaricato da fidanzati timidi di scrivere su frontali di tunnel, parapetti e muri in genere la frase “ti amo” preceduta dal nome della donna del committente. L’emancipazione femminile ha aperto di recente anche il mercato muliebre, per cui non è raro che la frase “ti amo” sia preceduta da un nome maschile.

IL VIVALAFIGHISTA DA VESPASIANI Un tempo gratuita e spontanea espressione di entusiasmo naïf, la scritta “W la figa” viene oggi commissionata e pagata da ambienti omofobici per scoraggiare il dilagare del “vizietto” e dalle stesse professioniste del sesso per combattere la concorrenza di viados, trans e gay dichiarati

IL TOROMERDISTA DA ASCENSORE La scritta “Toro merda” è spesso commissionata e pagata da astuti tifosi granata. L’irritazione dei condomini nel vedere sconciata la cabina dell’ascensore, infatti, fa guadagnare consensi al Torino e provoca antipatia verso la juve, ritenuta committente dell’insulto.

TECNICHE DI BASE: Nei cavalcavia, muri, parapetti e roccioni si va dalla precisione geometrica delle maiuscole tracciate a pennello e biacca (il famoso stile “EMOSCAMBIO“, oggi quasi del tutto scomparso) all’agile policromia delle minuscole o addirittura del corsivo tracciato con la bomboletta spray. Nei vespasiani prevalgono il vecchio lapis, il gessetto o il graffito puro (a punta di chiodo) perchè la superficie rugosa rovina le biro e i pennarelli. Queste due ultime tecniche trionfano invece sulla Fòrmica e l’acciaio inox degli ascensori, dove non è raro persino trovare, sui pannelli di legno pregiato, ottimi lavori a chiodo e  abili incisioni a temperino.

OPTIONALS: la committenza potenziale del buon graffitista è enorme. Basta pensare alle FFSS che di recente, stufe di veder sconciati i vagoni dei treni da graffitisti d’accatto, ne ha ordinato la decorazione a pagamento ai veri artisti della bomboletta. Nei cessi pubblici è fiorente anche la pubblicità sessuale, e il graffitista esperto non ha difficoltà a trovare massaggiatrici domiciliari, “timidi passivi” e “attivi superdotati” che gli commissionino l’incisione del messaggio col relativo numero di cellulare

VANTAGGI: Lavoro all’aria aperta e possibilità di sport acrobatico nelle specialità murali e rupestri. Adrenalina e suspense nei lavori da ascensore. Creatività ed estro in tutte le specialità. Non dimenticate che alcuni graffiti di artisti scomparsi (Warhol, Shawn) sono oggi quotati parecchi milioni sul mercato internazionale dell’arte.

IL COIFFEUR PER JOLANDE

TARGET DI COMMITTENZA: Le spogliarelliste, le ballerine di “lap dance”, le cubiste audaci, le pornodive, le nudiste, le portatrici di tanga estremi, le porcone in genere, le donne afflitte da ipertricosi pubica e tutte le persone che desiderano modificare l’aspetto naturale del loro vello pubico eliminandolo totalmente o parzialmente, pettinandolo, accorciandolo, disegnandone i contorni, sfumandolo, tingendolo.

TECNICA DI BASE: La stessa di qualsiasi coiffeur. Gli strumenti sono gli stessi (pettini, specchio, spazzole, forbici, rasoio, phon, persino i bigodini per quelle che la vogliono ricciuta), ma fate solo attenzione durante lo shampoo a non massaggiare la jolanda con troppa insistenza: potrebbe sembrare che miriate all’extra (vedi sotto).

OPTIONALS: La pettinatura, rasatura o tintura delle ascelle, settore poco frequentato e ancora tutto da inventare (le ascelle femminili vengono di solito esibite solo nelle due versioni estreme: rasata o “nature”). Il trapianto di peli sulle jolande semicalve di donne anzianotte, ma ancora libidinose. L’applicazione di toupets (parrucchini pubici) alle donne che non hanno un vello folto, ma hanno partner convinti del vecchio proverbio “donna pelosa, fica gustosa”

VANTAGGI: A parte il piacere di poter lavorare nei paraggi di un organo generalmente gradito e ricercato, quest’attività, (esattamente come quella ben più antica del massaggio) si presta all’effettuazione di “extra”, che l’accorto operatore non mancherà di farsi pagare. Durante la fase dello shampoo è possibile operare in modo che la richiesta dell’extra arrivi puntualmente. Attenzione alle piattole.

IL BUMISTA

A differenza del POPISTA (quello che si limita a far scoppiare le bollicine contenute nel politene pluriboll da imballaggi) il BUMISTA deve avere spiccate doti di mimica, prontezza di riflessi, senso del ritmo e precisione per esibirsi nelle tre specialità DA SACCHETTO, DA PALLONCINO e  DA FUOCHI D’ARTIFICIO

1) IL BUMISTA DA SACCHETTO viene incaricato da chi vuole fare agli amici (o anche solo ai presenti) lo scherzo del sacchetto di carta che scoppia, ma non vuole fare la figura del balengo che si diverte ancora con certi giochi

TECNICA DI BASE: Si prende un sacchetto grosso più o meno come una schedina da totocalcio (generalmente lo si fa con quello del gelato da passeggio su stecco). Lo si gonfia completamente, lo si chiude torcendo il bordo aperto e, tenendolo per quello, lo si batte forte con l’altra mano per farlo scoppiare, meglio se alle spalle del più distratto fra gli astanti.

2) IL BUMISTA DA PALLONCINO: il committente è uno che vuole far scoppiare un palloncino ad un bambino senza far la figura del sadico (non del pedofilo: quella si fa regalandoglielo). La tecnica può essere quella dello spillo o della sigaretta accesa, ma nel secondo caso è bene accertarsi che il palloncino non sia gonfiato con gas infiammabile

VANTAGGI: per il bumista da sacchetto, la rivendita dei gelati nudi a metà prezzo, o il loro consumo per i più golosi. Per il bumista da palloncino la percentuale pattuita preventivamente col venditore di palloncini oppure (nel caso di mamma o tata particolarmente carina) la possibilità di chiedere scusa fingendo di non averlo fatto apposta. Segue ovviamente l’offerta di comprarne uno nuovo, e l’attaccamento di bottone con la custode del pargolo.

3) IL BUMISTA DA FUOCHI D’ARTIFICIO (PER SORDI): viene scritturato da un non udente (eufemismo che vuol dire sordo come una campana) quando costui si reca a vedere uno spettacolo pirotecnico, e gli mima il sonoro dei fuochi.

TECNICA DI BASE: Normalmente ti basta fare “bum!!” con la bocca, perchè i sordi sono abituati a leggerti sulle labbra. Potrai enfatizzare l’intensità dell’esplosione chiudendo entrambi i pugni, portandoli sul petto e spingendo con violenza i gomiti all’indietro al momento del botto. Alcuni sordi pignoli pretendono una serie di palette col “bum” scritto in caratteri più marcati man mano che cresce l’intensità del colpo.

4) IL BUMISTA DA FUOCHI D’ARTIFICIO PER SORDI SORDI CHE SONO ANCHE CIECHI: deve saper lavorare in braille. Terrà a  portata di mano cartoncini con la descrizione in alfabeto tattile di tutti i colori possibili, e li passerà al cliente con prontezza dopo ogni fuoco d’artificio, avendo cura di passare per ultimo il cartoncino col “bum!” Purtroppo è difficile che gente ridotta così abbia voglia di andare a vedere i fuochi artificiali.

VANTAGGI: E’ un lavoro esclusivamente serale, che lascia libera la giornata (sono rarissimi gli spettacoli pirotecnici diurni). Ricordati di evitare che un cieco e un sordo si mettano d’accordo fra loro, altrimenti sei fregato. Il sordo accompagna il cieco sul luogo senza problemi, poi al primo razzo dice, ad esempio, “verde a palle blu con cascata finale di coriandoli d’oro”. Il cieco ascolta il “bum” e poi lo mima al sordo. E tu resti senza lavoro.

IL PARAFIGURACCE DA PETO

TARGET DI COMMITTENZA: Gli afflitti da flatulenza, meteorismo e disturbi gassosi intestinali in genere che desiderano scorreggiare liberamente senza essere derisi o, peggio, maltrattati da chi si trova ad annusare le loro emissioni.

TECNICA DI BASE: Occorre il massimo affiatamento con il cliente. Se le scoregge di costui sono le cosiddette “loffe” (puzzolenti, ma silenziose) basta addossarsi pubblicamente la colpa del peto (scusandosene con aria sorpresa e contrita) non appena qualcuno ne avverte la puzza. Il vero autore verrà così automaticamente liberato dalla paternità del disturbo. In caso di peto sonoro (botta, tromba o sibilo) il parafiguracce dovrà trovarsi col culo vicinissimo a quello del cliente in modo che non sia facile identificare con esattezza la provenienza del rumore. Seguirà poi la solita tecnica delle scuse pubbliche al posto del vero scorreggione.

OPTIONALS: Si può sincronizzare l’emissione del peto con l’attivazione di un accendino a pochi centimetri dall’ano del cliente. Il gas intestinale prende fuoco immediatamente, e la puzza è scongiurata. Putroppo la fiammata rivela immancabilmente l’autore della scorreggia, ma si può ovviare all’inconveniente sostenendo con i presenti che si tratta di una difficile e ammiratissima attrazione circense e che il vostro cliente, scritturato da Liana Orfei, si sta allenando con il vostro aiuto

VANTAGGI: Pochi. Infatti questo mestiere è pagato… profumatamente. Tuttavia, se siete misantropi, è il mestiere ideale, perchè la fama di scorreggiatore ostinato finirà per fare il vuoto intorno a voi, liberandovi da scomodi e odiosi impegni mondani. Se optate per la soluzione “visca pèt” e il vostro cliente è disponibile, può venirne fuori veramente un bel numero, se non da circo almeno da festa aziendale o da birreria “di tendenza”. Attenti solo a non bruciare i pantaloni, se no l’ingaggio lo spenderete tutto in brache nuove.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 1. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Mestieri nuovi per calciatori granata (puntata n.2)

  1. marco ha detto:

    Non è un mestiere nuovo , ma io vedrei molto bene Simone Loria come ammaestratore di
    trichechi!!

  2. Zoe ha detto:

    Complimenti per la scelta delle immagini, efficace soprattutto l’ultima.
    Chissà se qualcuno ne rivendicherà il copyright…
    Z

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...