Rischi della gerontocrazia

Ha fatto scalpore, qualche giorno fa, il caso di Carla Fracci (74 anni) che si è scagliata in pieno teatro dell’Opera di Roma contro il sindaco Alemanno dandogli del farabutto perché non intende rinnovarle il contratto preferendole “per motivi di ricambio generazionale” il coreografo belga Micha Von Hoecke, che di anni ne ha 66. L’età media della popolazione invecchia (almeno in occidente) e quindi la gerontocrazia dilaga, con tutti i suoi rischi. Si dà per scontato che gli anziani siano esperti, affidabili e saggi, ma in molti di essi l’avanzare degli anni porta angosce, rabbia, depressione, e quindi comportamenti distorti. Tutto questo, badate, capita ben prima che subentri il rincoglionimento senile vero e proprio. Questione delicata, i vecchi. Anche a volerli valutare dall’aspetto esteriore c’è da confondersi: c’è chi anticipa il ‘coup de vieux’, chi lo ritarda, chi sfiorisce e poi recupera artificialmente, chi tiene bene, chi crolla… Loro stessi sono confusi: sanno di rappresentare una fetta sempre più larga di popolazione, ma sentono pure che la loro autorità è venuta diminuendo coi tempi. Da una parte hanno i medici che, per non sbagliare, tolgono loro tutto quel che rende gradevole la vita: cibo, vino, fumo, sesso… dall’altra odono le sirene giovaniliste che li tentano con la chimica, la chirurgia e gli ultimi ritrovati del fitness…

Ma il vero disagio, quello più subdolo, li attende nell’intimo. L’anziano avverte la sua diminuita competitività, capisce di non essere più concorrenziale, misura il suo calo progressivo di efficienza, e pian piano s’incupisce. A questo punto, se per caso gestisce una qualche forma di potere, vi si aggrappa con caparbia astiosità e lo amministra in modo libero e autoreferenziale, elargendo preferenze e penalizzazioni arbitrarie. Quando non lo fa per suo interesse personale diretto, lo fa per solidarietà di famiglia, di religione, di campanile, di partito, persino di tifo… A giustificare (nella sua testa) queste deviazioni dalla norma contribuisce la sfacciataggine con cui il “palazzo” si è sempre concesso deroghe nel rispettare le regole (aerei di stato, scorte inutili, auto con sirena, esenzioni, scorciatoie, privilegi spagnoleschi, affitti di favore, concorsi interni, eccetera), ma a facilitarlo è senza dubbio il rilassamento dei freni inibitori che (insieme a quello degli sfinteri…) caratterizza l’età avanzata. Il vecchio “ha meno da perdere” perché, ormai, quel che è, è. Se poi nell’intimo si convince che i suoi fallimenti (o i suoi mancati traguardi) sono da imputare alle congiure altrui, alle ingiustizie patite, alla sfortuna che lo ha perseguitato con particolare accanimento, può persino “barare” per rivalsa, in una specie di euforia psicologicamente auto-risarcitoria, della serie “io questo qua lo libero (lo assolvo, lo faccio entrare gratis, gli evito la coda…) perché mi è simpatico, oppure lo condanno (lo multo, gli nego il permesso, gli stronco il libro…) perché mi sta sul culo. Al diavolo l’equanimità.  Perché solo il Presidente della Repubblica può graziare? Potrei benissimo esserci io, al Quirinale, se il destino non avesse barato con me”. Il buffo ( o il tragico) è che l’ipotesi, visto chi ha occupato negli anni quella poltrona, è spesso plausibile.

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3 risposte a Rischi della gerontocrazia

  1. Zoe ha detto:

    Lucida disamina.
    La distorsione di chi ha raggiunto i “limiti di età” – relativamente alla carica che ricopre, alla lucidità di valutazione, o ancora più crudamente rispetto alle richieste del quotidiano – si nutre troppo spesso di rabbia e revanchismo.
    “Fin che sto qui comando io, chi meglio di me e con la mia esperienza, gli faccio vedere io.”
    Certo, i limiti di età sono relativi, peccato che tutti aspiriamo comunque a un’immortalità vitale e appagante…

    PS: Se non avessi visto pochi anni fa Carla Fracci affidarsi alla solidità di un porteur muscoloso e rassegnato per giustificare la sua presenza in scena, mulinando le braccia – con grazia, va detto – per surrogare l’agilità perduta, potrei anche comprendere le sue esternazioni.

  2. Domenico ha detto:

    Bravo Manlio, settimana dedicata ai giovani virgulti…Pannella, Sanguineti, Fracci ( con foto della Montalcini)…a quando un post sugli anziani?

  3. Brunello ha detto:

    Caro Manlio, ho poco tempo per leggerti e scriverti, ma mi bastano un pugno di minuti per
    gustare almeno uno dei tuoi scritti.Grazie Manlio! Sei degno di un qualsiasi titolato giornale e sei l’esempio di come,in questo mondo di merda, vadano avanti solo i leccaculi,gli ignoranti e quelli privi di ogni qualità.Come si può non accorgersi di uno che scrive e pensa così
    Ciao Manlio.
    Brunello

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