Il palleggiatore

Di fronte alla tempesta giudiziaria che ha portato alle dimissioni di Scaiola e sta facendo vacillare il sistema degli appalti “sotto emergenza”, si sente già parlare di ‘rifondazione morale’ della politica. Da entrambe le parti, perché non è che a sinistra stiano molto meglio a morale politica, fra scandali e scandalucci. E di fronte alla domanda “chi chiamare al timone?” il pensiero non può che andare ai radicali, una specie anomala di politici che portano avanti da mezzo secolo con passione idee magari discutibili, ma non certo propugnate per interessi personali. Non se ne conosce uno, di radicale che si sia arricchito, anche in quelle poche occasioni in cui sono stati in Parlamento. Il loro grande guru Pannella è la prova vivente di questo modo ‘pulito’ di far politica, e infatti si è subito messo all’asta fra i due poli, in caso di ‘governi di solidarietà nazionale’ e di lavacri palingenetici della galassia partitocratica. Senza garantire nulla in cambio, però, se non la sua sparuta base elettorale.

Bella pretesa, viene da dire. Lui è bravo, navigato e puro, nessuno lo discute, ma è come se un calciatore si fosse specializzato in palleggi, allenandosi da solo, furiosamente e per anni, diventando un dio del tocco e dell’effetto, una foca ammaestrata, e poi chiedesse un posto in squadra a Milan e Inter, le due rivali che ormai dominano il calcio, senza accettarne né i metodi d’allenamento, né gli schemi. Senza adeguarsi al doping (chimico, finanziario e arbitrale), al fallo tattico, al pressing asfissiante che distrugge l’estetica del gioco, alle simulazioni, alle combines e a tutto il resto. Lui, i suoi palleggi, e basta. Verrebbe quasi da dire: continua da solo, allora.

Io non sono un rivoluzionario. Amo i libertari, i veri credenti, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo. Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo. Amo ideali politici vecchi come il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Più che ai testi sacri o alle ideologie, credo ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, quando si vuole davvero essere capiti. Credo sopra tutto al dialogo, alle carezze, agli amplessi, alla conoscenza, come fatti non necessariamente d’evasione o individualistici. Anzi: tanto più privati m’appaiono tanto più vorrei che fossero riconosciuti pubblici e politici, quali in realtà sono. Non credo al potere, e ripudio persino la fantasia se minaccia d’occuparlo. Mi è facile, quindi, impegnarmi per disarmarne i tenutari (impotenti, repressi e frustrati) che per sentirsi vivi hanno bisogno di comandare, proteggere, obbedire, torturare, arrestare, assolvere o ammazzare chi ritengono diverso da loro.

Piaciuto l’ultimo capoverso? Bene: da “io non sono un rivoluzionario” in poi sono esattamente parole di Pannella, scritte di suo pugno nel 1973. Poiché da allora non è cambiato, ci sarebbe non dico il bisogno, ma l’obbligo morale di dargli un posto in squadra. Tuttavia, vista la recente e sensazionale novità dell’outing di Marco, che a 80 anni si è finalmente deciso ad ammettere di essere sempre stato gay, suggerirei un’altra squadra, per lui. Mi sembra perfetto per la Juve.

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4 risposte a Il palleggiatore

  1. missis Horse ha detto:

    Dopo aver letto con molta attenzione e quasi “meraviglia”… non immaginavo una chiusa così curiosa! 🙂

  2. E.Raser ha detto:

    Pannella viene dalla goliardia.
    ma si presume sia diventato “ricchione” dalla politica.
    ascoltarlo, a radio radicale, è opera di autodistruzione.
    la sua oratoria è un continuo autoascoltarsi, al solo scopo di rompere le palle.
    in termini politici, mai una parola su cose serie, ad esempio la stampa di moneta.

  3. Roberto Sallier ha detto:

    Questo pezzo mi è proprio piaciuto!

  4. Brunello ha detto:

    Lo metterei nella squadra come mediano “di spinta” per marcare a uomo soprattutto i propri dirigenti, alcuni di questi negli anni sono passati dalla marcatura a zona femminile a quella maschile e poi a quella indecifrabile…….
    Almeno Pannella lo ha ammesso……

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