Ruggerino e il curapipe (Prima Comunione 2)

Anche se la chiesa e la gente erano quel che erano, la poesia c’era, tuttavia, alla prima comunione di mia nipote. C’era nel volto compunto e imbarazzato dei piccoli comunicandi che ascoltavano in trance la suora mentre ricordava loro all’ultimo momento, (quand’erano già in fila indiana) come disporre correttamente le manine a conchiglia… C’era negli occhi lucidi di molte nonne e alcuni nonni (le mamme no, le mamme erano attente e in apprensione ma non commosse). C’era nell’espressione dolce e rassegnata del vecchio concelebrante (sacerdote cresciuto ad incenso e tantum ergo) verso quella cerimonia-show tutta chitarre e flash, col ‘battiamo le mani tutti insieme’ nel coro finale. E c’era anche nella pennellata casuale, capitata a me. Nel silenzio dell’elevazione (oddìo, silenzio: ho trovato pacchiano quel coro “l’ha fatto per noi!” detto dai fedeli mentre l’officiante tendeva al cielo prima l’ostiona-piada e poi il calice. Avrei preferito l’ostia piccola e il buon vecchio campanello) durante l’elevazione – dicevo – nel mio banco parte il capriccio di Ruggero, bimbo di due anni viziato e caparbio come quasi tutti i pargoli d’oggi a quell’età. Sommesse minacce del babbo, affannarsi della mamma in vani sussurri all’orecchio del piccino per tentar di calmarlo. Non so cosa diamine voglia (uscire? far pipì? andar nei banchi più indietro dai nonni? prendere un fiore?) ma più si cerca di bloccarlo e zittirlo più lui si divincola e rogna. L’imbarazzo cresce (qualcuno si volta, persino il celebrante dà un’occhiataccia) finché ho l’idea. Lo guardo negli occhi e sorrido largo (se no il mio sguardo duro lo spaventerebbe), poi cavo dalla tasca il curapipe argentato e glie lo mostro. Incuriosito, lo guarda. “L’ho agganciato” penso. Allora apro a ventaglio i tre componenti dell’arnese (pistoncino premitabacco, raschietto e scovolo metallico) e glie lo metto in mano. Il bimbo si calma di colpo.

Lo stringe incredulo, guarda me, poi i genitori, ancora me… per sincerarsi che io non lo rivoglia, indi comincia ad aprire e chiudere quello che forse gli sembra un temperino per bimbi, e si concentra sull’oggetto ‘proibito’, esplora una per una le componenti… finché l’elevazione finisce. A quel punto il papà pensa di levarglielo di mano per ridarmelo. Errore enorme. Se prima rognava solo, il pargolo ora piange disperato. “Dài, Ruggero… non è tuo… è di questo signore… su… daglielo… ti ha già fatto giocare abbastanza” – gli dice il babbo con caldo accento napoletano. “Nooo… mio… mio… egalato!” – si oppone lui fra lacrime e singhiozzi – finché a me viene la seconda idea buona. Estraggo dall’altra tasca il curapipe di riserva e lo mostro ai genitori dicendo: “Non preoccupatevi, ne ho un altro, quello lì ormai è suo” e poi sussurrando all’orecchio della mamma “glie lo lasci, signora, costa solo due euro, non è pericoloso, ne perdo tanti, vede che ne ho più di uno…”. I due allora desistono, ma il papà fa lo sbaglio di farsi udire dal figlio mentre mormora alla moglie: “glie lo facciamo restituire dopo”. Ruggerino li guarda (ah, traditori!) e si infila l’oggetto nella tasca, come dire “cucù, miei cari, ormai è mio, e guai chi me lo tocca!”. Nel frattempo, richiamato dai pianti, arriva il nonno e porta via il bambino, col quale deve avere un rapporto privilegiato (Ruggero, infatti, lo segue fiducioso) e la cerimonia finisce senz’altri intoppi. All’uscita, però, con mia sorpresa, trovo il nonno che mi tende il curapipe: “Tenga, grazie, è stato davvero gentile”. Cerco di schermirmi: “Ma no, lasci stare, ne ho un altro”, ma l’attempato nàpuli mi mette in mano l’oggetto con autorità. Evidentemente deve aver ‘convinto’ Ruggero con blandizie o minacce. Infatti il bimbo tace. Ma segue il curapipe con lo sguardo tristissimo, e mentre lo rimetto in saccoccia due lacrimoni gli rigano il faccino.

Bon. Esco, vado al caffè, poi torno, faccio per salire sulla macchina, ma ho quegli occhi supplicanti incastrati di traverso nel cuore… Allora rientro nel cortile affollato (chissà dove lo trovo adesso, Ruggerino, sarà già andato via…) e invece è lì col nonno che mi cerca. Il vecchio mi fa, imbarazzato: “senta… mi perdoni… volevo chiederle un favore… mi spiace tanto… lei è già stato così gentile… se potesse ridarglielo, io glie lo pagherei volentieri…” mentre il bimbo mi guarda con occhi supplichevoli, sempre pieni di lacrime. “Si figuri – gli rispondo sorridendo – stavo venendo apposta a cercarvi, anzi, mi son portato dietro anche le pipe per mostrare a Ruggero come si usa” e subito mi chino accanto al piccolo, che smette di piangere ed osserva. Tocca appena le pipe, con soggezione, ma quando gli lascio in mano il suo adorato “temperino” si illumina. Mi guarda incredulo, poi guarda il nonno… Io mi ricordo all’improvviso quel che provavo anch’ io da bambino: emozioni violente d’ambo i segni (riso e pianto) per vicende insignificanti, desideri struggenti per oggetti banali, purché m’incuriosissero… Due euro. Gli mettessero in mano un giocattolo da cento euro, Ruggero non lo degnerebbe di uno sguardo. Ma il curapipe, il “coltello” dell’omone alto con la barba bianca, lo strega. “E’ tuo – gli dico – ma mi devi promettere una cosa”. Lui mi guarda interdetto, già temendo un inganno dell’ultimo momento. Ed io: “Quando avrai la barba bianca anche tu, ti comprerai una pipa e lo userai, però dovrai dire prima una preghiera per me, che sarò in cielo”. Lui fa segno di sì con la testa. Allora mi rialzo per stringere la mano del nonno, e vedo che il vecchio ha gli occhi lucidi. Di riflesso, s’annebbiano anche i miei. Succede, a parlare di cielo e di preghiere fra nonni… Ma il bimbo non se ne accorge.  Adesso gioca, e non lo sa. Non sa di avere in mano una piccola metafora della vita. Come noi due, si limita a trovarla preziosa, e se la gode. Apre e chiude. Apre e chiude…

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20 risposte a Ruggerino e il curapipe (Prima Comunione 2)

  1. michele ha detto:

    Bellissimo, questo pezzo. L’autore potrebbe inviarlo a Sirchia o all’attuale reggente del Ministero della Salute, Fazio: vedi mai che, leggi proibitive a parte, si ricredano un po’ sulla bontà dei fumatori, resa – in questo caso – manifesta dal regalo di uno strumento molto caro soltanto ad una particolare categoria di tabagisti, che stranamente è una delle più invise a chi non tollera il fumo.

  2. Giulio Basettoni ha detto:

    Concreto, semplice ed intenso: grazie.
    ….non me ne abbia a male, ma…visto il tenore abituale dei commenti ai Suoi post, non so se i Suoi lettori abituali saranno sintonizzati…

  3. Dado ha detto:

    Bel pezzo.
    Il curapipe poi, deve avere qualche strano potere taumaturgico: persino una mia collega, molto più in là con gli anni del pupo, appena ha visto il mio ha iniziato a giocarci rapita, fino alla naturale conclusione: se lo è tenuto…

    @Basettoni: ziofà, proprio non volete togliervela di dosso questa stupida supponenza… In fondo, fate bene: è sempre meglio rimarcare le differenze. E, spesso, basta molto poco per riuscirci.

  4. Giulio Basettoni ha detto:

    @Basettoni: ziofà, proprio non volete togliervela di dosso questa stupida supponenza… In fondo, fate bene: è sempre meglio rimarcare le differenze. E, spesso, basta molto poco per riuscirci.

    …ecco, appunto: la prova del nove.

  5. missis Horse ha detto:

    i tuoi racconti, sebbene brevi ma intensi, mi coinvolgono a tal punto che, quando arrivo al termine di queste prose-poesia e distolgo lo sguardo dal PC, mi stupisco di ritrovarmi nella mia camera…
    “allora – mi chiedo – non l’ho vissuta anch’io questa realtà!?”.
    Grazie Man che mi trasporti lontano dal mio piccolo mondo….. 🙂

  6. masturbanipal ha detto:

    riesci sempre a farmi diventare gli occhi lucidi…

  7. Carmen ha detto:

    @ Giulio Basettoni

    E’ vero, noi lettori abituali non siamo sintonizzati…..Ci compreremo
    un decoder!Lei (fortunello) l’ha gia’ integrato.
    Carmen

  8. Giulio Basettoni ha detto:

    Sig.ra Carmen….viste le frequenti aggressioni, le urla attraverso la parola scritta, la prepotenza e la cultura dell’odio per il diverso da sé di molti, qui, ho semplicemente manifestato dubbi che un post così carico di umanità come quello odierno potesse piacere…mi sono sentito a stretto giro subito dare dello stupido supponente, ovviamente.
    Son ben felice, se ha invece apprezzato anche Lei: al contrario di quello che può credere Lei, non ho un’opinione così alta di me stesso da ritenermi infallibile.
    Ma poi, @ Dado: chi saremmo, NOI?

  9. Carmen ha detto:

    ,@ Giulio Basettoni

    E’ lampante che ho apprezzato il post di Collino, quelli che rispondono solo
    aggredendo e insultando, non hanno la sensibilita’ di capire questi pezzi e
    di conseguenza non commentano.
    Carmen

  10. marco ha detto:

    peccato davvero rovinare un post così bello con delle patetiche punture tra i lettori.
    Condivido pienamente quanto scritto da Missis Horse.

  11. Dado ha detto:

    @Basettoni: voi i benpensanti; voi gli intellettuali; voi i democratici; voi i pacifisti; voi i sessantottini; voi i moderati; voi gli equilibrati; voi i rispettosi; voi i poetici; voi i radical-chic; voi che non votereste mai Berlusconi o Bossi.
    Voi: gli ipocriti, i sepolcri imbiancati.
    L’opposto di come siamo NOI.
    Ho reso l’idea?

  12. Tazzone ha detto:

    Altra perla del buon Manlio … nuovamente occhi lucidi … beato il nipotino che ha un nonno così! Mi ricordi molto il mio che conobbi purtroppo per poco ma che il cui ricordo è vividissimo nella mia memoria.
    E poi … fumo anch’io la pipa e – secondo me – abbiamo una sensibilità diversa!
    Un abbraccio

  13. Giulio Basettoni ha detto:

    @Dado: e chi siete, invece, VOI?

  14. Domenico ha detto:

    Credo che tutti i nonni riescono a calmare un bambino con un piccolo dono.
    Se al posto del curapipe ti fossi trovato in tasca una noce (come è successo a me) avresti ottenuto lo stesso risultato, in fondo il bimbo voleva solo sentirsi gratificato da un po’ di attenzione.
    Però solo tu sai ricavarne un racconto così toccante!

  15. E.Raser ha detto:

    Ma dai, Zeus, smettila di traviare così i bambini.
    Non lo sai l’interdictum di Alessandro IV :” Praecipimus ut omnes sacerdotes non permittant tritunnos et alios vagos scholarios aut Goliardos cantare versus super Sanctum et Agnum Dei in missis vel officiis” ( 1257 )
    è ovvio che il piccolo peccatore, a fronte del possesso della nuova struttura trinitaria del Tabacco, si distragga dal suo ruolo terrestre, che è quello di disturbare, coi pianti del peccato, il rito.

  16. Giulio Basettoni ha detto:

    @Dado: mi pare che Lei possa parlare in nome e per conto di qualcuno: chi siete VOI?

  17. Dado ha detto:

    I cattivi, Basettoni… Siamo i cattivi.

  18. Giulio Basettoni ha detto:

    @Dado: …ed uscendo dalla mistica, CHI sono e COSA fanno questi esoterici cattivi?

  19. Giulio Basettoni ha detto:

    @Dado: non mi sembra granché come portavoce, dato che non mi risponde. Chi sono questi CATTIVI? Cosa fanno? Girate di notte? Cosa fate?

  20. Giulio Basettoni ha detto:

    …mah. Forse, come tutti i cattivi, dovete tramare nell’ombra. Per quello non mi risponde. E’ cattivo anche nel lasciarmi nell’ignoranza di lui…….

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