Nonsolopreti, anche faccedivelluto (pedofilia tra i valdesi 2)

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New entry nella tonnara: col post sulla pedofilia valdese ho pescato il sedicente intellettuale rosso Sergio Velluto, un finto-libertario ammanicato e permaloso, perfetto erede dei barbetti sussiegosi e ipocriti che condussero l’indagine sulla pedofilia nel Convitto Maschile Valdese di Torre Pellice, negli anni ’60 (vedi post del 23/3/10). Così lo presenta Oyoyoy, il “Festival Internazionale di cultura ebraica” fondato nel 2006 fra Torino e Casale Monferrato, nella sua edizione del 2008 (in neretto i miei commenti): «Sergio Velluto, nato a Taranto nel 1958 da una famiglia convertita al Valdismo nel secolo scorso (cazzo, un cattolico rinnegato! Neanche valdese originale! Quando si dice avere il tradimento nel sangue…) ha frequentato sin da piccolo, seppure controvoglia (controvoglia? Ci credo! Se a cavallo del ’68 un bimbo bazzicava dalle parti del Convitto correva dei bei rischi…) le attività della chiesa. Negli anni ’80, con altri giovani valdesi, ha partecipato all’improbabile idea di creare una comune (eccallà, ‘a comune! L’idea fissa dei rossi intrippati e spinelloni degli anni ’70 e ’80! Quasi un must della sinistra extraparlamentare di allora) in Sicilia. È l’ideatore e curatore del sito web di satira teologica il Peccato (www.peccato.org, un sito-rivista che con la scusa della ‘satira teologica’ insulta i preti e in generale i cattolici in modo becero e unidirezionale, senza mai toccare mussulmani o ebrei…) e coautore e interprete dello spettacolo teatrale “Non c’è più religione, viaggio comico sulle strade della fede”. Ha inoltre ricoperto ruoli quali animatore giovanile, membro di Concistoro, sovrintendente di Circuito, più volte deputato al Sinodo, nella Chiesa valdese (è ben incistato nelle gerarchie della chiesa barbetta, il nostro ‘laico’…). Ha collaborato per circa dieci anni alla rubrica televisiva Protestantesimo (ecco il risultato…). Da quattro anni cura la creatività delle campagne otto per mille della Chiesa valdese (non ne dubitavo…). Attualmente vive tra Torino e Angrogna nel tentativo di occuparsi di Information and Communication Technologies e di Turismo ecocompatibile (anche ecotalebano! Le ha proprio tutte!) sulle montagne dei valdesi». Lui, invece, si presenta come un catalogo. Ecco la biografia che ha dettato per il dépliant del festival internazionale della satira: «Sergio Velluto ha collaborato per 10 anni alla rubrica di Rai 2 ‘Protestantesimo’. Negli anni ’80 è l’ideatore, assieme ad un futuro Ministro della Repubblica e a un futuro pastore valdese (guai a far nomi, tra i rossi: Gelli era obbligato a fornire le liste della P2, ma loro possono giocare a nascondino finché vogliono…) della rivista di satira teologica «Il Peccato». Nel 2003 scrive il libro “Valdesi, guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù”. Il volume è stato affiancato dal recentissimo “Valdesi d’Italia” l’unico testo umoristico pubblicato in otto secoli di storia dei Valdesi (affermazione che non stupisce chi conosce i valdesi, ma stupisce chi conosce il significato di “umoristico”). Nel 2006, in occasione degli eventi legati alla pubblicazione di “vignette sataniche”, è ospite della trasmissione radiofonica Fahrenheit. Nel 2007 è autore con Luisella Tamietto e Cristiana Voglino del testo teatrale “Non c’è più religione – donne sull’orlo di una crisi mistica ” una performance in cui si percorre un viaggio umoristico attraverso le vie della fede».
prete-carezza

Come avete potuto constatare dal suo curriculum, la collocazione politica ‘corretta’ di Velluto non ha mancato di dare i suoi frutti. Il giro è quello giusto, quello che ruota intorno al Pci-Pds-Ds-Pd, quello dei De Benedetti e dei Gad Lerner, della Rai e dei fondi pubblici per lo spettacolo… Non a caso il nostro si occupa con ‘mano di Velluto’ dell’otto per mille ai valdesi… Ma leggete come presenta sul web la sua “rivista”. Mi limiterò, qui, a evidenziare in corsivo neretto le affermazioni che stridono più ipocritamente con la sua odierna richiesta di cancellare la “sua” foto dal mio blog.  «La testata “Il Peccato” – scrive Velluto – è una rivista di satira teologica on-line che satireggia soprattutto la tendenza a mercanteggiare la religione, a fare della spiritualità un commercio facile, e appunto ridicolo. Nella satira religiosa della rivista c’è una elegante, raffinata riflessione sugli aspetti beceri del consumismo…». Capito? E nel presentare il suo parto teatrale (finanziato dalla Regione Piemonte) scrive: «In un’epoca in cui sembra crescere l’intolleranza religiosa, la conoscenza della fede e della cultura dell’altro è il primo passo per la creazione di una società multireligiosa e multiculturale. Per poter conoscere senza pregiudizi e preconcetti è necessario essere consapevoli di non essere in possesso della verità assoluta: essere disposti a mettere in discussione, senza per questo abdicarle, le proprie tradizioni, i propri credi, la propria cultura. E le chiese protestanti, esenti dal principio della scomunica, sono davvero aperte all’ironia e all’autocritica?»
prete

Bon, ragazzi. Fin qui il bollettino di pesca, dalla tonnara. Sia chiaro che Velluto si è limitato a chiedermi di togliere la “sua” foto dal blog. Se è davvero sua – e dovrà dimostramelo – è un suo diritto, anche se non essendo lui un fotografo di professione cadrebbe in uno di quegli aspetti beceri del consumismo che dice di sfottere nella sua webzine. Ma il fatto è un altro: è che la foto che dovrei togliere non ritrae volti, dettagli privati o avvenimenti: solo case.  Velluto l’ha rivendicata soltanto per farmi dispetto, ed è lì che ha compiuto il suo errore fatale. Con questo impercettibile morso all’esca il pescione mi ha fatto capire che c’è. E dietro lui c’è il branco. Hanno tutti letto il post, irritandosi per le mie critiche al macrocosmo rosso, al microcosmo valdese e al loro velenoso impasto. Altro che “autocritica” altro che “satira” altro che “ironia”!! Forse il “Calvinus” che cerca di deridere il post del 23/3 è Velluto stesso, e se non è lui è uno del suo branco, un suo compagnuccio di merende. Non la tolgo apposta, la foto. So che il pescione gira intorno all’esca, e non mi scappa Basta che morda fino in fondo. Da una parte ha la Chiesa Valdese che lo cazzia: “ma ‘t ses fòl, Velluto? Proprio adesso che eravamo riusciti a mettere all’angolo Ratzinger con la pedofilia, salti fuori? Proprio tu che nel tuo sito te la prendi coi preti culattoni, dài corda ad uno che riesuma una storia di pederastia che riguarda noi? Proprio tu che sei membro della Chiesa Valdese fai sì che si riparli di una vicenda ancor oggi imbarazzante, ma che era addirittura ustionante quando i tuoi predecessori negli anni ’60 la insabbiarono? Ma at manca ‘n giòbia?”. I vecchi barbetti lo trattengono, ma lui, pesce-Velluto, sente ancora nel sangue la libidine giovanile del rosso che spranga i neri, del compagno che non può farla passare liscia a ‘un fascista come Collino’. Velluto ha 52 anni, e quando il climaterio avanza è difficile resistere agli amarcord che fanno sangue… Come se non bastasse, a far bollire quel po’ che resta di ormoni nelle sue balle c’è il Velluto “valdese di fresca nomina”, ansioso di mostrarsi zelante (i neoconvertiti sono sempre i più fanatici, in tutte le sette), c’è il Velluto ‘membro del concistoro e deputato al Sinodo’, il nipotino di Arnaud voglioso di fargliela pagare a quel Collino che mette sullo stesso piano (come osa?) l’ipocrisia delle due chiese di fronte alla pedofilia. Se avete visitato il suo letamaio (pardon, la sua rivista on line di ‘satira teologica’) avrete visto cosa fa il compagno dietro la scusa della satira: porta avanti una stupida guerra di religione anticattolica basata sulla denigrazione (goffa, aggressiva e volgare) del “nemico”. E’ il tipico stile di lotta dei rossi, quello di demonizzare l’avversario e cercare di demolirne l’immagine. Glie l’abbiamo visto fare in Italia con Degasperi, Scelba, Moro, Craxi, Andreotti, Kossiga… Oggi glie lo vediamo fare con Berlusconi, mentre gli ‘specialisti religiosi’ alla Velluto si occupano di Ratzi e della Cei. Distruggere il nemico è il sogno segreto anche dei barbetti, che lo individuano da sempre nel Vaticano. Al Papa e ai Savoia i valdesi non hanno mai perdonato le persecuzioni, anche se sono passati più di due secoli dalla loro fine. Chi avrà la meglio fra questi Velluti? Riuscirò a trascinare il nostro guitto in tribunale, in modo da far rimbombare ben bene la storia di pederastia valdese che lui e la sua Chiesa vorrebbero nascondere? Il seguito alle prossime puntate.

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16 risposte a Nonsolopreti, anche faccedivelluto (pedofilia tra i valdesi 2)

  1. missis Horse ha detto:

    Straordinariooo!! Ultime notizie! In prima pagina del blog di Collino le vicende di “faccia di velluto”! Pezzo satirico-politico da non perdere! Straordinariooo!

  2. Dado ha detto:

    Brau Manlio!

  3. Domenico ha detto:

    sei andato talmente sul velluto (ok, battutaccia) che non capivo perchè dedicare tanto spazio al pescione, le ultime tre righe mi hanno chiarito il tutto e preludono a sviluppi estremamente interessanti…..

  4. achma ha detto:

    “Riuscirò a trascinare il nostro guitto in tribunale, in modo da far rimbombare
    ben bene la storia di pederastia valdese che lui e la sua Chiesa vorrebbero
    nascondere? Il seguito alle prossime puntate.”
    Aspetto, con molto interesse, la prossima puntata …
    Achma

  5. annalisa sala ha detto:

    Aspettiamo la prossima puntata. Con certa gentaglia si deve andare giù pesante

  6. Tarvingoss ha detto:

    Fratello, ti dico solo di prestare molta attenzione alla coda velenosa dello scorpione. I tribunali non seguono sempre una logica aristotelica. Anzi, raramente. E tu non hai un palantìr per vedere oltre. Hai però le certezze che ti vengono dall’esperienza.

  7. iome (e la pravda) ha detto:

    Il palantir manlio ce l’ha, eccome se ce l’ha. Putroppo pero’ ha guardato troppo in la’ ed e’ caduto nella lussuria mentale.

    Un paio di appunti: le “comuni” esistono anche di natura cattolica e gelli ha dovuto consegnare le liste degli iscritti alla p2 perche’ con le sue idee ed azioni attentava alla democrazia. Dulcis in fundo: sulla questione ebrei mi basta ascoltare le parole del vescovo di grosseto; come vedi non c’e’ bisogno di mettersi li’ a criticarli perche’ c’e’ gia’ chi va giu’ parecchio pesante.

  8. Carmen ha detto:

    Manlio, non vale tormentarsi, anche se si ha ragione, sono in troppi
    senza scrupoli e si soccombe,a mio avvertimento, dato che sei una persona cara,
    fregatene, difficile,per il tuo carattere arduo….. ma non cercarti grane,
    purtroppo non si riesce a mutare, non e’ segno di debolezza, anzi!
    Sereno, ci sono tante cose piu’ interessanti e divertenti.
    Carmen

  9. Carmen ha detto:

    X IOME,
    sei veramente il principe dei cazzeggiatori…….!
    Carmen

  10. Giulio Basettoni ha detto:

    Scusi, ma a me non sembra molto strano: se Lei vedesse pubblicato un racconto del tutto INEDITO, con storie mai sentite (e tutte da verificare) di pedofilia tra i pulcini granata negli anni ’50 e ’60, spiegando come l’allenatore si faceva masturbare dai bambini, e nel post trovasse pubblicato un .jpg con un suo articolo o il suo calendario su Fegato Granata (senza preventiva autorizzazione), lei sarebbe contento? Secondo me,spesso si è accecati dall’odio politico, e non ci si rende neanche più conto che l’appartenenza ad una chiesa non c’entra niente con quella ad un partito politico o ad una squadra di calcio?
    Un’altra cosa: se è vero quel che ha scritto, COME MAI lei ha fatto l’omertoso per 50 anni? Non pensa di avere fatto dei grandi danni ANCHE LEI, allora?

  11. E.Raser ha detto:

    ho dato un’occhiata al sito “satirico” del Velluto.
    E’ il solito relativismo paranoicale, tipo Flying Spaghetti Monster.
    la “satira” a senso unico, non mitigata dalla autoironia, che diventa appunto paranoia, cioè costrutto logico,fondato su dati falsi, che provoca il delirio

  12. Giulio Basettoni ha detto:

    …ma lei, che pubblica solo i commenti che le garbano, ritiene di presentarsi come un testimone attendibile?
    E’ così che le interessa la verità?
    Lei non mi convince, Collino, mi convince sempre meno: non mi sembra una persona onesta, quanto piuttosto solo un poveraccio che odia e che vuole distruggere qualcuno o qualcosa…altro che goliardia: lei mi sembra solo molto triste. Non so se testimone attendibile, ma dubito. Potrebbe anche essere che lei vuole togliere la fede a qualche credente….

  13. Tarvingoss ha detto:

    Cazzo, Manlio! Questi qui sono peggio dei rossi… E annoiano pure a morte. Tu, commissario Basettoni, sei la prova che il blog non è censurato, foulatòn!

  14. Carmen ha detto:

    Ma da dove esce fuori questo pozzo di scienza e verità che si firma Basettoni? Mi ricorda
    un fumetto ( topolino o paperino…), ma voglio dirgli solo questo: se bastassero i post di Collino a far perdere la fede, o lui sarebbe un mago, o la fede sarebbe assai debole…

  15. michele ha detto:

    La frase del post “Rendetevi almeno conto di quanto sia sbilanciato il nostro rapporto qui sul blog. Voi conoscete tutto di me, faccia, vita, morte e miracoli…Io di voi, nulla. Siete solo dei vermi, niente altro. Vermi vigliacchi nascosti sotto la pietra del vostro nick name.” sottintende una questione interessante, sebbene sia opinabile la definizione “questione” per un fenomeno che esiste soltanto nell’insana psiche di qualche sfigato internauta. Ecco la questione: cos’è la democrazia elettronica e, in subordine, esiste il diritto di commento? La domanda potrebbe, a tutta prima, apparire impegnativa. Invero, a me sembra al contrario assai semplice, in quanto scontata è la risposta: il diritto di commento non esiste e ciò aiuta a far luce su quel nulla che è la democrazia elettronica.
    Ed è a questo proposito che risulta persino spassosa l’obiezione secondo la quale il proprietario del blog pubblica solo i commenti che gli garbano.
    Al riguardo, infatti, trovo del tutto irrilevante che la critica sia falsa; ammettiamo, cioè, che sia vera: embè? Cosa ci sarebbe di così terribile nel selezionare i commenti? Io so per certo che l’autore non lo fa, ma – ripeto – se anche lo facesse, quale inesistente diritto lederebbe? Il blog è suo e, traslando il concetto, si potrebbe dire: uno sarà ben libero di far entrare, a casa propria, solo chi pare a lui; o deve per forza lasciare la porta aperta a tutti, in nome di un frainteso principio di equità? Ancora: Manlio Collino collaborava, sino a non troppo tempo fa, con un quotidiano locale. Domanda: se a qualcheduno non piacevano i suoi articoli, che faceva? Delle due, l’una: o comprava lo stesso il predetto quotidiano e non li leggeva o, più drasticamente, evitava di acquistare quel giornale. Non colgo, rispetto all’attuale scrittura di pezzi sul blog, particolari differenze in ordine alla reazione razionalmente presumibile in quelli a cui tali pezzi non piacciono. Ma è forse qui che mi sbaglio: la canea di chi non riesce (chissà come mai…) a trovare un personale spazio di espressione si spiega con la malcelata pretesa di costoro a reclamare un’indebita replica su ciò che non si condivide. Prendete il commento che state leggendo: non mi convince per via delle prescrizioni più volte indicate dal proprietario del blog (del tipo: “invito tutti coloro che vogliano intervenire a inserire commenti brevi”), ma provo lo stesso a postarlo. Se però – vedi mai – non venisse pubblicato, mi sentirei alquanto ridicolo a protestare, rivendicando un inesistente diritto a dire la mia.

  16. Zoe ha detto:

    Sull’onda del commento di Michele il link con un editorialino apparso ieri sul Corriere, in merito all’anonimato che è la “bandiera” di chi naviga l’oceano del web.
    http://archiviostorico.corriere.it/2010/aprile/20/Troppi_Insulti_Macchinazioni_Declino_dell_co_9_100420002.shtml
    Nello stesso quotidiano, divertente il caso della moglie di uno storico esperto sulla Russia che –all’insaputa del marito – con lo pseudonimo di Historian denigrava su Amazon le pubblicazioni di altre studiose rivali. Sgamata da una di queste, attraverso il suo indirizzo email.
    Z

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