Piazzolatria e comunisti introvabili

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E’ patetico e insieme esilarante l’accanimento con cui i compagni si affannano su Facebook a dimostrare che i numeri della manifestazione berlusconiana di sabato a Roma erano gonfiati. Postano foto aeree (che non dimostrano niente, se non è chiara l’ora in cui sono state scattate), scontornano le inquadrature, eliminano dal computo le persone presenti nel viale d’accesso, eccetera. Ma soprattutto dimenticano, accecati come sono dall’ingordigia di “sbugiardare il nano”, di aver fatto la stessa cosa solo sette giorni prima. E di averla sempre fatta. Da tempo immemorabile, in ogni manifestazione rossa, i dimostranti dichiarati dagli organizzatori sono sempre stati il decuplo di quelli contati dalla questura “che però – ribadiscono i trinariciuti – fornisce dati inattendibili, perché si sa da chi viene imbeccata”. Stavolta il trucchetto l’ha fatto Silvio, li ha ripagati della stessa moneta, e loro ci sono cascati in pieno, non si sono neppure accorti che li prendeva per il culo. Come io prendo per il culo qui i mangiaberlusca chiamandoli “compagni”, e quelli si affannano a negare di esserlo, senza ricordare di avermi dato del fascista fino a un attimo prima, come fanno da 60 anni in qua tutti i rossi con chiunque dissenta dalle loro idee. Sono così avvezzi a usare due pesi e due misure, così convinti di poter fare a man salva (e senza tollerare critiche) ciò che al nemico vietano di fare, che sul balletto dei numeri ci sono cascati in pieno. Si arrabattano per denunciare l’imbroglio numerico (consapevole e canzonatorio) del Cavaliere, come se il trucco di gonfiare le piazze l’avesse inventato lui!

Invece l’hanno inventato loro, e molti, molti anni fa. E’ un aspetto del teorema piazzolatrico, che vorrebbe indurre la gente a immaginare le piazze come “specchio del paese”. La mobilitazione delle masse è un mito giacobino, un vizio antidemocratico che la sinistra non ha mai perso e non perderà mai. E’ un modo di barare fra i tanti che loro hanno, come il vecchio arnese leninista del movimentismo (che sarebbe ora di buttare nel cesso una volta per tutte), quello delle “minoranze illuminate che devono mettersi alla guida del popolo per fare la storia”. Basterebbero già solo queste due teorie a spiegare la predilezione che dalla rivoluzione francese in poi hanno avuto e hanno i totalitarismi d’ogni colore per le ‘adunate oceaniche’. Basterebbero già solo queste due teorie a spiegare l’ossessione delle sinistre per le assembleee, i cortei, le manifestazioni, i girotondi. I compagni non vogliono che la gente si fermi a riflettere su una verità semplicissima: una piazza italiana, per piena che sia (mettici anche un milione di persone), rappresenta comunque il 2% della popolazione. E il 2% è una percentuale ridicola per poter pretendere di influire sulla vita del restante 98%. Per dribblare questa logica stringente, per scansare la condanna della matematica, ai rossi non resta che cavalcare l’emozione e cercare di imporre ad ogni costo l’equazione indimostrabile “piazza piena = popolo concorde”. Come facevano durante il ‘68 nelle università e nelle fabbriche, dove poche centinaia di estremisti facinorosi, facendo casino e se necessario ricorrendo all’intimidazione fisica, imponevano le occupazioni e gli scioperi a decine di migliaia di studenti e operai.

L’esempio velenoso ha subito contagiato tutte le categorie politiche e sociali, tanto che da allora nelle manifestazioni di piazza si cerca in tutti i modi di far casino, di arrecare fastidio agli altri con blocchi stradali o vandalismi. L’imperativo è: attirare l’attenzione. Solo ieri e l’altro ieri sono ricorsi a questi metodi persino gli ambulanti torinesi (ho detto ambulanti! i bancarellari dei mercati rionali!) contrari alla direttiva Bolkestein. Purtroppo ormai, grazie ai rossi che han dato per anni il cattivo esempio (e grazie anche a chi, vigliaccamente, ha tollerato che lo dessero a man salva) è diventato normale che ogni categoria impegnata a protestare (per qualsiasi motivo, anche futile) si abbandoni alla caciara più becera. La visibilità mediatica da tafferuglio offre credibilità a un’altra equazione (piazza piena che fa casino = categoria unita e decisa ad andare fino in fondo) non altrimenti dimostrabile dai rossi. Un turpe trucco che, portato alle estreme conseguenze, genera il terrorismo. L’abbiamo già provato sulla nostra pelle negli anni di piombo. Ricordate l’ossessione delle Br perché venissero pubblicati i loro comunicati deliranti? Nulla offre più visibilità, nel villaggio globale, del casino e della sua versione estrema , che è il terrore. Chi li scatena induce la collettività a considerare le sue ragioni, a discuterle e magari anche ad accettarne una parte, benché siano ragioni espresse da minoranze ridicole. Come quelle che si affannano a insultare e sbugiardare Berlusconi su Facebook.

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6 risposte a Piazzolatria e comunisti introvabili

  1. iome (e la pravda) ha detto:

    Difficile leggere un post piu’ delirante… Inizio a temere che la tua “guerra ai rossi” riesca a farti prendere strade che vanno lontano dalla logica e dalla realta’.

    Innanzitutto parliamo dei numeri: ai berluscones interessava fossero molti perche’ una figuraccia non sarebbe stata tollerata dal grande capo. A questo si somma il complesso di inferiorita’ della destra: non e’ mai stata capace di organizzare una manifestazione seria; prova ne sia che da dopo quella del 23 marzo 2002 -difesa dello statuto dei lavoratori-, anziche’ prendere un pallottoliere, fare due calcoli ed eventualmente deprimersi un po’, hanno iniziato ad esclamare “siamo un milione”. Nemmeno fosse un sinonimo di “urra’” o di “siamo qui e ci sentiamo tanti”.
    Quanti fossero esattamente non era importante: lo scopo da raggiungere era il passaggio ai tg serali del numero “un milione” senza i dati della questura. Per questo motivo i primi numeri forniti dalle forze dell’ordine sono stati contestati e ne e’ stato rallentata la loro diffusione. Guardare per credere.
    Io, francamente, sono dispiaciuto per la polizia: loro hanno fatto ne’ piu’ ne’ meno quello per cui sono stati istruiti e cioe’ limare un po’ il numero. Purtroppo per loro, questa volta anziche’ essere elogiati eletti a simbolo dell’imparzialita’, sono stati sonoramente bastonati. E per giunta dagli stessi che li hanno sempre difesi nella loro scarsa dimestichezza con i numeri. Temo che i poveri si stiano ancora chiedendo dove hanno sbagliato.

    Sempre a proposito di numeri, della manifestazione del 2002, scalfari scrisse: “Era difficile contarli […] Due milioni? Tre milioni? Tutta l’ area del Circo Massimo, Porta Capena, l’ Archeologica, il Colosseo, le vie fino a Santa Maria Maggiore, l’ Ostiense, le pendici del Colle Oppio, un mare di folla. […] La questura di Roma ha detto che erano in settecentomila. Se questi sono gli esperti ai quali affidiamo la sicurezza della popolazione non c’ è da star tranquilli perché anche la stupidità dovrebbe avere un limite. […]”. A tal proposito ricordo che poco dopo, quando la roma vinse lo scudetto e festeggiarono in un circo massimo quasi completamente pieno, si parlo’ di 1.200.000 persone. Che conclusioni trarre da tutto cio’? Una di sicuro: il questore dell’epoca non era sicuramente della lazio.

    Sul peso poi che la piazza puo’ avere nei confronti delle scelte politiche di un governo, beh, mettiamola cosi’:

    – per andare ad una manifestazione dei tanto temuti comunisti la gente si tassa e tira fuori di tasca propria i soldi. I famosi treni speciali che vengono anche presi d’assalto da (pochi e scorretti) ragazzini senza biglietto sono stati gia’ pagati con i soldi di gente come me che spesso partecipa alla sottiscrizione e poi, se va, sottoscrive anche una quota del biglietto

    – per andare ad una manifestazione come quella di sabato, la gente non deve fare altro che salire su dei pullman che sono gia’ stati pagati dal grande capo (e nonostante cio’ ne va comunque pochina…)

    Capirai bene che il peso di uno che si auto-tassa (ragionamento simile vale per lo sciopero) per protestare contro qualcosa non e’ uguale a quello di chi viene invitato ed invogliato ad andare a manifestare. Ah, benche’ tutti i cittadini siano uguali, anche l’eta’ anagrafica dei partecipanti costringe a riflessioni di carattere politico: a parte i giovani della destra (quelli guidati da giorgia meloni), c’era una preponderanza di anziani… roba da manifestazione pensionati cgil.

    Il tuo conto in termini percentuali poi non vale perche’ non si tratta di una votazione: ti ricordo che in spagna, all’indomani degli attentati e della conseguente piu’ grande manifestazione della storia iberica, ci furono decine di migliaia di persone che spontaneamente si radunarono sotto le sedi del pp per chiedere di conoscere la verita’. Quella notte aznar ebbe paura e dopo le elezioni fece ammenda. Eppure si trattava di meno dello 0.5 % della popolazione…

    Dai, su, Manlio, torna a scrivere di goliardia. Li’ ti riesce molto bene ed e’ veramente un piacere leggerti.

  2. E.Raser ha detto:

    Piemontesi,
    riempite i portafogli e non le piazze.
    LISTA DEI GRILLI PARLANTI-NOEURO
    Giovanni Sandi
    perfino Cavour,il suino, si stampava da solo i propri soldi

  3. scoperò ha detto:

    ciao a tutti,
    scusate la lunga assenza,fra l’altro Manlio mi ha anche citato in uno degli ultimi post!
    beh, non mi offendo, e nemmeno mi stupisco per il “tonno”, per il “rosso” invece sono un po
    perplesso..per me è quasi ome se mi dessi dell'”ateniese” piuttosto che dello “spartano” o
    del “persiano”,questo giusto per darti un’idea di quanto mi pare anacronistica e insensata questa
    tua fissazione (o perversione?) di voler per forza classificare tutto e tutti in termini di
    rossi e neri.
    quanto al fatto che “parlo per slofan e per sentito dire”, beh sto ancora aspettando
    con curiosita che qualcuno smonti le idee da me espresse.
    Fare una battuta di sfottò e cambiare argomento,come missHorses con la musica classica,
    sara goliardico,ma è comunque una sconfitta.Invece di contestare sui fatti ed interpretazioni
    si fa una bella battuta cosi tutti ridono e tu fai finta di aver ragione.Come berlusconi con le belle ragazze albanesi.

    Penso che se nn arrivano delle critiche sensate,smettero presto di seguire questo blog.
    Mi sembra che tu sia proprio ossessionato da questo dover dividere il mondo in buoni e cattivi
    in rossi e neri.
    tu difendi il berlusca e il suo codazzo mafioso(per me coincidono) non perche li credi onesti e
    meritevoli, ma semplicemente perche si professano come anticomunisti,e ti rende felice trovare
    delle conferme alla tua perversione.Ben venga anche la mafia se se la prende coi comunisti,
    vero Manlio?

    Se mi rispondi facendomi l’elenco delle mascalzonate del pd o dei “compagni” in genere
    non vale.Nel senso che io rompo le balle anche a loro,e volgio in galera dalema come berlusconi.
    Con me sfonderesti una porta aperta sul criticare l’opposizione.

    quello che secondo me è doveroso è NON GENERALIZZARE in destri e sinistri, ma esaminare i
    singoli casi umani, e mandare a casa i mascalzoni, a prescindere dal partito o dal colore.
    e scusami, ma il tuo berlusca è sicuramente tra quelli che devono finire in galera.

    Dimenticavo,pazzi che delirano e sono pronti a distruggere il prossimo, per paura e odio del diverso, ti assicuro che ce ne sono in abbondanza anche tra i “destri”.
    L’unica differenza è che invece del “rosso” adesso il nemico piu spesso
    è frocio,negro o straniero in genere.

    chiedo scusa per essermi dilungato cosi tanto.

  4. Dado ha detto:

    Scoperò, hai dimenticato “islamico”. E “gobbo”.

  5. scoperò ha detto:

    ehy, mi chiedevo se nel tuo immaginario politico, il “gobbo” debba anche essere
    un comunista..

  6. Dado ha detto:

    Il gobbo è trasversale. Ma sempre infimo.

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