Casta come Taide

Lo spettacolo offerto dalla corsa alle poltrone regionali (che rendono più di quelle parlamentari) è una delle cose più immonde che una classe politica (così pronta come la nostra ad ammantarsi di paroloni, sacri principi, costituzioni inviolabili, moralità ineludibili) potesse offrire. Ma quello che fa cascare le braccia è l’indifferenza della gente. Siamo talmente abituati agli scandali, che non riusciamo più a indignarci. Oppure, se lo facciamo (ma dimostrandolo in modi puerili, come le frasi su Facebook o le telefonate in radio) ci dura un giorno o due. Poi c’è già un nuovo scandalo ad attirare la nostra (labile) attenzione. Non credo ad una trama calcolata, ad una precisa strategia lucidamente messa in atto dalla casta per provocare in noi questo immobilismo da overdose di sdegno. Credo piuttosto a uno svaccamento generale. Siamo al capolinea morale, e la casta è lo specchio della popolazione. Abbiamo svaccato a tutti i livelli, nella politica, nella pubblica amministrazione, nella scuola, nella magistratura, nell’imprenditoria, nella finanza, nel giornalismo, nelle famiglie, nelle chiese… La classe politica ha solo la (vaga e teorica, anche se strapagata) maggior responsabilità derivantele dal comando, secondo il principio per cui chi comanda o dirige dovrebbe dare il buon esempio. Ma se ne fotte.

Non riesco ad indicare soluzioni, e non credo che ce ne siano. Potremmo solo sfiancarci in un’inutile ricerca delle responsabilità. Ma servirebbe a poco. Primo,  perché ci siamo dentro tutti. Secondo, perché verrebbe subito strumentalizzata da analisti faziosi. Sarebbe come mettersi a discutere, mentre un malato di polmonite sta crepando,  di come e quando e da chi se l’è presa. Tutte le ipotesi eziologiche sono (più o meno) equipollenti e valide. Pensate al pasticciaccio brutto della lista per le provinciali presentata in ritardo dal Pdl a Roma, e a quello delle firme annullate a Formigoni,  a Milano. Se non avessi partecipato come capolista nel 2004 alle provinciali, non conoscerei i segreti della bassa cucina elettorale. Ma li conosco, e vi assicuro che non c’è una lista, dico una, che abbia le carte in regola, per le firme. Però la magistratura si muove solo “su denuncia”. E chi l’ha fatta? I radicali, che di firme contestate se ne intendono. Bastava che il Pdl facesse altrettante denunce “al buio” a tutte le liste avversarie, ed era fatta. Finiva come nel gioco di querele e controquerele dopo le risse: uno a uno, palla al centro, querele ritirate.  Verificare sul serio tutte le firme di tutte le liste, una per una, avrebbe significato rinviare le elezioni. Quindi sarebbero passate tutte (come passarono quelle taroccatissime della Mussolini, che pur beccata a barare da Storace anni fa a Roma, se le vide convalidare dopo averlo denunciato per spionaggio). Ma neanche questa elementare strategia è stato capace di mettere in atto il Pdl. Altro che partito di plastica!  E’ un comitato d’affari, dove molte candidature sono state comprate al doppio, al triplo di quanto percepirà l’acquirente in caso di vittoria. E Berlusconi non c’entra. Anzi, è proprio mentre noi ci accaniamo a discutere pro o contro di lui, che in cucina fanno ‘ste porcate.

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2 risposte a Casta come Taide

  1. missis Horse ha detto:

    @ Marco: visto che Manlio in questo suo post tratta di “casta Taide”, io mi appello alla DITTATURA!
    Sarai sconvolto da questa mia affermazione ma la penso proprio così. Ci vuole una Dittatura che metta “in riga”… ogni tanto serve per mettere un po’ d’ORDINE nel CAOS della Repubblica!
    E mi inteneriscono quelli che, eventualmente, si indigneranno per ciò che ho scritto.
    Purtroppo la cosiddetta Democrazia non può durare più di tanto, perchè l’essere umano non sa gestirla che per brevi periodi, questa è, per me e non solo, la realtà.
    Una Dittatura di Destra perchè, sempre per la sottoscritta, è molto dissimile da quella di Sinistra.
    Affermare che le dittature sono tutte uguali è un luogo comune che non ha alcun significato.

  2. marco ha detto:

    Vedi che una soluzione drastica per rimettere ordine l’hai trovata anche tu cara Missis…
    Non mi sconvolge ,ma non mi appassiona.Andrei per gradi francamente.
    Tornando al post di Manlio ,spero vivamente che prevalga il buon senso, e cioè ,che a
    sinistra non si arrocchino sul provvedimento che ha escluso le liste di Formigoni e della
    Polverini. Sarebbe un gravissimo errore nonchè attentato a quella democrazia, che come
    dici tu,e come io penso, mi pare sempre più sbiadita.Mi auspico un atto di responsabilità
    che permetta a tutti, di candidarsi regolarmente. Mi lascia perplesso il sistema cervellotico
    della presentazione delle liste. E’ stato istituito da questo governo un ministero, apposta
    per le sempilificazioni…non era forse il caso di occuparsi anche di queste cose?
    Non ti dico poi sul lavoro, ogni qualvolta arriva un nuovo provvedimento legislativo (mai
    volto a semplificare o migliorare il precedente ),il mio pensiero su Calderoli…
    un saluto

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