Non amate la topa? Eccovi il topo

k0217871Eccole che spuntano, le pantegane. Appena scrivi cose a loro sgradite, i compagni scendono in campo, e sempre con la loro spocchia da presunta superiorità intellettuale. Naturalmente (ma quello è ormai fisiologico, per loro, come per i cani alzar la gamba nel pisciare) usano il solito doppiopesismo. Loro possono sputar sentenze su ogni cosa, quantificare i morti “a occhio e croce”, ma da me pretendono rigore assoluto e documentazione pignola. Anche se un post non può (e non deve) essere un trattato. Anche se un giornalista non è obbligato, per parlare di storia, ad essere uno storico nel senso accademico della parola. Però, se non fai così, se non farcisci il tuo pezzo “storico” di note su note, parentesi, richiami, nomi, link, libro tale, editore tale, pagina tale, eccetera… i tuoi sono solo “discorsi da bar sport”. L’ultima, più raffinata versione del bar sport è apparsa oggi: “nel leggere il tuo post ho tratto la medesima impressione che mi suscitano alcuni programmi di approfondimento sportivo…”. Una volta uno mi ha scritto: “i suoi articoli sembrano discorsi da ascensore” senza neppure rendersi conto che se c’è un posto dove la gente non parla è proprio l’ascensore. Ma tant’è. Son solo i vecchi trucchi dialettici che una volta, nelle sezioni di quartiere del Pci, venivano insegnati agli attivisti dai capetti che erano stati alle Frattocchie a “scuola di partito”

“Quando discutete, compagni, esigete sempre dall’avversario la citazione  delle sue fonti. Se le cita, mettetele sempre e comunque in discussione. Se non ne cita, irridetelo. Spiazzatelo con atteggiamenti di superiorità, fingete di aver maggiori informazioni…” E purtroppo qualcuno ci casca sempre perché piano piano le fonti se le sono accaparrate tutte loro. Se per quasi un secolo non lasci far carriera accademica, non lasci pubblicare libri, non lasci scrivere sui giornali, non lasci parlare alla Tv chi non la pensa come vuoi tu, è difficile che poi chi vuole confutare le tue tesi trovi subito la documentazione necessaria. Le fonti “sono loro”… E se non sono loro, non sono “autorevoli”, e quindi non sono credibili. Perché? Ma perché non hanno avuto riconoscimenti ufficiali (che danno loro), né premi (idem), né citazioni a domino (idem). Uno fatica il decuplo, a trovarle. E quando le trova loro non le accettano, storcono il naso, fanno come la Chiesa di fronte a Galileo: “Le Sacre Scritture non lo dicono, quindi tu affermi il falso: abiura o vai al rogo”. “Wikipedia ha la stessa credibilità di Dysneyland” sghignazzano se la citi come fonte a loro contraria. Invece diventa Scrigno della Verità Rivelata se (per caso: di solito non si curano di documentare le loro affermazioni) la citano loro.

E così è per tutto il resto. Guardate gli insulti, gli stop in carriera e le umiliazioni accademiche che si è preso Renzo De Felice, il maggior storico del fascismo, accusato dal Pci di “voler sdoganare il Duce”. Guardate che fatica ha fatto il “Libro nero del Comunismo” per vedere la luce. Prima, anni e anni di ricerca pignolissima di documenti originali e inoppugnabili (perché gli storici che l’hanno scritto sapevano che le loro fonti sarebbero state passate al microscopio), poi la ricerca (faticosa) di un editore, poi quella (ancor più faticosa) di un traduttore italiano… Da noi quel libro è arrivato vent’anni dopo la sua pubblicazione in Francia. Avrebbe dovuto essere adottato come testo obbligatorio nei licei, invece è passato sotto silenzio. Stesso discorso per il libro “Il sangue dei vinti” di Pansa, che pure è un ex tesserato Pci. “sporco rinnegato!” gli ha sibilato in coro la sinistra, da Giorgio Bocca a Asor Rosa. E poi giù a radiografare le sue fonti, sperando invano di prenderlo in castagna. Ma Pansa, che lo sapeva, ci ha messo il triplo di tempo a scriverlo, però ha raccolto una documentazione blindata. E allora? Via con le solite strategie! Ignorarlo. Mai citarlo. Mandare gli autonomi a far casino alle sue presentazioni. Fare un film Tv che lo stravolga. Questi sono i compagni. Così ligi alla credibilità delle fonti da mandare in galera (in galera!!!) uno storico accademico come Irving solo perché aveva osato chiedere da che fonti era stato desunto il numero di ebrei (sei milioni) uccisi nell’Olocausto. Fonti? Ma lo hanno detto gli americani a Norimberga! Come dice, signor Irving? Che gli americani in quel caos, tra documenti bruciati dai tedeschi e cancellerie ancora chiuse non sapevano neanche dire quanti ebrei erano stati nei lager, né da dove venivano, né chi era stato trasferito e chi ucciso? Come osa, professor Irving, dire ciò? Come osa chiederci le fonti dei nostri sei milioni? Vada in galera! C’est la gauche, messieurs.

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in 1. Contrassegna il permalink.

21 risposte a Non amate la topa? Eccovi il topo

  1. Domenico ha detto:

    Caro Manlio, stavo per scrivere un commento al post precedente sull’inutilità di polemzzare con chi in un blog pretende la citazione dettagliata delle fonti ma mi hai preceduto con un nuovo post da par tuo.

  2. Carmen ha detto:

    Bella panoramica l’argomento trattato,lo squallido e’ che e’ proprio cosi.
    Peraltro la tua vasta cultura,non gli consente di zittirti.
    Cerea
    Carmen

  3. E.Raser ha detto:

    lo sai che lo Stato Tedesco paga allo Stao Ebraico 1.500 euro/anno per ognuno dei 6.000.000 scomparsi, il che fà 9 miliardi netti.
    peccato che siano solo 6 milioni.
    se fossero 12 milioni, i Sionisti prenderebbero il doppio.

  4. E.Raser ha detto:

    non è solo questione di destra o sinistra.
    c’è qualcosa di piu’.
    è noto, e non è una barzelletta, che una madre qualunque, se vuole terrorizzare il figlio gi dice ti ammazzo.
    mentre una madre ebrea gli dice mi ammazzo.
    perchè sa che è il senso di colpa il piu’ valido mezzo di controllo sociale.
    a me “il giardino dei Finzi Contini” mi aveva già rotto i coglioni fin dai tempi del Liceo.
    non sono stato io ad ammazzare 6 milioni di ebrei e sinceramente non me frega un cazzo quanti erano.
    io spero che non muoia piu’ nessuno, e, per realizzarlo con la clonazione, servono 200.000$
    ma non ci stiano a rompere i coglioni ogni anno con la giornata della memoria perchè io non mi ricordo un cazzo.
    dato il linguaggio crudo che uso è evidente che sono un incolto della destra storica.

  5. missis Horse ha detto:

    ecco la risposta a Marcello: è molto difficile che Manlio si trovi in difficoltà!

  6. Lorifrac ha detto:

    Manlio, fammi capire…
    questo sproloquio di parole per giustificare che puoi sparar balle senza citare la fonte? neanche se io ti linko il video di Lenin CONTRO l’antisemitismo pensi di dovermi citare la fonte?
    Tanto i tuoi sostenitori credono a qualsiasi tua balla, tanto tu sei il loro Dio(“è molto difficile che Manlio si trovi in difficoltà!”)

  7. Lorifrac ha detto:

    per capire il livello CULturale dei tuoi sostenitori, basta leggere le farneticazioni AGGHIACCIANTI del tale E. Raser

  8. Carmen ha detto:

    Per Lorifrac

    quelle che tu definisci (balle)di Collino sono una realta’
    incontrovertibili, a differenza di cio’che puo’ pensare
    una mente non equilibrata dal livello CULturale molto ridotto.
    Carmen

  9. missis Horse ha detto:

    ma Lorifrac perchè non ti dai una calmata!!???
    Vatti a ripassare la STORIA sui testi giusti e poi fai un altro ripasso ripassando da queste parti (se, per caso, non avessi compreso, posso farti una piantina…)

  10. marco ha detto:

    Cari Lorifrac e Francesca,prima di prestare il fianco a M. bisognerebbe fare molta attenzione a quel che si scrive più di come si scrive, onde evitare il rischio di esser messi nel ridicolo come
    abilmente Manlio successivamente ha fatto,usando pressapoco lo stesso stile tanto caro alla sinistra per dileggiare l’avversario politico ( pantegane !!!).
    Esaltare un leader di un paese comunista (nella fattispecie Lenin) e definirlo un grande statista è una inesattezza che giustamente Manlio non si è fatto sfuggire. La dettagliata ricostruzione in”Lorifrac” non lascia spazio ad equivoci. Bon. Se poi stiliamo la classifica dei regimi che più hanno macchiato la storia per numero di morti NESSUNO può negare che quello comunista sia stato il più feroce.
    Urss -Vietnam- Cambogia – Cina – Corea del Nord e ne tralascio altri, prevedono tutt’ora la pena capitale riservata ad oppositori e non allineati.
    Avreste fatto meglio a far notare che la giornata della memoria per le vittime del comunismo
    non solo è sacrosanta e legittima,ma occorre istituirne altre perchè è nel nome di troppe bandiere
    che milioni di innocenti hanno perso le loro vite. E’ opportuno allora istituire una giornata alla
    memoria per le vittime delle crociate e quelli morti per la stella di David ,la mezza luna,l’acquila
    calva,le stelleestrisce e i morti sotto la bandiera invisibile del terrorismo .Avete idea di quanti siano
    caduti per mano delle colonie spagnole o nelle guerre napoleoniche?( interessante citazione di Krap in un post di novembre. A proposito Krap dove sei??)
    Se istituissimo una giornata alla memoria di tutti non basterebbero i giorni del calendario…ed è per questo che ognuno di noi forse farebbe meglio a ricordarsi della storia, magari tutti i giorni senza aspettare l’anniversario negli almanacchi.
    Caro Lorifrac sono sicuro che portando argomentazioni valide , Manlio ti avrebbe riservato un trattamento più morbido e i successivi interventi dei bloggers sarebbero stati sicuramente meno aggressivi. Io ad esempio avrei fatto notare che la giornata della memoria dell’olocausto, non è di proprietà esclusiva della sinistra italiana e che persino in Germania o nella destrissima Polonia (non a caso i due paesi più coinvolti) celebrino anche essi e in maniera solenne tale data. Avrei provato a spiegare a M. che forse se questa data è più sentita degli stermini comunisti, non è solo frutto del lavaggio del cervello o di libri storici mendaci e imposti dalla sx..Più semplicemente si tratta di un evento storico che nostro malgrado, quanto paese in guerra, ci vedeva coinvolti quantomeno per motivi geografici. Scusate la brutalità ma mi è necessaria per rendere l’idea: i morti per mano dei regimi comunisti sono sostanzialmente caduti nell’oscuro della loro cortina ed è per questo che non vi è mai stata data la giusta enfasi e il giusto rilievo mediatico. Ognuno di voi (credo), patirebbe la morte d’infarto del vicino di casa, con più apprensione rispetto alla stessa sorte patita da uno chiunque, nel quartiere più lontano. E’ fisiologico. Non strumentale. L’argomento Irving ,invece mi da uno spunto che mi piacerebbe illustrare nel prossimo commento perchè meritevole di qualche riflessione. Cari Lorifrac e Francesca è nello spirito del blog polemizzare, aprire dibattiti, approfondire persino contraddire, ma facciamolo con coscienza e cognizione di causa tralasciando le osservazioni sugli errori d’ortografia di Tizio o Caio, ve lo dico con spirito assolutamente genuino e non polemico.
    @Miss Horse: sarebbe sgradevole se il blog di Manlio diventasse un circolo ristretto. Ha letto il pregevolissimo “duello” tra Gian dei Brughi e Federico nel post “ a furia di sniffar collante ? “. Io l’ho trovato gustoso e ben scritto. Due punti di vista contrastanti, ma che sono l’esempio da seguire per chiunque abbia a cuore il buon senso.
    Saluti a tutti (ma torno con Irving)
    Marco A.

  11. Lorifrac ha detto:

    ..e quali sarebbero questi “testi giusti” che ci dicono che Lenin era antisemita?
    sto ancora aspettando… Manlio, quanto ci metti a citarmi questa benedetta fonte?

    • manlio collino ha detto:

      @ Lorifrac – Citami tu il post in cui ho scritto che Lenin era antisemita. Ho solo scritto che, ligio alla teoria marxiana secondo cui “la religione è l’oppio dei popoli”, appena giunto al potere a Mosca si affrettò ad eliminarle tutte, ebrei compresi, abbattendone gli edifici di culto, fucilando o deportando (che era lo stesso) gli officianti, e anche i fedeli riottosi all’abiura. Se vuoi che scriva che, per lui, Ebreo o Cristiano non faceva differenza, te lo scrivo. Ma questo non salva il tuo caro frac centrale del tris.
      @ Marco – Perdona quel “pantegane”, uscito dalla penna di uno come me, sprangato dai rossi (senza essere mai stato fascista) in un periodo in cui la frase più gentile che si sentiva urlare all’università era “fascisti, carogne, tornate nelle fogne” e “uccidere un fascista non è reato”. Vecchie incrostazioni, che però riescono a spremere ancora oggi qualche goccia di testosterone dai miei serbatoi arrugginiti…

  12. missis Horse ha detto:

    @ Marco: pienamente d’accordo! 🙂

  13. marco ha detto:

    Caro Manlio.
    Non posso esimermi dal fare qualche modesta considerazione su quelle che tu definisci stop in carriera e umiliazioni accademiche.Tralasciando De Felice , a cui va tutta la mia stima , per il lavoro che ha portato avanti per una vita vorrei esprimere qualche dubbio sulla tua intenzione di inserire nel novero degli studiosi “revisionisti” oltre a Pansa anche Irving.Fermo restando la mia convinzione profonda che ogni atto della storia vada sempre sottoposto a revisione dubito
    fortemente che Irving ricada in questa categoria artificiosa.L’ autore di “Apocalisse a Dresda”ha certo aperto un velo su una parte di storia ignorata.Il bombardamento a tappeto della”Venezia del nord” non trova giustificazione alcuna se non nella politica dell’occhio per occhio. Credo che il temine “Conventrizzare” di mussoliniana memoria qualcosa dovrebbe ricordarti. Ebbene quel libro e altri successivi hanno aperto all’autore britannico l’accesso a quello che Speer chiamava il cerchio magico. Le riunioni sullo Yacht che fu di Goering con i reduci del bunker sono ben documentate dallo stesso autore. La sua carriera procede seguendo le sorti dell’avverso destino quando spuntò la grande occasione costituita dal falso scoop dei diari di Hitler . Se uno storico come Fest li bocciò dall’inizio come un falso, Roper finì con il considerarli veri. Invece Irvig , acuto come sempre, riuscì a smascherare l ‘autore. Non sempre il talento è al servizio della verità.Forse avrai nella tua libreria “ La guerra di Hitler “ .Ebbene in una prima versione l’autore ammette l’uso dello Zyklon b nei campi , ma nelle versioni successive l’evento tende a scomparire.Ripensamento oppure volontà di offrire ad alcuni suoi lettori , dichiaratamente nazionalsocialisti.,quello che desiderano?.Irving passa da “Hitler non sapeva “ a “ Non ci sono state le camere a gas “ a “ I morti non sono stati milioni” .Credo che il libro “ Processo all’ olocausto” di Guttenplan sia interessante per chiarire l ‘argomento. Irving cita in tribunale la Liepstadt per diffamazione .
    Ancora una volta la sua abilità tattica si dimostra . Scegliere l ‘Inghilterra comportava l ‘onere della prova alla parte avversa. Il processo tra Lord Douglas e Wilde era il precedente più’ famoso.
    A che fine avessero fatto gli abitanti del Ghetto del Lodz Irving rispose “ Da qualche parte all’est.
    a Chelmo”.Peccato che Chelmo erano nel Warthegau cioè a ovest. Dunque la sua teoria del trasferimento a est per lavorare vacillava un po’.Il dubbio che insinuava Irving verteva sulla quantità di carbone per bruciare i cadaveri.30 kg per cadavere non risultavano dai documenti ed dunque come era possibile?.Ebbene la spiegazione è macabra ; una volta innescata la “fabbrica della morte” erano gli stessi corpi a fornire l’energia. Irving non si limita , come tu sostieni, a chieder conto delle fonti che giustificano i sei milioni, ma procede alla negazione sistematica dell’evento.I dati che non confermano le sue teorie vengono sistematicamente omessi.
    La distinzione tra “Revisionista” e “Negazionista” mi pare sostanziale.
    Pensi davvero che Pansa amerebbe andare a braccetto con Irving ?. Francamente non lo credo.
    Quanto ai “Rossi “ in effetti sono diabolici. L’edizione italiana del “Mein Kampf” che si trova nella mia libreria stranamente è della Kaos edizioni. Verrebbe da dire “ é la stampa bellezza”.
    Se posso,dopo tanti argomenti tristi , termino con una battuta.Spero di non meritarmi l’epiteto di
    “boia panetera” o “rata vuloira” per essere confinato insieme alle pantegane.:)
    Ciao Manlio e perdona la lenzuolata,ma l’argomento mi stava a cuore.

  14. E.Raser ha detto:

    è un piacere per me,Lorifrac, che le mie farneticazioni siano agghiaccianti.
    Agghiacciatevi pure, così magari tornate a rompere i marroni fra 100 anni.
    Come le 5 casse di whisky Whyte e Mackay 1907 che sono rimaste a 100 miglia dal Polo Sud e sono tornate alla vista solo oggi.
    Nel 1907 socialismo e comunismo erano anche parole appetibili, oggi te le tirano dietro dovunque.
    Nella fase rivoluzionaria Lenin era anche simpatico, ad esempio rimproverò i dirigenti, ops i burocrati, italiani che in Italia c’era solo una persona in grado di fare la rivoluzione, un certo socialista Mussolini e se lo erano lasciati scappare.
    Fu poi, quando cominciò a sacrificare tutto alla ragion di stato che diede una mano anche con gli ebrei.
    Agghiacciatevi e state zitti, perchè in Italia per 60 anni avete fomentato la lotta di classe, mettendo l’operaio contro l’imprenditore,senza dire che c’era una terza entità, il banchiere, che lo metteva in culo contemporaneamente sia all’uno che all’altro.
    E se cerchi la fonte, ci sta scritto anche sul Capitale dell’ebreo Carlo Marx, segno evidente che non avete mai letto con attenzione neanche quello.

  15. marco ha detto:

    E.Raser ,la questione del signoraggio meriterebbe un post da parte di Manlio per aprire
    gli occhi su un fenomeno, questo si (volutamente) sconosciuto dalla totalità dei media…
    Per fortuna la rete,almeno quella,qualche informazione te la snocciola…
    @Manlio in qualità di padrone di casa sei libero di esprimerti come meglio ritieni
    opportuno…mi preme sottolinearti però che al topo prediligo sempre la topa…. 🙂

  16. Lorifrac ha detto:

    anche se pensa che io sia un esaltato leninista, comunista, rosso, ecc.,
    anche se scrive acquila con la “cq”
    quoto Marco.
    è l’unico in questo blog che non si perde in affermazioni simil-tifoserie calcistiche pro-destra o pro-sinistra.
    E ha fatto notare una cosa che non è da poco: e cioè che Manlio è un grande fan di un negazionista dell’olocausto.
    Diceva il nostro Manlio: “Come osa chiederci le fonti dei nostri sei milioni? Vada in galera! C’est la gauche, messieurs.”
    Non è andata proprio così, Manlio. Irving, come da sentenza, ha “falsificato e distorto l’evidenza storica”, per diffondere idee antisemite, razziste e per far credere a tutti che l’olocausto è un’invenzione…
    Visto che credo che sappia benissimo come sono andate le cose, dubito che il signor Manlio sia in amicizia con gli ebrei…

  17. missis Horse ha detto:

    @ Lorifrac: tu SEI un esaltato leninista, comunista, rosso ecc., lo evidenzia il fatto che ti dai tanto da fare a controbattere in modo poco ortodosso (ma tutto ciò fa parte della VOSTRA CULtura da salotto, ripeto: leggi il libro di Tom Wolfe. Purtroppo dovresti leggerne moltissimi altri per poter fare un po’ di ordine nel tuo cervello!Ho detto “nel tuo cervello”!??? Scusa…)

  18. marco ha detto:

    @Lorifrac
    Pur rileggendo il post su Irving, non mi pare che Manlio ne sia un sostenitore.
    Il discorso era incentrato sul trattamento subito dal professore in quanto negazionista.
    Per quanto biasimabile e irritante la posizione di Irving, la galera mi pare eccessiva.
    E come se in galera ci finissi tu per aver negato gli stermini di Lenin,ragionamento
    che forse ti è sfuggito nonostante il tuo occhio d’aquila (stavolta l’ho scritto giusto)!

  19. stefano gnech ha detto:

    @ lorifrac
    un poco mi spiace dar altro ‘peso’ ad uno come te. Ormai sei paragonabile ad un personaggio del grandefratello troppa notorieta’ a personaggi davvero mediocri se non sfigatissimi (e tu mi sembri del secondo gruppo).
    Ora che anche il buon marco (quello che stimavi) ti ha sparato contro non parli piu…. mi ricordi il buon Blanc (numero 1 juventus calcio) tanto spocchioso e sicuro di se, quanto insulso e incapace (risultati docent)
    Tu sei solo il solito coglioncello di turno sfracellato sul muro di cultura e capacita dialettica del buon Zeus. Manlio con il suo innato talento letterario sarebbe capace di farti passare dalla parte del torto anche se sostenessi che la terra e’ rotonda… immagina la facilita nel ridicolizzarti quando invece ragione non hai.
    Quindi lungi da me sostenere le argomentazioni del manlio (ti stanno gia schiacciando cosi) solo due battute.
    Come potrai vedere dal post non sono un fenomeno nell’arte della scrittura (tipico x noi ingegneri) ma adoro parlare con le persone specie con quelle di altre culture.
    Tu hai mai parlato con dei cittadini russi? cubani? Israeliani?
    Torno oggi dalla russia x lavoro e come sempre ho parlato con la gente di strada, dalla nonnina al mercato (poche causa lingua) allo studente emergente… e sai cosa dicono tutti del tuo STALIN??? Statista?? ma fammi il piacere.. C’e’ un monumeto (una pietra) a ricordo dei primo campi di concentramento aperti dal tuo statista. Non posso citarti la fonte (sorry) ma ho le foto e l’indirizzo (di fronte alla sede del KGB ma guarda un po :-))
    Ti consiglio di andarci e di parlare con le persone… forse non sai scrivere, non sai pensare ma potresti imparare ad ascoltare.
    PS anche i cubani non sono molto felici del grande statista FIDEL…
    🙂

    in ultimo ti prego insulta un po anche me come diceva il grande cicerone “ab optimis laudari et improbis vituperari maxima gloria est”

  20. Cara Salceda ha detto:

    salve!, grazie molto delle informazioni, sono interessanti Qui Ho trovato molti altri libri sull’argomento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...