LORI FRAC

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Non meriterebbe risposte uno come Lorifrac che scrive “ho letto i primi 2 paragrafi per capire dove vuoi parare…” uno che ritiene disonorevole intervenire nel mio blog: “io non frequento questo blog, ci sono finito perché un tale Dario lo ha linkato su Facebook”, giustificandosi con stessa ipocrita albagìa di Scalfari (serbatis distantiis…) quando parla di Ferrara senza farne il nome, e inizia la sua abituale lenzuolata scrivendo “Non leggo mai robe come il Foglio, ma mi è capitato per caso di buttar l’occhio su una copia lasciata in un bar”. Siete ridicoli. Ridicoli, ma pericolosi. Per questo scrivo il mio Blog, e me ne frego di “far incazzare” i fanatici rossi alla Lorifrac, che non si vergogna a scrivere: «Lenin è davvero un grande personaggio, e colpire lui è colpire la sinistra… Stalin ha fatto 60 milioni di vittime, Lenin solo qualche migliaio… non so quante ne abbia fatte Napoleone, ma a occhio e croce direi di più… Lenin era un vero Statista. Ha fatto la rivoluzione, e da una società aristocratica ha fondato uno Stato socialista, dando diritti ai più deboli. E purtroppo ha ucciso, credendo di fare il bene della maggior parte dei russi… al nostro caro Manlio non sta a cuore la memoria degli ebrei ammazzati SISTEMATICAMENTE perché ebrei, ma di quei 500mila che morirono per colpa di Stalin. Dicci, Manlio, grazie a queste mossette vuoi dirci che se a quel tempo era in voga la strage di ebrei, Hitler era poi solo schiavo delle mode del momento?…. trovo monotono come trattano certi argomenti gli “intellettuali” di destra. Cioè, si capisce sempre quanto sta loro a cuore la ricerca della verità. Se mai dicono qualcosa di vero, di giusto, non è per fare chiarezza, ma per indurre in confusione chi legge» Ma dài! Che bisogno c’è di indurre in confusione uno storico alla “occhio e croce” come te, Lorifrac? Confuso lo sei già di tuo: il tuo adorato Lenin “purtroppo ha ucciso” (ma pòvra stèila!) qualche milione di innocenti (non “qualche migliaio”, mio caro!), però “credendo di fare il bene”. Già. Lui “credeva”. Come l’Inquisizione, no? E’ così semplice!

La confusione in menti deboli come quella di Lori è il triste prodotto della sistematica disinformazione culturale messa in atto dalla sinistra in tutta la sua storia. E questa disinformazione, insieme alla prevaricazione violenta delle maggioranze da parte delle rosse “minoranze illuminate”, rappresenta la sintesi dei “metodi di lotta” comunisti. Fu Lenin stesso ad indicarli, con la sua teoria delle “minoranze che fanno la storia”. E gli fece eco Gramsci: “se vuoi dominare un popolo, devi impadronirti della sua cultura”. Volete un clamoroso esempio di disinformazione e conseguente manipolazione della storia? Tutti credono che la rivoluzione del 1917 sia stata fatta dai comunisti generosamente postisi alla guida del proletariato. Invece è falso. Certo: se fai credere che ai primi del ‘900 l’alternativa in Russia fosse tra lo Zar e i comunisti, non c’è gara: un regime feudale come quello zarista è indifendibile, anche per chi è anticomunista come me. Ma le cose non stavano così: il partito comunista (bolscevico) prese il potere con la forza, CONTRO il parere del proletariato, dei sindacati operai e della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica russa. Con la menzogna e la violenza i bolscevichi si installarono al timone di un paese che si era già liberato per conto suo della monarchia zarista ed era in piena fase di modernizzazione.
Fino al 1917, il partito di Lenin NON AVEVA SEGUITO. Fu il Kaiser (per liberare il fronte orientale della prima guerra mondiale facendone uscire la Russia) a rispedire Lenin in patria perché lo riorganizzasse. Ma DOPO IL GOLPE DEL 1917 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LE FABBRICHE ENTRARONO SUBITO IN SCIOPERO CONTRO IL NUOVO REGIME. LENIN DOVETTE STRONCARE GLI SCIOPERI, SOSTITUIRE IL PERSONALE DEI MINISTERI, RICORRERE AL TERRORE. Altro che “vero statista”! Alle elezioni dell’Assemblea Costituente (le prime libere elezioni, a suffragio universale e a scrutinio segreto), i bolscevichi furono votati solo da un’esigua minoranza. Ma LENIN, che aveva già in mano la macchina statale, sciolse l’Assemblea e FECE SPARARE SULLA FOLLA che protestava. Naturalmente “credeva di fare il bene” del popolo… Anche per occupare il resto della Russia ricorse alla forza bruta. La Guerra Civile, condotta da lui e durata fino al 1921, costò alla Russia 1 milione di morti . Non “poche migliaia” come dice Lori. Ed era solo il primo degli oltre cento milioni di morti che il comunismo avrebbe fatto in seguito in tutto il mondo.

Stalin sterminò gli ebrei (e lo fece altrettanto SISTEMATICAMENTE di Hitler, cioè li fece fuori in quanto ebrei, caro Lori), ma fu il “vero statista” Lenin a cominciare quello sterminio, insieme a quello di tutti i religiosi. Per dominare meglio le masse la teoria marxista e la pratica leninista esigevano innanzitutto che fosse sradicata dal popolo ogni idea religiosa. Per farlo, Lenin provocò ad arte un spaventosa carestia che nel 1921 e 1922 ridusse alla fame Russia ed Ucraina, e ne incolpò la Chiesa, confiscando con quel pretesto tutti i beni appartenenti ad ogni confessione religiosa. Degli edifici ecclesiastici esistenti (più di 5000, pieni di affreschi e arredi di valore inestimabile) ne rimasero in piedi due. E poi ce la prendiamo coi talebani che fecero saltare in aria i due Buddha nella roccia, a Tamiyan… I sacerdoti furono internati nei Gulag (ben più terribili e peggio costruiti dei Lager tedeschi, oltre che ideati vent’anni prima…), cioè i campi di concentramento voluti dal “vero Statista” Lenin, Gulag che fecero dell’Unione Sovietica, insieme a quelli costruiti da Stalin negli anni seguenti (Solgenitsyn ne elenca più di 300 nel suo “Arcipelago Gulag”) il più spaventoso esempio di sterminio organizzato mai visto nella storia. Campi al cui interno morirono decine di milioni di uomini, donne e bambini innocenti. E l’idea – sottolineo – fu del “vero Statista” Lenin, colui che scrisse a Molotov «voglio essere informato ogni giorno del numero dei preti giustiziati».

Concludo con un paio di risposte “non storiche” a monssu Frac. Quando chiede: “Ma dico, se in Italia esistono giornalisti, storici, professori NON di sinistra, perché se ne stanno zitti?” gli rispondo che NON stanno zitti, ma non hanno pulpiti (leggi mass media e istituzioni) da cui farsi sentire efficacemente. E quando sentenzia:
”i casi sono 2:
- o in Italia non esistono più intellettuali di destra, oppure riesce scomodo anche a loro denunciare certi crimini del passato” rispondo che un intellettuale onesto non trova scomoda alcuna denuncia di crimini passati (solo i rossi lo fanno, ma loro non sono intellettualmente onesti). Quanto al numero esiguo degli intellettuali “di destra” (fa già ridere che sia confinato lì chiunque osi dire cose scomode alla sinistra: è solo un modo più educato per dargli del fascista, come sempre) ricordo a Lorifrac il detto latino “primum comedere, deinde philosophari”, che tradotto liberamente significa “mangiare è più importante che argomentare”. Modo colto per dire che la pagnotta culturale, da 60 anni, è a sinistra. Se non sei dei loro, sei quasi zero. Niente cattedre, niente carriere accademiche, niente pubblicazioni, niente premi, niente incarichi, poche scritture, pochi inviti, poca fama, poche conferenze. Cioè pochi soldi. E allora… primum comedere. Solo un “esiguo numero” di intellettuali ama il digiuno (e ha le palle per farlo). Io fra quelli.

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20 risposte a LORI FRAC

  1. Dado ha detto:

    Si vabbè…
    Manlio, se posso permettermi, sai dove sbagli? Nel cercar di far cambiare idea a certa gente. Bon, ognuno nella sua bagna…
    Ma non ti sale la bile, cazzo?
    Caro Lorifrac, come dice mio padre “n’poc d’Russia, n’poc d’Albania” e poi vedi come cambieresti idee…

  2. franz ha detto:

    Persino Primo Levi – che pure era uomo di grande intelligenza e di straordinaria onestà –
    si arrampicava sugli specchi per sostenere che il gulag sovietico e il lager nazista erano
    due cose diverse e che Stalin, tutto sommato, era meno crudele di Hitler.
    Il comunismo, nato con il generoso intento di costruire un mondo migliore, ha invece
    portato ai popoli solo miseria, ingiustizie, orrori. Ma questa, per molte persone, è una
    realtà troppo dura da accettare…

  3. Domenico ha detto:

    Dopo più di quarant’anni di frequentazione dei paesi ex comunisti non posso che essere d’accordo con il padre di Dado.

  4. Lorifrac ha detto:

    ahahah
    non solo il caro manlio mi ritiene pericoloso, ma si è preso la briga di intitolarmi un post!
    vi rendete conto?
    e non solo! si è preso anche la briga di mettere poco distante dal mio nome 2 foto di 2 signorine di facili costumi… veline, suppongo! cos’è, è iniziata la campagna elettorale?

    No, guardi, io non mi reputo uno storico, piuttosto uno studente di biologia.
    Lei piuttosto è un giornalista e ha delle responsabilità morali.
    Affermare che Lenin abbia ucciso un milione di persone è come affermare che Garibaldi ne abbia ammazzate alcune decine di migliaia. E’ normale che nelle guerre ci siano vittime, e questo le rende atroci. Ma da quando in qua chi le ha mosse è chiamato assassino? Chissà, poi, quante ne avrebbe ancora fatte la prima guerra mondiale se fosse stata interamente combattuta sotto il regime zarista!

    Riguardo poi all’antisemitismo di Lenin, mi perdoni, ma proprio non riesco a trovare le fonti da cui ha attinto queste informazioni.
    Del resto Lei, in questo lucido passo, fornisce un’attenta analisi del mio inconscio confuso:
    “La confusione in menti deboli come quella di Lori è il triste prodotto della sistematica disinformazione culturale messa in atto dalla sinistra in tutta la sua storia”

    Mi ilumini: com’è che su internet si trovano discorsi di Lenin contro l’antisemitismo?

  5. Federico ha detto:

    Concordo anch’io per l’opinione del padre di Dado.
    Pero’ quella de Il Foglio trovato in un bar e’ veramente bella.
    Immagino che avessero anche il Journal für Psychologie e il Physical Review…
    p.s. Manlio! Anche tu pero’… Mettere la foto di Lori del Santo accanto a quella di Lenin!

    • manlio collino ha detto:

      Di solito non intervengo nei dibattiti fra i commentatori, ma a te Federico devo una piccola spiegazione, perché tu mi hai conosciuto in “versione goliardica”, anche se la goliardia per me è una forma mentis, più che una “versione”. Ed è proprio da goliardo e da cuciniere di parole (cuciniere completo, che le sceglie, le seziona, le divide, le unisce in neologismi, ne individua gli eventuali doppi, tripli, quadrupli sensi, le insaporisce con accostamenti inusuali, ne sfrutta i profumi semantici e le assonanze…) è proprio da goliardo e da cucinaparole – dicevo – che non ho resistito di fronte a quel nick name, “Lorifrac”, che diviso (come l’ho scritto nel titolo) fa Lori frac. Lori del Santo l’hai individuata. E sai anche che i vecchi piemontesi morigerati, per dire “vattela a prendere nel culo”, cercavano di mitigare la crudezza dell’ultimo termine usando la sineddoche “frac” (si sa in che cosa il frac si differenzia principalmente dagli altri abiti da sera, e anche dove battono le sue code…) e dicevano “vat-la a pié ‘nt ël frac”. Ecco. Non ho resistito, e ho messo sotto il titolo due foto del ” frac di Lori”. Poi, in mezzo ad essi, il volto di Lenin, in modo da comporre un bel tris di frac.

  6. Luca De Ambroggio ha detto:

    Caro Manlio,
    mi permetto di suggerire al Signor Lori di leggere Pansa, che della ricerca della verità, ancorché scomoda per lui appartenente alla schiera di intellettuali di sinistra, ne ha fatto una missione. L’unica differenza fra Pansa e i suoi colleghi di sinistra è l’onestà intellettuale. Ciò che è emerso dalle ricerche (documentate) di Pansa dovrebbe essere obbligatoriamente fatto studiare in tutte le scuole, giusto per chiarezza.
    Circa quanto commenta Domenico sulla battuta del padre di Dado, avendo anch’io frequentato per lavoro i Paesi dell’Est dal 1985 in poi, aggiungerei che ormai è tardi, lor signori avrebbero dovuto visitarli prima degli anni 90; ormai alcuni sono cambiati profondamente (vedi la Repubblica Ceca). Forse potremmo tassarci per mandare il Signor Lori a fare una splendida vacanza in Corea del Nord….
    Luca De Ambroggio

  7. Marcello ha detto:

    Mi intrometto un momento… ti inviterei a citar qualche fonte, dato che i “fatti” storici che elenchi li trovo assolutamente discutibili. Scrivi di onestà intellettuale, ebbene evidenziare le proprie fonti in confronti difficili lo è sicuramente, diversamente la discussione risulta inutile e sterile.
    Alla fine dell’intervento ti definisci intellettuale….ma, credo che come minimo ti manche un po’ di correttezza nell’affrontare certi argomenti.. nel leggere il tuo post ho tratto la medesima impressione che mi suscitano alcuni programmi di approfondimento sportivo…

  8. missis Horse ha detto:

    Evidentemente Francesca C. & Lorifrac sono stati espulsi dai blog di sinistra, perchè con idee confuse e pericolose (attenti a quei due…) e sono approdati, malauguratamente per noi, in questo!
    E perchè li farebbe tanto incazzare? Perchè non avendo argomenti validi, oppure avendone che fanno acqua da tutte le parti, si aggrappano agli specchi, si attaccano agli apostrofi… invece di documentarsi! Ma, consiglio loro, di non farlo sui LORO libri falsati, altrimenti continuano a guazzare nella LORO melma e nella loro crassa ignoranza… capito Prof. e fanciullo?

  9. missis Horse ha detto:

    @ Manlio: bellissimo il “tris di frac”, potrebbe essere un nuovo modo di dire da impiegare in particolari e scottanti circostanze! D’ora in poi, quando, ahimè, mi capiterà di sentir pronunciare “Lenin” lo accosterò mentalmente alla foto ed al “tris di frac” (coniato nel periodo carnascialesco!) 😉

  10. Federico ha detto:

    Caro Manlio, non avevo colto il gioco di parole con il “vat-la a pié ‘nt ël frac” (mea culpa), ma quello con la Lori nazionale ovviamente si’. Cosi’ come lo spieghi l’accostamento e’ sicuramente molto piu’ saporito.
    Sicuramente avrai capito che il “rimprovero” era detto sorridendo… pero’ provo a proseguire il gioco di Missis Horse: d’ora in poi ogni volta che vedro’ una foto di Lori del Santo mi verra’ in mente Lenin, ti rendi conto? Potrei non sopravvivere a una visione di “W la foca”!

  11. Lorifrac ha detto:

    ahAHhaAHahAh
    Manlio, dovrei incazzarmi? e come posso!!
    i Suoi accostamenti del mio nome con culi e pornografia mi fanno davvero spanciare dalle risate, e per questo La ringrazio.
    Mi fanno spanciare, perché Lei si definisce “intellettuale con le palle”!
    E i frequentatori del Suo blog si credono altrettanto intellettuali nel poter dibattere con Lei di questioni così intellettuali come Lori del Santo, il suo culo e le inculate fra le code del frac!
    Signore e signori, visitatori di questo blog, questa è CULtura, questa è politica moderna!

  12. missis Horse ha detto:

    @ Lorifrac: di CULtura ne ho letta molta nei “vostri saggi” RADICAL-CHIC, a questo proposito ti consiglio un libro esilarante di un noto opinionista (a lui dobbiamo il termine “radical-chic) TOM WOLFE “RADICAL CHIC – Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto” edito da Castelvecchi.
    Leggilo ragazzo, capirai così anche le “incula(ad-ar)te” che vi prendete voi senza accorgervene.

  13. Dado ha detto:

    Levateje er fiasco!!!

  14. Francesca C. ha detto:

    @ Missis Horse

    Non sa che chi getta merda si sporca per primo? 🙂
    E buttarla addosso a qualcuno solo la pensa diversamente da lei, andiamo… pensavo di aver a che fare con una persona intelligente.
    Continui pure a farlo, se le va, tanto non riuscirà a colpirmi. 🙂
    Di quel che pensa di me non me ne può fregar di meno, ciò che mi interessa è esclusivamente l’opinione di Manlio, che a differenza di lei mi conosce.
    E proprio perchè lui mi conosce continuerò a tornare qui, anche se a lei non sono gradita.
    Ossequi.

  15. Marcello ha detto:

    quoto lorifrac….. se ti dedica appositamente un post in qualche difficoltà dev’essersi trovato….

  16. Dado ha detto:

    Marcello, credo che tu non conosca le dinamiche di questo blog: non è infatti la prima volta che Manlio dedica un post in risposta a commenti di qualche arancione (rosso sbiadito, cioè…).
    Credo che lo faccia per distinguersi dai compagni vecchia maniera che, di solito, in situazioni simili si comportano adottando una spocchiosa e totale indifferenza nei confronti di chi non abbia i loro medesimi alti ideali…
    E comunque, tutte queste difficoltà da parte di Manlio io non le vedo. Anzi, mi fa riflettere il fatto che qualcuno dotato di materia grigia possa pensare che possano esserci delle difficolta a ribattere a ciò che Lorifrac ha scritto. E cioè n’cazzo.

  17. missis Horse ha detto:

    @ Francesca C. (intanto ha fatto una dimenticanza nella seconda riga, prof.),
    anch’io pensavo fosse una persona intelligente ed educata ed invece, con quella parolaccia che inizia per “EMME”, mi è andata sotto le suole (del resto una “EMME” va’ sempre a finire lì…)
    Con questo chiudo e sappia che Manlio mi conosce molto bene ed ha una grande stima di me come io ne ho di lui! 🙂
    Condoglianze…. 🙂

  18. missis Horse ha detto:

    @ Francesca C.: anche lei vada a farsi una bella vacanza, insieme con Lorifrac, nella Corea del Nord… non sentiremo la sua mancanza

  19. Marco ha detto:

    Se Lorifrac non ricosce Lory del Santo è inutile parlargli! E manco ha riconosciuto Lenin, Manlio sgara nen dal temp tacà as trei pè.
    Cerea

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