La giornata della memoria strabica

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Indire la “giornata mondiale della memoria” senza precisare che è dedicata solo all’Olocausto è come indire una “giornata della prevenzione” senza specificare di cosa. E’ come impadronirsi della memoria collettiva per dedicarla tutta e solo ad un’immane tragedia che tutti riconosciamo, ma che ci viene ricordata di continuo da 65 anni con libri, foto, film, mostre, documentari, articoli di giornali, gite scolastiche e quant’altro. C’è qualcosa di equivoco e strumentale, in ciò. Si abbia almeno la chiarezza di chiamarla “giornata della memoria dell’olocausto”, e bon. Con ciò già riconoscendo che la parola “olocausto” è stata sequestrata e riservata ufficialmente agli ebrei morti nei lager.

Altri olocausti, altri genocidi passati e recenti hanno funestato la storia, senza meritare quell’appellativo, già “occupato”. 60 milioni di russi (ma anche europei e italiani) uccisi con fame e gelo o pallottole da Lenin e Stalin in Siberia, nei gulag e nei “nuovi insediamenti”, dal 1920 al 1953. Tre milioni di cambogiani uccisi dai Kmer rossi di Pol Pot dal 1975 al 1979. Un milione e 100mila Tutsi massacrati a colpi di machete e bastoni chiodati dagli Hutu in Rwanda nel 1994. Un milione e 200mila armeni sterminati dai Turchi negli anni 1915 e 1916. 70 milioni di cittadini cinesi inermi sterminati a freddo, in tempo di pace, dal regime comunista di Mao Tse-tung. Questo senza andare indietro a citare i valdesi, gli ugonotti, i nativi americani, le vittime dell’Inquisizione, eccetera.

Si ha l’impressione che citare altri “olocausti” sia quasi proibito, perché chi lo fa tenderebbe al teorema “tanti colpevoli = nessun colpevole”. Lo prova l’accanimento (Nolte bandito dalla comunità degli storici, Irving messo addirittura in galera) riservato ai cosiddetti “negazionisti” dell’olocausto, studiosi che in realtà non negano un bel niente, ma vorrebbero solo rivedere, documenti alla mano, cifre e circostanze. La sinistra ama parlare di “memoria condivisa” ma è un’espressione che non significa nulla. Anzi, significa: “o condividete la nostra memoria, o vi stanghiamo”. Non esistono valori universalmente condivisi. Neppure quello supremo della vita lo è, altrimenti gli uomini non si ucciderebbero a vicenda nel nome di “alti” valori come Dio, patria, onore, eccetera.

Non è dunque patetica questa sinistra costretta a barare sempre sulle cifre, da quelle dei cortei a quelle delle vittime dei nazifascisti, a ricordare i lager e non i gulag, e piangere le bombe di Guernica e non quelle di Dresda, a ricordare i fratelli Cervi e non le migliaia di civili assassinati dai partigiani nel triangolo rosso? Non è offensivo per gli stessi ebrei che la sinistra strumentalizzi l’olocausto per tentare di riappiccicare col bostik dell’antifascismo i cocci delle sue certezze infrantesi nel tempo, proprio mentre contesta il risarcimento dell’olocausto riconosciuto agli ebrei dalla comunità internazionale, col via libera alla nascita di Israele? Ma lì entra in gioco l’odio per gli Usa, protettori d’Israele e colpevoli d’aver infranto il grande sogno marxista-leninista della comunistizzazione mondiale. Ecco perché la diaspora palestinese continua ad indignare i rossi anche dopo 60 anni, mentre le diaspore Armena, Istriano-Dalmata, Vietnamita, ecc… li lasciano indifferenti. Lucidatevela per conto vostro, allora, questa sinistra memoria di sinistra.

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11 risposte a La giornata della memoria strabica

  1. Dado ha detto:

    Bon, si scateni l’inferno…

  2. michele ha detto:

    …e quale inferno, di grazia? Al di là del raro talento scrittorio dell’autore, non c’è poi molto da dire sul post odierno. Forse, l’unico aspetto sul quale varrebbe la pena soffermarsi verte sulla constatazione che è necessario navigare in rete su blog ancora troppo poco conosciuti, per leggere considerazioni come quelle svolte nel pezzo in commento, le quali, peraltro, destano sdegno solo in virtù della miopia storiografica di cui è intriso da tempo il nostro Paese. D’altronde, l’esistenza di un monopolio culturale – a cui più volte si è fatto riferimento in questo spazio virtuale – è plasticamente raffigurata proprio dall’aspettativa di reazioni stizzite rispetto ad osservazioni piuttosto evidenti, sebbene quasi inconfessabili, tipo che dei gulag, da noi, se ne parla poco o nulla.

  3. zoe ha detto:

    L’inferno c’è già stato, come giustamente ricorda MC, e si è materializzato tutte le volte che c’è stato qualcuno convinto di essere nel giusto tout court, al punto da voler eliminare fisicamente ogni possibile testimonianza contraria.
    Più che strabica questa memoria la definirei proprio orba, perché tra cose che non si vogliono ricordare e ricordi falsati in favore di quello che “fa cassetta” bisogna aver voglia di documentarsi per conto proprio – o via blog – per allargare un po’ la visuale.
    Da poco seguo questo blog, ma ho ripercorso praticamente tutto l’archivio, e mi colpisce l’ “auto portanza” dei post. Attenzione, non autoreferenzialità, ma una completezza di ragionamento che non rende quasi necessari strascichi.
    Pochi osano, con commenti dotti come quelli di Michele.
    MC ci tiene prigionieri nella gabbia della sua fluente scrittura e ci nutre con spiragli del suo intimo, ricordi di una città più vera, o fiammate di intelligente polemica.
    Bon, sono entrata nel novero dei suoi seguaci, idealmente mi siedo e aspetto il prossimo post.
    Zoe

  4. missis Horse ha detto:

    @ Zoe: pur seguendo da poco questo blog, ne ha colto l’essenza.
    La scrittura di Collino, però, non la definirei come “una gabbia in cui ci tiene prigionieri”, ma uno stupendo belvedere dal quale possiamo ammirare e godere di tante cose che ci stimolano, per la “forza descrittiva”, a commentare, a controbattere o a ritrovarci sulla sua stessa linea.
    Con ciò desidererei non essere fraintesa anche perchè appartengo ai “tarantolati colliniani” che lo seguono sempre (senza pausa), lo amano, lo ammirano, da sempre, essendo un eccellente giornalista, un ottimo pensatore, uno squisito scrittore che vanta, anche, una non indifferente vena poetica.
    Benvenuta Zoe!

  5. Domenico ha detto:

    commento risparmiato….lo ha già fatto missis Horse al mio posto…Grazie!

  6. Dado ha detto:

    Michele, sono in completa sintonia con quel che hai scritto.
    L’inferno si sarebbe scatenato se a rispondere fossero stati cert’altri.
    Così non è stato, tant mej.

  7. Lorifrac ha detto:

    ho letto i primi 2 paragrafi per capire dpve vuoi parare.
    ora che l’ho letto tutto posso dire “mi fa incazzare”…
    Dire che Stalin e Lenin hanno fatto 60 milioni di vittime è come dire che io e Berlusconi insieme abbiamo 10 miliardi di dollari…
    Stalin ha fatto (direttamente e indirettamente) 60 milione di vittime, Lenin qualche migliaio… non so quante ne abbia fatte Napoleone, ma a occhio e croce direi di più!
    Perché hai fatto anche il nome di Lenin? Perché Lenin è davvero un grande personaggio, e colpire lui è colpire la sinistra…
    Poi, per carità, le sue citazioni sono doverose, ma condite da un unico scopo:
    mettere in ridicolo la sinistra.
    sostenendo che il fatto che nessuno voglia ricordare le vittime dei russi (gulag), dei cinesi, dei turchi (gli Armeni) , degli americani (Dresda), del post-colonialismo in Africa (i Tutsi) sia da imputare solo a storici, giornali, professori tutti rigorosamente di SINISTRA.
    Ma dico, se in Italia esistono giornalisti, storici, professori NON di sinistra, perché se ne stanno zitti?
    i casi sono 2:
    – o in Italia non esistono più intellettuali di destra (e vedendo chi hanno eletto, forse non è poi così sbagliato), oppure riesce scomodo anche a loro denunciare certi crimini del passato.

  8. missis Horse ha detto:

    @ Lorifrac: scusi se non sono “di mente pronta”, ma potrebbe sviluppare, in poche battute (come, del resto, ha fatto fino a quel punto) il 2° “OPPURE…..”?
    Grazie

  9. Lorifrac ha detto:

    @ Mrs Horse:
    mi dia pure del voi, grazie, del resto ho ben 26 anni e non sia mai che mi si dà del tu.
    Le è sfuggito il secondo punto:
    “oppure riesce scomodo anche a loro denunciare certi crimini del passato.”

  10. missis Horse ha detto:

    @ Lorifrac:
    scusate, forse non ho inteso bene, ma nel mio portatile è probabile che sia entrata ECO!

  11. Marcello ha detto:

    Ma, mi sembra un post senza molto senso, direi parecchio anacronistico, forse qualche decina d’anni fa un senso poteva assumerlo…come al solito commentare senza argomentazioni risulta poco incisivo…
    Sarei curioso di conoscere dov’è hai riscontrato questa paura di parlar di altri olocausti come scrivi, questo senso del proibito che affermi di osservare nella cultura di sinistra.
    Ripeto, è intellettualmente disonesto non argomentare mai, perchè allora si può affermare qualunque cosa, senza costruire nulla di interessante

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