A furia di sniffar collante

berlusca-ferito

A nulla servirà quanto s’è letto e udito sulla necessità di smorzare i toni dopo l’attentato a Berlusconi. Lo si vede sulla piazza mediatica di Facebook, cartina al tornasole dell’umor popolare molto più fedele delle Tv, dei giornali e delle radio. Da ieri su FB sono solo un po’ più prudenti gli odiatori e più indignati i difensori, ma chi lo odiava continua a odiarlo (e a dirlo forte), e chi lo difendeva continua a difenderlo (e a dirlo piano). Come prima. Ho scritto apposta “difenderlo” e non “amarlo” (che sarebbe stato il contrappeso più logico all’iniziale “odiarlo”) perché molti, come me, sono trascinati da un elementare senso di giustizia a difendere un personaggio che non amano particolarmente, solo perché lo vedono perseguitato da 20 anni con livido accanimento (trasformatosi man mano in odio implacabile) da avversari che oggi hanno addirittura l’impudenza di negare la persecuzione, come Travaglio, Di Pietro ed Ezio Mauro. Persecuzione spessa e sottile che invece esiste, ed è sleale, cinica, pianificata. Bastano le cifre (109 processi, 2500 udienze, 530 perquisizioni, una roba mai vista…) a documentare quella spessa, quella dei processi, che ha l’obiettivo di eliminare fisicamente e finanziariamente l’uomo. Più complesso è documentare quella sottile (ma altrettanto micidiale) che ha l’obiettivo di distruggerne l’immagine sui media con la scusa della libertà di critica e di satira.

L’una si nutre dell’altra (nel senso che la persecuzione sottile, mediatica, fa riferimento alle leggi ad personam con cui il “nemico del popolo” è costretto a difendersi dalla persecuzione spessa, giudiziaria), ma quella che ha spinto Tartaglia al folle gesto e ancora spinge i suoi emuli a lodarlo sui muri di bytes (i social networks e i forum dove si legge: “Tartaglia, è Natale: si può fare di più”) e sui muri di mattoni (la facciata del Poli di Torino dove si legge: “medaglia a Tartaglia” scritto a spray e firmato con falce, martello e stella), quella che spinge di più la gente a gesti clamorosi – dicevo – è la persecuzione sottile dei giornali, delle Tv,  dei comici, dei salotti, dei gossip, delle vignette, degli sbeffeggiamenti sui social networks.  E non importa se Noemi era una balla come le sparate di Spatuzza: “calunnia, calunnia, qualcosa resterà”. L’odio per il “nano” sarà pure rimasto l’unico collante della sinistra, ma se ne rendono conto, i compagni, che a furia di sniffare collante si finisce drogati? E che nel delirio da odiodipendenza la gente non capisce più nulla, insulta, colpisce? Questo sogno rivoluzionario in edizione Bignami non è neanche nuovo:  è un vecchio, turpe copione rosso già andato in scena col Commissario  Calabresi…

Il buffo è che proprio i compagni, proprio loro che ne hanno inventato la formula, oggi rischiano di restare senza collante. Sono infatti costretti per motivi elettorali a condividere il Pd con Di Pietro, un furbo arruffapopolo che glie lo sta rubando (finché funziona…) a piene mani. E se a sinistra i più avveduti si chiedono come andranno avanti quando sarà finito il collante dell’odio per Bertlusconi, a destra si stan facendo la stessa domanda per il collante dell’amore per il Capo. Nel Pdl i generali (Fini, Tremonti, Casini…) già sgomitano come fantini al canapo perché sanno che presto riuscirà l’anagrafe dove non riescono le toghe rosse. Berlusconi ha 73 anni… Se si stufa e se ne va, il Pdl rischia di far la fine dell’impero di Alessandro Magno. Insomma, tutto bene finché Silvio c’è (e rimane). A furia di subir processi, Berlusconi è diventato come gli avvocati, dei quali è più facile parlar male che farne a meno.

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28 risposte a A furia di sniffar collante

  1. michele ha detto:

    Dell’apprezzabile e condivisibilissimo pezzo di Manlio, c’è un passo sul quale vale, in particolare, la pena soffermarsi. Questo: “…la persecuzione sottile, mediatica, fa riferimento alle leggi ad personam con cui il “nemico del popolo” è costretto a difendersi dalla persecuzione spessa, giudiziaria”. Tutto vero (come il resto). A mio avviso, manca, tuttavia, una chiosa conclusiva di questa affermazione: le celeberrime leggi ad personam, finalizzate alla difesa da quella persecuzione, non sono quasi mai riuscite nell’intento. Non è difficile constatarlo, analizzando le citate leggi una per una e verificando, al riguardo, che esse non hanno, in nessun caso, trovato applicazione (unica eccezione: la parziale depenalizzazione delle false comunicazioni sociali). Tale verifica la lascio, comunque, alla diligente attività di chi ha voglia di documentarsi, onde evitare di scrivere, come Manlio giustamente depreca, un commento più lungo del post qui sopra.
    Saluti.
    Michele

  2. Gian dei Brughi ha detto:

    Come disse il rivoluzionario comunista Indro Montanelli, tanti anni fa odiando il Cavaliere, “a furia di dire bugie forse ci crede anche lui”, beh, vale anche per voi, a furia di raccontarvi la barzelletta della povera vittima di una corale persecuzione rossa ormai vi siete irrimediabilmente convinti che sia proprio un povero Cristo da accudire amorevolmente! E pensare che lui ama tutti così disinteressatamente! Ma l’amore vince sempre sull’odio, osanna nell’alto dei cieli. Al rogo gli infedeli!

  3. federico ha detto:

    Il problema lo identifichi correttamente (e sei uno dei pochi): quando Silvio se ne andra’ – gli auguro presto, ma su un’isola tropicale in mezzo a 10 ragazze tutte per lui (gli basteranno?) – cosa succedera’ all’Italia?
    L’attuale pseudo-bipolarismo, che comunque garantisce un minimo di governabilita’ si sciogliera’ come neve al sole, e ci ritroveremo con un bel pentapartito (esa? epta?) stile prima repubblica, ma senza avere piu’ i solidi politici della prima repubblica. L’ultimo governo Prodi ne e’ stato un antipasto… ed erano tutti dalla stessa parte. Ve l’immaginate una bella ammucchiata da Fini a Di Pietro passando per Montezemolo, con l’appoggio entusiasta delle banche e dei palazzinari? Poveri noi!

  4. Dado ha detto:

    Quando Berlusconi non ci sarà più, alla fine sarà guerra.

  5. federico ha detto:

    Caro Gian dei Brughi: riesci a spiegarmi una cosa (oppure provaci tu, Manlio). Perche’ quando la gente come te parla dei nemici usa sempre e solo l’arma dell’ironia, e MAI quella dell’argomentazione DOCUMENTATA e VERIFICABILE? Ripeto e sottolineo: VERIFICABILEEEEEEEEEEEEEEE ! Anche dai coglioni come me che non capiscono un cazzo per dogma rivelato!

  6. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro Federico, grazie dell’osservazione. Senza ironia. Mi sono rifugiato nel sarcasmo perchè da mesi non riesco a trovare nessun paladino di Berlusconi che mi risponda nel merito delle domande che pongo sul premier (Manlio compreso). Se vuoi iniziare una conversazione, ne sono felice, giusto per confrontare le nostre tesi, non per insultarci. Come premessa, ti dico che io non odio Berlusconi ma lo considero unfit, inadatto a governare l’Italia per una serie di motivi che se vuoi possiamo approfondire. Ma ti domando, non pensi che qualunque destra democratica d’Europa, alla luce degli eventi degli ultimi anni, avrebbe semplicemente trovato un rappresentante più integro? (E molto probabilmete avrebbe rivinto le elezioni perché i numeri in Italia parlano chiaro da 50 anni). Perché questa disperata difesa del re, perché dev’essere considerato insostituibile il lider? Non siamo a Cuba, è stato eletto e ha diritto di governare, d’accordo, ma proprio voi elettori di destra non vi rendete conto che sono emerse tante ragioni che impediscono a Berlusconi di legiferare serenamente, non c’è un tema che non lo coinvolga direttamente in un conflitto di interessi inestricabile. Sostenere di essere antiberlusconiano per queste ragioni non significa odiarlo né significa essere di sinistra o mossi da desideri di linciaggio. Significa solo, dal mio punto di vista, essere convinti che l’Italia potrebbe individuare delle personalità più utili, serene ed efficaci. E’ un’opinione politica, non è un crimine di lesa maestà come, anche il post di Manlio, viscerale e rabbioso, vorrebbe far credere ostinandosi a marchiare, chiunque faccia delle critiche, con l’infamia dell’odio e dell’invidia. Per quello cito Montanelli, uomo libero che aveva idee diverse, almeno lui non lo potete far passare per comunista. E rientra anche Biagi tra i rossi che hanno odiato il premier? Sono in tanti, anche di provenienza destra, a ritenerlo perlomeno “discutibile”…
    Infine una domanda precisa, su uno dei tanti temi che mi sconcertano, anch’esso finito in un polverone di insulti che ha coperto il merito della questione. Rispetto alla D’addario, non pensi che il problema emerso riguardi le modalità con cui vengono individuati molti candidati, i futuri deputati, alcuni ministri? Qual è il criterio usato? Non ti sembra che l’argomento sia decisivo in una democrazia e dovrebbe essere interesse di tutti parlarne senza sentirsi accusare di essere dei moralisti?

  7. federico ha detto:

    Caro Gian Dei Brughi,
    provo a risponderti. Penso che stiamo guardando cose diverse. Chi ragiona come te valuta la persona e se questa persona e’ ritenuta inadatta a fare una cosa, ebbene, non deve farla. Quindi Berlusconi e’ inadatto a priori. E’ un metro di valutazione piu’ che lecito ma, secondo me, poco realista.
    Io preferisco guardare i risultati a posteriori. Esempi? Quanti ne vuoi. Provo ad elencare:
    1) lotta alla mafia: si stanno continuamente arrestando boss mafiosi, a cominciare da Bernardo Provenzano e a seguire. Provenzano: chissa’ perche’ fu arrestato proprio a elezioni concluse…
    2) evasione fiscale: la lotta agli evasori, che ha preso il volo con il Governo Prodi, e’ senza dubbio proseguita, e si e’ incrementata. Al punto che il patrimonio recuperato ha superato rapidamente quello recuperato sotto Prodi.
    3) riforma della scuola. Il Ministro Gelmini e’ riuscito a fare una riforma che sembra seguire in buona parte quanto sostiene Roger Abravanel nel suo libro “Meritocrazia”. Ad esempio: pubblicare una classifica, basata su dati oggettivi, delle scuole, in modo che tutti sappiano quali sono le scuole peggiori, e limitare le Universita’ con 20 iscritti e 10 docenti! E, per di piu’, sono diminuiti gli stanziamenti alle scuole private (ma e’ un governo di destra, questo?).
    4) gestione dell’economia: e’ proprio di questi giorni l’ennesimo plauso che la BCE ha fatto all’Italia per la gestione dell’economia, e per il fatto che riusciamo a galleggiare. Sto ancora male a ricordare il precedente Governo Prodi, dove – con la bufera all’orizzonte – molti continuavano a litigar sulla spartizione dei tesoretti.
    5) Per finire un esempio minore: uno dei Ministri piu’ vituperati, Bondi, ha decapitato (con grandi strilli dell’intellighenzia di sinistra) l’intero board della Biennale di Venezia, mettendo gente giovane. Risultato: presenze di pubblico aumentate del 50%!

    Tutto questo e’ opera del Governo tenuto diosacome in piedi da Berlusconi. Visto che io preferisco guardare i risultati mi e’ sufficiente.

    Per quanto riguarda le modalita’ con cui vengono individuati molti candidati, penso che ognuno debba piangere guardando in casa propria. Ti dice niente il nome di Katia Belillo? Quella che ha giurato come Ministro facendo le corna (esiste il video!). Ti dice niente il possibile ministero che avrebbero assegnato a Marianna Madia (cercati il curriculum: e’ simile a quello della Carfagna…)?
    La D’Addario non ha fatto emergere nessun problema, che non esistesse almeno da 2500 anni. Mi viene da chiederti, con simpatia, credimi: in che mondo vivi?

    Ma quello che mi intristisce veramente e’ scoprire che:
    1) la legge Finanziaria e’ stata in molti aspetti messa a punto anche con il contributo delle opposizioni, che in piu’ di un caso hanno elogiato Tremonti, sostenendo che – per la prima volta – l’opposizione era stata ricevuta dal Ministro e non dai portaborse.
    2) idem per la riforma della scuola, con la Gelmini che ha sempre dato atto alle opposizioni della collaborazione.
    3) idem per molte misure prese a sostegno del reddito e delle imprese.
    E allora: perche’ queste notizie non vengono pubblicate sui giornali? (io li ho lette su Italia Oggi, che e’ un quotidiano tecnico, non generalista). Solo per vendere piu’ copie di Repubblica? O del Giornale? O fare piu’ spettatori per Santoro cnn le lotte gladiatorie?
    Federico
    Manlio: scusami se sono andato troppo oltre in lunghezza, ma era difficile sintetizzare di piu’.

  8. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro Federico, piccola premessa, se critico Berlusconi non significa che condivida l’operato di Prodi. Seconda premessa, Prodi ha governato con la maggioranza di 1 senatore mentre B. dispone oggi della più larga maggioranza avuta da un governo della repubblica. Ti pare ragionevole paragonare i risultati con queste premesse?
    Ma entriamo nel merito. Anche se sarebbe meglio affrontare un tema alla volta, penso che tu abbia messo troppa carne al fuoco! Sei comunque libero di essere soddisfatto dei risultati che mi hai elencati, che a me purtroppo sembrano deboli e fumosi. Davvero vediamo 2 Italie diverse: io la vedo in grave decadenza, chiusa culturalmente, povera spiritualmente, piccola ed egoista. Grazie alla cultura miope e difensiva di questo centro destra
    1) Rispetto alla mafia io rifletto sull’opportunità, ad esempio, di realizzare il mostruoso investimento del ponte sullo stretto (anche scorporando i contributi europei) con tutto quello che comporta, quando per darti una ragione di buon senso, la Salerno-Reggio è imbarazzante. Lo scudo fiscale è una diabolico meccanismo di riciclaggio, l’attuale ipotesi di rendere attuabile l’acquisto dei beni sequestrati ai mafiosi, con dei prestanome, mi sembra un altro favore per Cosa Nostra; la limitazione delle intercettazioni telefoniche a detta di tutti i magistrati, penalizza le indagini. Certo qualcuno viene arrestato, ma in un ricambio fisiologico di criminali, gli arresti mi sembrano uno specchietto per le allodole, perché le leggi del governo non intaccano, e per certi versi favoriscono, l’organizzazione.
    2) Fiscalmente, oltre alla questione dello scudo, che non accetto concettualmente, c’è la prassi dei condoni che demolisce gli zero virgola degli incrementi, pur veri, nella lotta all’evasione; ed io attendo ancora il quoziente familiare, di cui non parlano più, vecchio cavallo di battaglia elettorale
    3) la riforma della scuola è fatta da Tremonti, aritmeticamente, con tagli orizzontali a testimonianza di una totale mancanza di una prospettiva politica. La ricerca, base per il futuro del paese, è gravemente penalizzata come stanno a testimoniare i dati sugli investimenti; in attivo c’è la miseria di una detrazione fiscale per le imprese private che investono in ricerca. Di pubblico, il nulla.
    4) L’attività complessiva del ministero di Bondi è inesistente, l’arte contemporanea è considerata un capriccio ed è terreno sconosciuto al ministro. Parlo per conoscenza diretta.
    5) Secondo il mio modo di essere, se anche Prodi avesse scelto dei ministri discutibili, (e in questo giudizio concordo) non penso che allora diventi ragionevole mandar giù altri personaggi incompetenti come la Carfagna, la Gelmini, la Brambilla e Bondi stesso. La D’Addario mi interessa solo perchè alle elezioni amministrative, compariva in una lista, Bari non so che, che si presentava insieme al PDL.
    6) tanti altri punti mi trovano in completo disaccordo con il governo: ne pongo uno solo che mi interessa particolarmente, la politica energetica: vorrei proprio sapere chi sono le persone, competenti in materia, che consigliano B. sulla bontà strategica del nucleare. Di recente Rubbia ha rilasciato un’intervista per spiegare quanto sia assurdo proseguire con l’antieconomico nucleare. Non sarebbe il caso, prima di lanciarsi in una scelta così costosa, impegnativa e che ha ripercussioni sociali forti, non sarebbe il caso di convocare degli esperti del settore per parlare di energia serenamente, senza pregiudizi e tabù? Non si può decidere in materie così delicate e complesse senza saperne niente. “Fasso tutto mi” va bene per l’azienda e la fabrichètta, non per la gestione delle scorie radioattive. Ricordo una puntata di una trasmissione in cui i politici, (tra cui Casini quando era nella coalizione di destra), dimostrarono un’incompetenza totale in materia sotto gli occhi imbarazzati di Rubbia.
    7) Politica estera? Ormai possiamo confrontarci solo con Putin e Gheddafi, per non parlare delle tante uscite vergognose, vedi Aleksandr Lukasenko
    8) Le libertà individuali? Eutanasia, aborto, pillola abortiva…E’ un governo di opportunisti, tutto fuorché liberali.
    Ma mi rendo conto che invece di limitare il campo, commetto il tuo stesso errore di ingordigia e dilato lo sguardo in uno spazio eccessivo per un blog. Per il momento a te la palla, anche se capisco che è difficile replicare punto per punto e rischiamo di perderci nel mare delle nostre convinzioni.

  9. marco ha detto:

    Sperando che i fulmini di Zeus per una volta cadano da altre parti,vorrei spostare
    l’attenzione dai risultati ottenuti al codice deontologico, che ogni rispettabile politico
    d’alto rango, dovrebbe sempre sfoggiare con orgoglio e spirito di divulgazione;pur ribadendo
    che se un governo ottiene dei buoni risultati è giusto riconoscerlo e rallegrarsi di questo.
    Il P. del consiglio ha consumato il peccato originale all’indomani della sua discesa in
    campo usando sin da subito un linguaggio fuori dagli schemi tracciando sin da subito un solco
    che via via s’è fatto sempre più profondo,tra il bene (loro) e il male (gli altri).
    Tra tutti lo trovo come l’errore più grande e imperdonabile…Passi pure l’ipotesi che
    l’accanimento giudiziario l’abbia più volte fatto uscire dai gangheri,ma gli italiani
    non allineati a lui che c’entrano?E se la stampa e le tv lo attaccano è giusto prendersela
    con quei “coglioni” che non lo votano?Un’altra cosa che mi ha profondamente preoccupato e
    disturbato, sta nel non aver riconosciuto la vittoria dell’avversario pur se
    con uno scarto minimo ,gridando ai brogli…comportamento che ho trovato di un’irresponsabilità,
    pari almeno quanto al folle che domenica l’ha colpito.Atto grave quello si che poteva
    produrre mo(R)ti di piazza…E poi mai fu detto sono il presidente di tutti… mai.
    Noi siamo l’amore che vince sull’odio. NOI E VOI.

  10. E.Raser ha detto:

    sei sempre lucido, Zeus, malgrado il vino rosso.
    io Berlusconi non l’ho mai votato, ma sarei pronto a correre se chiamasse ai randelli.
    il gioco , non dei comunisti, perchè quelli veri, erano gente anche seria, almeno quelli che ho conosciuto io nei Paesi dell’Est ai bei tempi, il gioco dei comunisti che tradirono e tradiscono giornalmente il popolo e la classe operaia, per mantenere i loro sporchi culi sulle loro sporche poltrone, è sempre quello, da 60 anni.
    salgono sul pagliaio, e da lì demonizzano gli avversari, usando dei privilegi della bilancia a due pesi e due misure, che gli garantisce la casta dei traditori del diritto formata dai giudici.
    nel fatto colgo e vorrei far rilevare una strana coincidenza.
    il giorno 11 , venerdì, il Giornale pubblica un articolo, il primo, il solo comparso su tutta la carta stampata, che affronta, brevemente, la questione del signoraggio sulla stampa di moneta.
    il giorno 13, domenica,B. viene assalito da un “pazzo”, dicunt, serunt tradunt.

    io sto parlando del fatto sul sito cosiddetto satirico
    http://www.spinoza.it
    un branco di tossici che fanno a gara per espandere il pregiudizio col vilipendio giornaliero.
    mi trovi, col nome di E.Raser
    spostato nel 3d c’è tutto un mondo attorno
    sto cercando ardimentosi per una impresa nobile: ANDARE A RANDELLARE PULCINELLA
    l’aspetto piu’ bello della satira

  11. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro e. Raser, forse ai confuso la chiamata alle armi di Berlusconi,il Suo è diventato il partito dell’Amore, non quello dell’Onore. I punti del programma sono, noi l’amore e loro l’odio, non viceversa. So che è strano ma è così: ti tocca amarci.

  12. Gian dei Brughi ha detto:

    e se anche manca l’h, in “hai confuso”, non credo di meritare randellate

  13. federico ha detto:

    Caro Gian,
    ti rispondo, per brevita’, solo su un punto (oggi non ho tempo).
    2) Lo scudo l’hanno fatto in quasi tutta Europa (Svizzera compresa). Mi puoi pero’ documentare il fatto che gli incrementi di recupero dell’evasione sono dell’ordine dello zero virgola. Posta un link, o qualcosa del genere.
    Ciao
    F.

  14. E.Raser ha detto:

    Gian dei Brughi,…….del Partito dell’Amore non me ne frega una bene amata fava.
    è una tecnica di vendita, non una struttura politica.
    il buon venditore non odia nè denigra il concorre
    nte, ma agisce sempre a favore ( del suo prodotto )

    io non sono mosso nè dall’amore nè dall’odio, ma dalla lucida determinazione.
    poichè conosco il loro sporco gioco a salir sul pagliaio e da lì pisciare in testa a tutti, e non riconosco loro nè l’impunità nè l’inviolabilità, ho deciso di reagire con al max il 10% delle loro insolenze.
    Cio’ li destruttura.
    poichè è noto anche ai bambini che il Pulcinella randellato scende dal pagliaio.

  15. marco ha detto:

    Sul fatto che i condoni abbiano fatto ricco il Fisco, tuttavia, si potrebbe di­scutere. Secondo la Cgia di Mestre tutti i condoni, compresi quelli edilizi e pre­videnziali, varati dal 1973 a oggi avreb­bero garantito un incasso, attualizzato in valuta 2005, di 104,5 miliardi di eu­ro. Se fosse così, in trent’anni l’Erario avrebbe recuperato con le sanatorie l’evasione fiscale di un solo anno, che è appunto stimata in circa 100 miliardi di euro. Ma se fosse così.

    Una fonte al di sopra di ogni sospetto, e cioè la rivi­sta on-line dell’Agenzia delle Entrate Fi­scooggi. it ha calcolato invece che dal 1973 al 2003 lo Stato ha incassato con i principali condoni tributari, previden­ziali, assicurativi, valutari ed edilizi 26 miliardi di euro. Fatevi i conti sul nu­mero degli abitanti: 15 euro a testa l’an­no. L’equivalente di una pizza e una bir­ra, per fare strame di quel minimo di correttezza civica che esisteva in Italia. Soltanto in due casi, vale a dire con i condoni fiscali del 1982 e del 1992, si è superata la previsione di gettito. In al­tri casi, si è andati ri­dicolmente sotto le stime.

    Come se non bastasse, c’è stato pure chi ha aderito al condono ma poi non ha nemmeno pagato o pagato tut­to. La Corte dei con­ti nel novembre 2008 ha rivelato che a quella data resta­vano da incassare ancora 5,2 miliardi di euro dei 26 mi­liardi attesi per il condono 2003-2004, in base alle dichiarazioni pervenute alle Fi­nanze. Cinque mi­liardi su 26: il venti per cento.
    Tratto dal Corriere.it

    @E.Raser, i suoi randelli ricordano un pò i 100000 fucili nascosti nelle soffitte delle case
    dei Padani e le pallottole a 50cents, forse gli stessi che sarebbero serviti a stanare i
    fascisti casa per casa non più di qualche anno prima…ne conosco personalmente uno che mi
    ha confessato d’esser stufo d’aspettare ancora…,ma se il randello le servirà oltre che ad
    appagare la sua sete di giustizia, a renderci un paese migliore gliene sarò grato…

  16. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro Federico, forse sarebbe meglio non confrontarci sulle cifre, ma visto che la tua domanda è precisa e la mia frase sul recupero dell’evasione lascia adito a diverse interpretazioni, ti rispondo come chiedi:
    l’evasione in Italia è di 300 miliardi l’anno, il recupero stimato per il 2009 è di 2,7 miliardi. Tradotto in percentuale corrisponde allo 0,9 %
    Se avevi inteso la percentuale d’incremento rispetto al recupero del 2008, so bene che quella è una cifra a due zeri, che apprezzo, ma rispetto alla questione dell’evasione in Italia, l’ammontare del recupero è un topolino che in nessun modo può essere esibito come risultato trionfale. Almeno per le mie aspettative. Dal mio punto di vista è il solito specchietto per le allodole.
    Rispetto allo scudo, molto concisamente, ti ricordo che la Svizzera e gli altri paesi non hanno il problema della mafia, della camorra e dell’ndrangheta, semmai le organizzazioni criminali sono loro clienti. Un dettaglio che andrebbe considerato prima di legiferare.
    Ti linko un dato sull’evasione: http://www.corriere.it/economia/08_settembre_20/evasione_fiscale_ac39d4b0-8701-11dd-bd39-00144f02aabc.shtml

  17. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro . Raser, faccio fatica a seguire la tua logica del randello. Perdonami, ma visto che sembreresti prenderla molto sul serio, preferisco confrontarmi con chi ama la dialettica. Per mancanza di interesse verso gli arditi e per prudenza. Ciao

  18. E.Raser ha detto:

    non è che io ami i randelli.
    che poi, oltre che in buon legno del Tanganika, possono essere fatti anche di corpi cavernosi in erezione.
    nè credo che a randellate si costruisca un paese migliore.
    ma allo stesso tempo credo che un Popolo che abbia smesso di indignarsi, e di reagire alla ipocrisia , cioè un Popolo senza piu’ sangue nelle vene, sia destinato all’estinzione.
    E questo è quello che vogliono i lorsignori.

  19. Gian dei Brughi ha detto:

    Per fortuna nello spazio che esiste tra l’indignazione e i randelli, c’è ancora la politica.
    E per chi se ne dimentica, la galera.

  20. federico ha detto:

    Caro Gian,
    no, non sono d’accordo. Ritengo che ci si possa capire solo parlando di cose oggettive, e le cifre sono cose oggettive. Non e’ un confrontarsi, ma e’ un parlare di cose misurabili e quindi reali , in modo da ridurre (se non azzerare) la componente legata alle opinioni personali, e quindi soggettive. E’ quindi un capirsi meglio, stimarsi di piu’ e migliorare il dialogo. 🙂
    Le cifre che riporti hanno infatti aiutato anche me a capire quanto dicevi prima, e la penso come te: il recuperato e’ un topolino. Ma la notizia non e’ il fatto che stiamo parlando di un topolino ma e’ che – per la prima volta – il topolino sta ingrassando. Non si puo’ arrivare subito al tutto, come in ogni cosa. Su questo sarai sicuramente d’accordo.
    Per quanto riguarda lo scudo fiscale, il legislatore ha tenuto conto di quanto giustamente dici: il rientro dei capitali azzera solo i reati legati all’evasione per falso in bilancio e simili. L’economia cosiddetta criminale (cito il bell’articolo che hai segnalato) non e’ assolutamente coperta dalla legge sullo scudo fiscale, e i capitali relativi non possono rientrare in questo modo.
    Come sicuramente saprai la Svizzera, l’Austria, San Marino sono furibondi con il Governo Italiano per lo scudo fiscale, e le banche straniere fanno del loro meglio (o del loro peggio?) per ostacolare il rientro dei capitali in Italia (ecco il perche’ della proroga: troppi sono rimasti fuori). San Marino, in particolare, fra un po’ va in default, ahiloro, se continua cosi’…

    Federico

  21. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro Federico,
    premesso che l’universo fiscale mi è, per molti versi, indigesto e in parte sconosciuto, visto che nella vita mi occupo di tutt’altro, e preso atto che siamo d’accordo sull’apprezzamento del recupero rispetto al 2008 in un panorama tuttavia che entrambi giudichiamo inaccettabile; politicamente, voglio chiederti se percepisci, da parte di questo governo, la volontà di combattere il fenomeno dell’evasione. Io no. Sento piuttosto la necessità di una grande riforma, possibile e necessaria con questi numeri in Parlamento (e impensabile con il senatore in più di Prodi) che dia la possibilità di detrarre tante delle spese che oggi finiscono nel mostruoso mare del sommerso. Una riforma che provi a recuperare parte del gettito favorendo chi spende. Ma mi vanno bene anche altre soluzioni, se il signor Temonti ne ha di più più efficaci, d’accordo, ma vorrei che fosse chiaro il tentativo di andare oltre il traguardo massimo di 3 miliardi di gettito recuperato, sarebbe un gattopardesco traguardo per non cambiare niente. Gli studi di settore sono stati a suo tempo un meccanismo interessante, un passo avanti, ma ora è necessario proporre altri sistemi più evoluti. Questo governo ha i numeri per affrontare il problema, che avrebbe enormi ripercussioni sul debito, ma secondo me non fa abbastanza. Anzi, non fa nulla.
    Sull’impostazione della nostra conversazione, infine, dissento. Ed è il punto di fondo per cui mi sento lontanissimo da questo centrodestra, oggi. Ed eccoti un’opinione, fumosa e politica, soggettiva. Sono contrario alla politica fatta con l’ossessione dei numeri e del Pil. Sbandierare l’esenzione dell’ICI (ad esempio) in campagna elettorale, o come grande traguardo del governo lo trovo deprimente. Io sento il bisogno di qualcuno che dimostri di avere un’idea dell’Italia (parliamo di immigrazione?), che abbia una prospettiva politica (parliamo di Costituzione?), uno sguardo sul futuro (parliamo di energia?), che senta la responsabilità di un compito difficile ma che sia capace di immaginare una società migliore (parliamo di fiscalità?), e che sappia trasmettere tutto ciò alla gente, per motivarla e farla sentire partecipe di un progetto importante. Vorrei un vero politico, qualcuno che sappia pensare in grande, aperto e disinteressato (parliamo di Berlusconi?). La mi personale opinione è che il nostro premier sia un uomo piccolo. Pensi che questo sia un sogno romantico in un mondo di depravati? Secondo me, invece, è un’aspirazione legittima e sta accadendo qualcosa di simile negli Stati Uniti, che oggi hanno scelto con coraggio di cambiare e cercano, faticosamente, di migliorare uscendo da una crisi drammatica. Se non ce la faranno, com’è possibile, almeno ci avranno provato. Per noi è impossibile volare un po’ più alto? Allora preferisco non accontentarmi dell’Ici e continuare a protestare.

  22. federico ha detto:

    Caro Gian,
    qualche micro-nota.
    I numeri sono importanti: altrimenti non sottolineeresti sempre che Prodi non ha potuto fare quasi nulla a causa dei numeri! (secondo me non ha potuto fare nulla perche’ passavano il tempo a litigare e a spartir tesoretti).
    Comqunque, Prodi ha governato due volte, e la prima iu numeri erano buoni. Non mi pare che avesse recuperato tutti quei soldi di evasione. Se non ricordo male non ha recuperato nulla, all’epoca.

  23. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro Federico, ti ricordo per la seconda volta che non sono prodiano e non ho intenzione di difendere il suo operato anche se ci sarebbero degli argomenti validi al riguardo.
    Se hai tempo torna nel merito delle mie osservazioni sul governo Berlusconi. Sui suoi traguardi. Era questo l’argomento. E’ lui che comanda e legifera ed è con lui che vale la pena confrontarsi. Il punto è che dopo 15 anni (un numero che fa pensare) dalla sua discesa in campo, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che, sempre citando Montanelli perché qui altrimenti si passa per comunista, “non è altro che il più grande piazzista del mondo”. Vende fumo; “il nuovo miracolo italiano” bisogna mestamente riconoscere che non si realizzerà mai. Quando ha vinto le ultime elezioni, con il patrimonio di questa straordinaria maggioranza, io, da sconfitto, ho sinceramente detto per rincuorarmi: almeno questa volta non avrà l’alibi dei comunisti che non lo fanno lavorare! Passano gli anni ma l’Italia rimane impantanata e invischiata nei suoi ingranaggi senza che si veda il barlume di un progetto complessivo di ampio respiro. L’unica riforma strutturale, non dettata da isterismi personali, (e se mai passerà), sarà il federalismo, voluto dalla lega e avviato da Prodi. Con la politica, il Cavaliere proprio non c’entra niente, non possiede una visione del mondo che vada oltre i danè e l’Italia d’oggi, che inevitabilmente gli assomiglia, sta vivendo un’epoca di vertiginosa involuzione. Difenderlo poi, come alcuni fanno, (non te di certo) per simpatia personale mista a intolleranza patologica coi rossi, lo trovo un ottuso autolesionismo.

  24. federico ha detto:

    Caro Gian,
    per le mie osservazioni sul Governo Berlusconi ti rimando gentilmente al punto 7, qui sopra, al quale aggiungo la ricostruzione post-terremoto, che a me e’ sembrata encomiabile.
    Come ti ho detto amo i piccoli passi, non le visioni del mondo.
    Ecco perche’ non so risponderti se non dicendo che questo governo (non il precedente Berlusconi) qualcosa sta facendo, per la mia modesta opinione. E questo, forse, e’ veramente un piccolo miracolo (non certo quello promesso: non ho detto questo!)
    Per quanto riguarda il federalismo di Amato (non di Prodi), ti ricordo che e’ stata una grossa riforma costituzionale votata con minima maggioranza e a tre settimane dalle elezioni, senza alcun concorso delle opposizioni di allora. Ti ricordo che questo federalismo e’ stato poi la causa del baratro del disavanzo sanitario delle regioni, e che non ha portato nessun vantaggio visibile, se non la moltiplicazione delle spese. Speriamo – sicuramente condividerai – che stavolta vada meglio. O, quantomeno, meno peggio.

  25. Gian dei Brughi ha detto:

    Caro Federico, mi farò bastare dunque il punto 7. Su cui tuttavia ho già replicato nel punto 8, mostrandoti come dal mio punto di vista sia discutibile considerare quei compitini, dei traguardi. Beato te comunque, che riesci a riscaldarti il cuore con la riforma della Gelmini, lo scudo fiscale ed alcuni turisti veneziani piovuti sul capo di Bondi. Queste poche briciole a me sembrano un traguardo che potremmo definire – il minimo sindacale di un’azienda in liquidazione, e sono la prova del fatto che Berlusconi stia dissipando un consenso straordinario e irripetibile. Un’occasione persa tra i festini, il cazzeggio, le barzellette e anche certamente i tribunali.
    Inoltre si potrebbe fare un elenco piuttosto sostanzioso degli autentici danni procurati da questo governo al paese e il bilancio finale risulterebbe in clamoroso passivo. Magari la prossima volta ne parliamo, perché a questo punto preparo le valigie, non per lasciare il paese..non ancora, ma per una più modesta trasferta dai parenti della moglie. Auguri!

  26. federico ha detto:

    Auguri anche a te, Gian… ma non ricominciare con l’ironia (“beato te, comunque…”) 🙂

  27. Krap ha detto:

    Mi sembra di aver capito che nè tu, Federico, riuscirai mai a convincere Gian dei Brughi, nè tu, Gian dei Brughi, riuscirai mai a convincere Federico. Da ognuno di voi la realtà viene interpretata con visuali opposte: per uno il bicchiere è mezzo pieno, per l’altro è mezzo vuoto. Tanto vale rassegnarsi.: è una battaglia contro i mulini a vento. Non cessate però di scrivere, per il nostro diletto di lettori. Tanto anche noi, che vi leggiamo, siamo ingabbiati nelle nostre visuali, e continueremo a permanere nelle nostre (preconcette) opinioni.. Però accettate i miei auguri, che voglio estendere anche a tutti gli altri commentatori (e commentatrici) di questo Blog.
    E dato che ho nominato i mulini a vento, ve li faccio nella lingua di Cervantes: felices Pascuas de Navidad!

  28. Rulettus ha detto:

    Ciao Zeus,
    sotto i tuoi consigli di persecuzione sono andato a leggermi gli atti del processo Mills e devo dire che non c’e’ scampo. E’ lo stesso Mills che scrive una lettera al suo commercilista dove dice di aver preso i soldi da Berlusconi per non fare il suo nome al processo.
    Chiede al commercialista come scampare il fisco e come evitare di dividere i soldi coi soci di studio. Tutto ansce da quella lettera spedita alla procura di Milano.
    Mills e’ reo confesso e le prove lo dimostrano con tanto di passaggio di soldi e tutto il resto.
    In inghilterra e’ stato condannato ed ha pagato le tasse con la multa, la moglie e’ stata segata dai ruoli politici, s’e’ smerdato in eterno lassu.
    Di fronte a questo, come si fa a dire che e’ un perseguitato, dai Zeus, diciamolo che e’ un ladro, e’ vero, non e’ un’idea.
    Se mi togli anche le certezze sui fatti non mi resta che trattare la politica come fosse una squadra di calcio…

    Un salutissimo.
    Rul$*

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