Scherzo in sol maggiore

images imas

Come altri han già detto, la poesia è nelle cose e nelle parole. La forma non conta. Da quando poi la metrica e la rima son diventate un optional, basta andare a capo ogni poche parole ed ecco il risultato:

IL PENULTIMO BALLO

Ciao, foglia secca

che danzi sul marciapiede d’una via

senz’alberi né sole,

giunta fin qui dal ramo tuo natìo,

chissà se prossimo o lontano,

spinta dal vento

verso l’ultimo atto del tuo strano,

persino allegro funerale.imagefoglia

Allegro perché pochi ricordano

che tu e le tue sorelle

vi vestite da festa

prima di morire.

Non dopo, come noi.

Vi vestite di giallo, di rosso, di marrone,

in tutte le loro sfumature,

da fare invidia ai fiori in primavera.


E’ il primo atto

della tua morte, quello,

non il solo.

Dopo c’è il funerale, e inizia il volo.

Quando comincia e quali traiettorie

segue son due misteri

che nessuno

mages2di quegli scienziati tronfi che prevedono

l’evolversi del clima nei secoli venturi

saprebbe prevedere.

Ma tu non lo sai,

e giustamente te ne freghi di loro.

Esegui solo le stesse, casuali evoluzioni

da miliardi di anni,

come le nubi.

Mattacchiona di foglia!


Ti piace anche ballare, dopo, a terra.

Il movimento, il fremito ce l’hai

nelle sottili vene della linfa,

e il tuo solo compagno di ballo,

il tuo impetuoso e garbato cavaliere, es1

è il vento.

E’ lui che ti fa fremere e ti scuote

insieme al ramo, da viva.

Da lui ti fai portare anche da morta,

per viali e marciapiedi, piazze e vie,

fermando e riprendendo il vostro minuetto

fino all’ultimo inchino.

Sei l’unica creatura che balla alle sue esequie.

E ti riservi la scelta della tomba im

fino all’ultimo,

sia essa furgone di spazzino

(caso raro, a Torino),

tranquillo anfratto o griglia di tombino.


Piccola tomba buia

che tu ostruisci caparbia

pioggiaviase la pioggia ostile ti ci spinge dentro,

per fregarla e fuggire galleggiando,

estrema beffa a fisici saccenti

e sindaci impotenti,

e fare ancora

giri di danza col tuo cavaliere,

quando t’avrà asciugata.

E anche pettinata in altra foggia,

rimodellata,

diversamente accartocciata in una forma

che neanche i migliori ingegneri progettisti,

col più potente dei computer,

saprebbero anticipare.

accartocciateMa tu lo fai da miliardi di anni,

e giustamente te ne freghi di loro.

Non perdi neanche tempo ad irriderli,

questi ecotromboni. Li hai già premiati in vita,

succhiando Co2

e restituendo ossigeno.

Non rompano.


Ti chiedo scusa, foglia,

per non saperti riconoscere al volo,

senza vedere il tuo albero natìo, s

e a volte neanche così.

Lo so che i miei nonni al primo sguardo

ti riconoscevano,

anche piegata nella forma più strana,

ma pensa che oggi i miei nipoti

non distinguono un rospo da una rana.

Però sono degli assi alla playstation. itraspa

Io manco la so usare.

Vedi, foglia,

quante cose rammenti,

a volteggiare?

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2 risposte a Scherzo in sol maggiore

  1. missis Horse ha detto:

    SORPRESA… MERAVIGLIA… INCANTO… PIACEVOLE SENSAZIONE… DOLCEZZA…
    P O E S I A !!!!!!!! 🙂

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