Chi malfà malpensa (se non c'è nebbia)

Non è stato Dio a creare l’uomo a propria immagine e somiglianza, ma viceversa. Posto di fronte a concetti  razionalmente non spiegabili come l’eternità, il nulla, l’infinito, l’uomo s’è immaginato un Dio che spiegasse tutto, e non poteva che immaginarselo “umano”, attribuendogli di sé pregi e difetti. Infatti il Jahvé biblico è proprio com’erano gli ebrei allora: geloso, vendicativo, intransigente. Persino insicuro, visto che esige sacrifici e preghiere, cioè vuol essere adulato. Questo succede anche nella totemizzazione. Come nel bene attribuiamo all’amico-totem (per esempio al nostro partner ideale) tutte le doti che hanno un valore positivo per noi (e sottolineo il “per noi”), così nel male attribuiamo al nemico-totem tutti i nostri lati negativi, compresi quelli repressi (anzi, soprattutto quelli). Un esempio? La chiesa cattolica che, essendo sessuofoba, dipinge un demonio lussurioso.

Succede anche in politica. Come di ogni utensile si può fare un uso buono o cattivo (pensate al coltello da cucina) così è di ogni legge. Però i politici ipotizzano sempre l’uso cattivo, facendoci sospettare che, toccasse a loro agire, agirebbero da cattivi. Un esempio? Gli Ogm possono salvare l’umanità dalla fame, ma anche arricchire illecitamente chi li controlla. Dei due effetti la sinistra vede solo il secondo, e li rifiuta. Muoia pure di fame la gente, purché Monsanto non si arricchisca. Anche la separazione delle carriere in magistratura è osteggiata dai compagni che ci vedono la possibilità di asservire i p.m. alla politica. Che è proprio quel che fanno loro da trent’anni (vedi tangentopoli, vedi persecuzione giudiziaria di Berlusconi).

Il vizio, a dire il vero, non sta solo a sinistra. L’impianto selettivo degli embrioni, ad esempio, potrebbe evitare molte malattie genetiche, e le cellule staminali tratte da embrioni non impiantati potrebbero risolvere patologie finora inguaribili. Ma la Chiesa e la destra si oppongono, agitando lo spettro dell’abuso eugenetico. Non fu un uomo-simbolo della destra cattolica, Andreotti, a dire che a pensar male si pecca, ma ci si azzecca? Frase che potrebbe esser tradotta in “malpenso, perché io al posto degli altri malfarei, quindi anche gli altri malfaranno”. Chiamatelo prudenza, diffidenza, o come dicono i verdi “principio di precauzione”, ma è sempre il vecchio adagio “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

La consapevolezza del male inevitabile si vede nelle divinità crudeli immaginate dai primi uomini, ma anche nella paura, e nella sua conseguenza che è la prudenza. L’dea del male possibile la troviamo persino nelle normali cautele contrattuali come le caparre, le cauzioni, le clausole rescissorie, le firme multiple, gli avalli… Il contrario di tutto ciò sarebbe fidarsi. Lasciarsi andare. Rifugiarsi nella bontà e dire: “male non fare, paura non avere”. Ma quel “male non fare” sarebbe bontà pura, cioè luce, amore, concetti razionalmente non spiegabili come il male, il buio, il nulla. Urge di nuovo un Dio che spieghi tutto. Ce lo facciamo buono, stavolta?

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2 risposte a Chi malfà malpensa (se non c'è nebbia)

  1. E.Raser ha detto:

    sei in errore perchè non hai la coscienza del multiverso.
    con le sue azioni Dio ha dimostrato che sopportare scomodità in cambio di un maggiuor numero di universi, come di bambini,è il comportamento moralmente giusto.
    Il tutto è piu’ esaurientemente spiegato nel libro “la fisica del cristianesimo” di Frank J Tiper, Mondadori, 2008, cap XI

  2. michele ha detto:

    alla luce di quanto emerge dal discorso di Manlio (che sostanzialmente trovo condivisibile), mi rendo conto della mia “cattiveria” correlata alla scelta, in occasione del matrimonio, di optare per un regime patrimoniale fondato sulla separazione dei beni

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