Compagni (di merende) risparmiati

Il senatore Rulettus non demorde e scrive nei commenti: « ti chiedo un chiarimento sulla prima delle due domande che ti ho fatto (“non trovo scusanti alla disonestà di Berlusconi. Come mai non la denunci nei tuoi post?”) Possibile che l’unico modo per sconfiggere il comunismo sia seguire un delinquente come Berlusconi?». Provo a rispondergli in questo post. Il comunismo non va sconfitto come idea o come movimento (in quelle vesti non esiste più), ma come sistema di conquista e di gestione del potere. Quello che più indispone nei compagni (a parte la loro spocchia intellettuale, il loro sentirsi moralmente superiori quando non lo sono affatto) è che nei metodi politici hanno conservato il peggio del veterocomunismo, che a sua volta si era ispirato al peggio del sistema ecclesiastico e nazifascista. Astuzie, ipocrisie gesuitiche, acrobazie strategiche, doppiopesismo morale, propaganda mendace, disinformazione sistematica, violenza demandata, infiltrazione paziente, demonizzazione del nemico, brogli elettorali, sprezzo tattico del proletariato…

La prova di ciò è il golpe giudiziario (mani pulite) col quale sono riusciti a sbarazzarsi della Dc e del Psi, cioè degli avversari più temibili di allora. Hanno fatto solo un errore: han voluto vendicarsi (debolezza molto staliniana) di chi aveva aiutato Craxi con le Tv, cioè Berlusconi. Silvio non era un politico, allora. Era un imprenditore rampante, moralmente disinvolto, né più né meno di tanti altri della sua e di precedenti generazioni. Sarebbe stato lietissimo di mettere le sue Tv a disposizione del Pds: a lui bastavano i dané. Come al vecchio Agnelli, il fondatore della Fiat, che flirtò col Duce quanto bastava per assicurarsi le commesse pubbliche e soprattutto quelle belliche. Ma Occhetto & C. lo volevano sul lastrico. Gli fecero togliere ogni fido dagli amici banchieri, e gli scatenarono contro le toghe rosse. Lui capì che, per non soccombere, doveva mettersi in plitica, e lo fece. E siccome era bravo a organizzare le cose, come tutti gli imprenditori veri, vinse nel ’94 mandando in pensione Occhetto e la sua “gioiosa macchina da guerra”. Da allora i rossi gli hanno inflitto una vendetta ventennale che è costata miliardi a noi cittadini, e lo ha costretto a difendersi come poteva, cioè con le leggi “ad personam”, espedienti, trucchi. Ma non più di quanto avevano fatto altri imprenditori prima di lui, ed altri politici. Se fossero stati spesi il tempo, gli uomini e i soldi che sono stati spesi per indagare su Berlusconi nel fare lo stesso su Sereno Freato (il segretario di Moro, che, da povero che era, divenne padrone di mezza Toscana), su Ciarrapico, su Agnelli, De Benedetti, Tanzi, De Mita, Gava… sarebbero tutti in galera da anni.

Invece mi ricordo cosa disse De Mita col dito alzato, dopo la vittoria di misura (con sospetto di broglio) di Prodi: “Berlusconi risorge solo se ci suicidiamo noi”. Chissà se i compagni duri e puri gradirono quel “noi” che li accomunava ad uno dei più chiacchierati boss politici della prima repubblica. Stonava anche che parlasse di resurrezione uno che incarnava il concetto di immortalità politica. Nell’affondamento della corazzata Dc, tramato dalle sinistre ed attuato grazie ai siluri giudiziari di Tangentopoli, pochi politici restarono a galla. Chi si suicidò, chi finì in galera, chi la rischiò seriamente (come Andreotti) e chi la evitò “patteggiando”. Ma non in senso giuridico. Alcuni grossi calibri della politica avevano fiutato l’attacco rosso, e si erano premuniti raccogliendo prove delle colpe parallele degli attaccanti. Al momento giusto le barattarono con una resa onorevole: il loro ritiro dalla politica attiva (“conditio sine qua non” della manovra rossa) contro l’immunità giudiziaria. Fra essi il potentissimo De Mita, da allora ufficialmente in pensione, ma in realtà ben presente alle spalle di Mastella.

Basti citare due scandali, di proporzioni immense, che lo sfiorarono senza colpirlo: i 60mila miliardi (lire anni ’80) del terremoto, spariti nel suo feudo irpino, e i 40mila divorati dalla Parmalat del suo amico Tanzi, fallita mentre il sistema bancario non solo si girava dall’altra parte, ma si rifaceva sui risparmiatori truffandoli coi bond-spazzatura. Una sinistra che da decenni raccoglie oltre il 60% dei voti in regioni ricche come l’Emilia e la Toscana, o gravemente condizionate dalla camorra come la Campania, fa capire cosa intenda Berlusconi per “sistemi clientelari consolidati”. De Mita, a differenza del Cavaliere, non ha bisogno di risorgere perché non è mai morto. Non ha mai smesso di tessere a quel telaio fatto di misteri, favori, ricatti e spartizioni in cui i banchieri finiscono impiccati sotto i ponti o avvelenati dai caffè, la camorra tratta con le Br il riscatto dei Dc campani, i boiardi statali amanti dello spiritismo vanno al governo o a Bruxelles e i giudici fedeli vanno al parlamento o al Quirinale.

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9 risposte a Compagni (di merende) risparmiati

  1. Rulettus ha detto:

    Ciao Zeus,
    grazie per le tue spiegazioni. Mi sembra di tornare indietro negli anni quanto ti leggevo su TorinoCronaca, mi piaci perche’ alimenti bene i miei dubbi. Adoro avere dubbi, solo gli stolti sono pieni di certezze.

    Torniamo al tuo post dove hai risposto facendomi vedere che sono tutti disonesti, quindi, mettendo tutti allo stesso piano, li possiamo vedere come tutti onesti.
    Non ci sto, anche se mi impegno, non ci sto.
    Sindona, da te citato nel post, prima che prendesse quel caffe’, ha detto che la mafia investiva al nord tramite la banca Rasini. Guarda caso proprio la banca dove il padre dell’imprenditore rampante poteva usufruire di quei soldi per costruire i vari Milano N+1. Tutti canalizzati dal buon stalliere che sapeva come far quadrare la capra con i cavoli.

    Per cui ti rifaccio la domanda che ti ho fatto prima con una variante: “Possibile che l’unico modo per sconfiggere questo movimento sia seguire un delinquente come Berlusconi?

    Grazie mille per la pazienza. Un saluto a te ed ai tuoi lettori.
    Rul$*

  2. daniela ha detto:

    Caro Silvio, ti scrivo questa mia perché come sai gli italiani ti vogliono bene, e io, in quanto italiano non sono da meno. Ho seguito le tue vicissitudini fin dai tuoi esordi (pensa che da adolescente con i miei amici giravo col motorino per le vie di Milano 2 in costruzione!
    Non si poteva entrare, ma noi entravamo lo stesso…lo dico perché so che apprezzi questo atteggiamento di disprezzo delle regole) e adesso, vedendo quello che ti succede ne soffro e perciò mi permetto di darti un consiglio.
    Perché non ti ritiri, Silvio?
    L’hanno fatto tutti, da Cincinnato a Napoleone, da Carlo Alberto di Savoia a Giolitti, da Macario a Bush…Hanno smesso anche Van Basten, Gullit e Rijkaard!
    Nessuno è eterno, a parte il debito pubblico. Vai a vivere in campagna, Silvio, lontano dallo stress di una lotta senza tregua e senza quartierino. Ma chi te lo fa fare di stare li a patire le angherie, le prepotenze, i soprusi e le vessazioni di personaggi incattiviti come i magistrati rossi che ti perseguitano, i politici vermigli dell’opposizione che ti attaccano, gli ambienti cattolici carmini che ti sono ostili, il Vaticano purpureo che non ti vede di buon occhio, i parlamentari scarlatti di Strasburgo che ti deridono, i comici fulvi che ti mettono in ridicolo, i giornalisti faziosi e cremisi che ti aggrediscono? Inutile negarlo, sei circondato dai comunisti … Ascolta quello che ti suggerisco: tu ti ritiri a vita privata e passi le tue giornate con il tuo amico Putin che (visto l’amore che nutri per lui), evidentemente col comunismo non ha
    mai avuto niente a che fare. Ritirati.
    Ascolta il consiglio di un italiano che ti vuole bene. È lo stesso consiglio che darei a mio nonno. Ormai hai superato la settantina: goditi la vita! Pensa: hai da parte qualche soldino che hai risparmiato a fatica, hai una casetta, che anche se non è piccolina e non è in Canadà, ha escort, pesciolini e tanti fiori di
    lillà, hai dei figli che ti vogliono bene, una moglie che ti adora, tanti amici disinteressati… Pensa che bello, non avere più pensieri!
    Ti alzerai alla mattina, uscirai di casa, supererai il cancello e via! Al circolino del centro anziani!
    Questa si che sarebbe vita! Finalmente libero! Come Baresi! Come Beckembauer! Come Provenzano
    fino all’11 aprile del 2006. Già ti vedo, vecchia canaglia: arrivi al circolo e ti lamenti perché servono quantitativi industriali di “rosso ”. La cosa non ti và. Allora, recuperando fondi da “non si sa bene dove”, organizzi una società la “Anzianinvest ”e ti metti a capo di essa. Con questa struttura modifichi le regole del gioco a tuo piacimento: qualche euro al barista perché ti tenga da parte il tuo amaro preferito (il “Vecchio Amaro del Capo”, ovviamente)… Un favore al responsabile del gioco delle bocce perché dipinga su ogni palla il faccione di Prodi per aumentare il piacere di una raffa al volo… Un accordo sottobanco con la responsabile del Comune perché ti permetta di portare al circolo i giornalini porno… e così via E poi si vive…Una briscola con gli amici (non proporre – anche se ti piace – rubamazzetto” perché nessuno vorrà giocare con un professionista) un bianchino, una chiacchierata in compagnia per discutere di calcio, parlare di politica, incazzarti col governo, ragionare su Inps e pensione…E poi, nel weekend arriveranno i vecchi amici a trovarti…Galliani con le arance, i cioccolatini e Ronaldinho, Apicella con la chitarra e una pizza, per ricordarti che Napoli ti è sempre grata, Bossi accompagnato da Borghezio e Calderoli vestiti da Asterix e Obelix, con la provetta per gli esami delle urine presa per sbaglio al posto di un’ampolla di acqua del Po, Bondi che ti porterà in visione una prima bozza del suo personale “Cinque maggio” a te dedicato, Brunetta che approfitterà della visita per fare le pulci a quei mangiapane a tradimento, parassiti del sistema, sanguisughe dello stato, fannulloni incapaci e buoni a nulla che dirigono i circolini della terza età pagati con i soldi dei contribuenti, Belpietro con la fotocopia della prima pagina dell’ultimo numero di Libero titolata “Gli anziani sono il futuro del paese, troviamone uno adatto a governarci. Io un un’idea ce l’avrei ”, Feltri con il Giornale dal titolo “Anch ’io”, Angelino Alfano che ti porterà le bozze del suo ultimo libro “Chi si loda s’imbroda ”, e così via…Non sarai mai solo, nessuno ti dimenticherà. Non è possibile. Passata la mattina, nel primo pomeriggio dopo una
    pennichella rilassante passerai il tempo in compagnia della tv e dei programmi di intrattenimento adatti alla tua età… Belle canzoni di una volta e magnifici balletti di ringhiera…E poi, vuoi mettere? Grazie al cellulare potrai partecipare e dire la tua col televoto! È così che ci si sente protagonisti nell’Italia che hai
    costruito! Poi alla sera un bel brodino e dopo Annozero tutti a nanna!
    Non è male. Pensaci.

    da “Il Fatto quoridiano” del 5/11/2009

  3. missis Horse ha detto:

    … che travaglio arrivare fino alla fine!… ma ci sono riuscita!!!
    Caro Topo Gigio, hai scritto un “pensierino” un pò “frusto”: come fantasia meriti un 3 scarso, ironia, direi 2, senso dell’umorismo: non classificabile!
    E poi con ‘ste tisane, brodini… che squallore! Ma fatti una grappa e una PIPATA! 🙂
    (scusami, se sono intervenuta, ma era doveroso fare un commento a questo tuo… travagliato parto…
    senza ritorno!)

  4. Carmen ha detto:

    Di seguito al mio commento del 04 novembre, non resta che la convinzione di una Daniela
    completamente squinternata,non vale la pena di ulteriori commenti.
    Carmen

  5. Krap ha detto:

    Cara missis Horse e cara missis Carmen, guardate però che il testo non è di Daniela. E’ di Flavio Oreglio, e si può leggere sul blog “Karmalaa Legry’s life”. Questo per dare a Cesare quel che è di Cesare…

  6. Carmen ha detto:

    Caro signor Krap, che non era di Daniela c’e’ pure scritto da” Il Fatto quotidiano” del
    05/11/2009, ho solo contestato il rancore,e il pensiero fisso.
    La saluto
    Carmen

  7. missis Horse ha detto:

    caro signor Krap, idem come sopra!
    daniela non ha idee e quindi deve per forza ricorrere ad altri che, però, non ne hanno come lei!
    E lo dimostra il FATTO >>”Il Fatto quori-di-ano” (sic)<< che non se ne rende conto…

  8. domenico ha detto:

    mi sembra piuttosto “Fatto fuori-di-ano”…..

  9. missis Horse ha detto:

    @ Domenico: grazie, condivido!

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