Concita, come sei conciata!

Nel suo editoriale odierno la direttora dell’Unità “Conciata” De Gregorio fa il gioco perverso che mi diverto sempre a smascherare e sputtanare: quello del comunista che urla “Ahi! Mi fai male!” mentre picchia l’avversario legato. Il titolo dell’articolo è “Comunisti, fate silenzio” e ce l’ha con Berlusconi che osa reagire contro le persecuzioni giudiziarie. Se fosse una storia a fumetti, la si dovrebbe disegnare così: col premier legato e bastonato (ricordate il gruppo su Facebook “Morte a Berlusconi”?) da un’orda di compagni assatanati nelle cui mani i randelli han forma di giudici, giornalisti, scrittori e cabarettisti. Dalla bocca del suppliziato esce un flebile fumetto: “basta, vigliacchi!”. Da quella di ogni boia un fumettone maiuscolo: “zitto, fascista, mafioso e puttaniere!”. Ma siccome l’Unità vende sì fumo, ma non è un giornale di fumetti, Conciata fa il gioco che dicevo, e grida ahia! al posto del bastonato. Eccovi l’incipit.

«I giudici e i giornalisti lo fanno impazzire. Quelli che fanno il loro mestiere naturalmente, certo. Quelli che non può comprare. Li chiama comunisti, termine che usa come insulto dunque non è possibile rispondergli con ragionevolezza ferma che il comunismo non c’entra con l’esercizio di una funzione di controllo o meglio c’entra, ma sarebbe un discorso inaffrontabile con uno che considera “una vecchia storia” quella degli anni Novanta (le stragi di mafia, Mangano lo stalliere di Arcore, la trattativa, avete presente?). Le origini della storia politica contemporanea di questo paese non sono un tema di cui dibattere con Berlusconi. Non gli interessa. Gli interessa solo la sua personale vicenda e difatti è solo sui suoi processi che perde il controllo». Volete che vi rivolti questo calzino puzzolente? Non è affatto difficile. Metto le menzogne di Conciata in grassetto, così le vedete meglio.

Comunisti fate silenzio frase mai pronunciata dal Cavaliere. Al massimo (e fra amici) ha detto “sarebbe ora che i comunisti la smettessero di perseguitarmi”. Quelli che fanno il loro mestiere di penne-killer al soldo del partito Quelli che non può comprare quelli che “non gli interessa” comprare. A parte che “quelli” si sono già venduti al Pd, se Berlusconi davvero comprasse giornalisti, coi miliardi che ha ne avrebbe legioni a suo servizio Li chiama comunisti, termine che usa come insulto esattamente come fa la sinistra da 60 anni col termine fascisti il comunismo non c’entra con l’esercizio di una funzione di controllo vero: il comunismo controlla (con fare occhiuto da Lubjianka) solo i suoi membri interni (e infatti ha espulso la Binetti), ma coi nemici non perde tempo in controlli. Spara subito. Usa la persecuzione sistematica, la disinformazione metodica, la menzogna ripetuta fino alla nausea perché sembri mezza verità

Sarebbe un discorso inaffrontabile con uno che considera «una vecchia storia» quella degli anni Novanta però lo dice nel 2009, cioè vent’anni dopo. Loro, invece, consideravano “vecchie storie” gli assassinî delle Brigate Rosse degli anni ’70 e ’80, e lo scrivevano già nei primi anni ’90, cioè dieci anni dopo. A cadaveri ancora tiepidi. Le origini della storia politica contemporanea di questo paese non sono un tema di cui dibattere con Berlusconi né con altri. Sembra quasi un lapsus freudiano. In effetti i compagni non dibattono “la storia” con nessuno. Impongono a tutti “la loro storia” e basta. Fin dalle elementari. Quanto alle origini, al Cav non interessano le persecuzioni giudiziarie (e giustamente) se non le si definisce per quel che sono: vendette. Se non si parla, prima di esse, del golpe di “mani pulite” fallito dal Pci/Pds. I compagni si sono vendicati e continuano e vendicarsi su Silvio perché ha rotto la loro “gioiosa macchina da guerra”. Gli interessa solo la sua personale vicenda sì, perché è solo, stucchevolmente su quella (e non anche su Agnelli, De Benedetti, Nesi, Prodi, le Coop…) che la sinistra si concentra da 20 anni, con accanimento, doppiopesismo, faraonico spreco di risorse pubbliche, disinformacjia e ogni altra bassezza difatti è solo sui suoi processi che perde il controllo cioè osa protestare, senza perdere alcun controllo. Dice solo ahi, basta! Ma quello è il copione dei compagni, solo loro lo possono gridare mentre lo picchiano, altrimenti si fa confusione. Infatti strillano “come ti permetti di imporci il silenzio?”, ma lui DEVE tacere. Questi sono i metodi comunisti. Da Lenin in qua. Mai cambiati.

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10 risposte a Concita, come sei conciata!

  1. daniela ha detto:

    Oh che tristezza questo invecchiare livido e livoroso! (Disinformato,sciocchino, in mala FEDE)Ti auguro notti più serene, sotto le copertine, una tazza di te’, la boule dell’acqua calda e il calendario di Frate Indovino a fare da viatico al sonno…….

  2. Pingoss ha detto:

    Gentile Signora Daniela, mi perdoni ma non ho capito bene: con la “tristezza” e “questo invecchiare” allude probabilmente alla Signora De Gregorio, vero? Mi dica di sì, per pietà! Così non ci tediamo con la querelle e la cosa finisce qui…
    Ma se così non fosse, ne dovrei trarre un’unica conclusione. Ossia che Lei si augura che chi la pensa diversamente da Concita cessi di scrivere e parlare (pensare?…) e anneghi i propri “livori” (già, non sono idee: non hanno il marchio di qualità) in colossali e diuretiche sbornie di te.
    Per carità: mi dica che non ho capito, così m’infilo sotto il plaid con il te in una mano e il telecomando nell’altra a guardarmi le veline ed Emilio Fede (ecchecavolo! una botta di cultura mi ci vuole, no?).

  3. Carmen ha detto:

    Per pingoss

    Risposta arguta, ma non valeva la pena di replicare per il misero
    e scimmiottante scritto della signora Daniela.
    Carmen

  4. Domenico ha detto:

    concordo con Carmen

  5. missis Horse ha detto:

    @ Daniela: forse non s’è resa conto che il suo commento è IMPREGNATO di LIVORE!!!?

  6. missis Horse ha detto:

    postilla (x Daniela)… chissà quanto si sarà scervellata per “elaborare” un “commento” così graffiante, sarcastico e molto originale!

  7. Krap ha detto:

    ari amici del Blog, mi permettete un volo pindarico? Secondo me Marrazzo ha sbagliato a dimettersi e a chiudersi in un convento pieno di vergogna per espiare le sue colpe. Se i carabinieri infedeli avessero beccato invece che lui Berlusconi in mezzo ai viados e tentando di ricattarlo, il buon Silvio (invece di implorarli di non rovinarlo) avrebbe reagito immediatamente affrontandoli e accusandoli vibratamente di essere comunisti. Sono sicuro poi che Libero li avrebbe subito dopo sputtanati pubblicando tutti i files pornografici trovati nei loro computer e finiti lì per sbaglio navigando nei siti porno. Questa è la tattica giusta. A questo punto suggerisco a Marrazzo la strategia per riconquistare la moglie: potrebbe travestirsi da arabo con gli abiti dello sceicco bianco, e arrivare all’improvviso in groppa ad un cammello alla festa di compleanno della signora. Lì giunto, quando ancora nessuno dei presenti ha ancora capito la sua identità, dovrebbe scendere dal cammello e inginocchiarsi davanti alla moglie, tirando nello stesso monento fuori dalla manica un enorme anello con un brillante grosso come un uovo. Con Veronica l’altra volta ha funzionato…

  8. missis Horse ha detto:

    @ Krap:

    fantastico questo “volo pindarico”! Da morir dal ridere… povero Pindaro… per fortuna (sua) è già morto!

  9. Pingoss ha detto:

    Vecchio Krap,
    La tua pindarite ha il fiato corto. Sei cascato nella solita trappolina dove già si agitano vari animaletti da giardino come i vauri, le littizzette, i crozzi e i travagliati erranti. Conoscendoti da 1000 anni sono certo che non sei al soldo dei “comunisti”, ma se ti metti pure tu a sbeffeggiare Silvio dimenticandoti che il tema è Marrazzo, soma panà! Ma vogliamo provare almeno questa volta a fare una satira non silviocentrica? E’ mai possibile che questo Paese debba misurare tutto con il metro di Berlusconi? Mi annoia mortalmente sentire le solite giaculatorie come quelle di madamìn Daniela nelle quali l’icona-Silvio viene adoperata come espediente teatrale ( il deus ex machina degli antichi) per additare allo spettatore lo stereotipo del malfattore. Così facendo andrà a finire che riterremo giusto dargli il nobel: alla fine, l’atletico negrone americano è poi tanto migliore dell’uomo di arcore?

  10. Krap ha detto:

    Sapevo che mi sarebbe arrivato un tuo buffetto sulla guancia, mio amatissimo Pingoss: ma io non intendevo sbeffeggiare Silvio; intendevo invece aiutare il povero Piero con una lezione di management aziendale: come trasformare un problema in un’opportunità. Non traspariva dalle mie righe? Come hai potuto anche solo per un attimo dubitare di me?

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