Obama non li ama

Se è vero che la pandemia di influenza A è una colossale bufala mondiale (come ha scritto a chiare lettere su Internet Marc Gentilini, Direttore della Croce Rossa dal 1997 al 2003, membro dell’Accademia di Medicina, e professore specialista in malattie infettive e tropicali), cioè un imbroglio ideato per arricchire certe case farmaceutiche (prima fra tutte la Roche, ma anche la Gilead di Donald Rumsfeld), Obama che l’ha dichiarata “emergenza nazionale” è complice della truffa? Non necessariamente, secondo me. Il fatto è che lui, come quel garula di Bush Jr. e come tutti i presidenti Usa del dopoguerra, è solo un personaggio “costruito” e spinto alla Casa Bianca da potentissime lobbies, attraverso costosissime campagne elettorali. Questi burattini, quando vengono eletti, si devono pure sdebitare, in qualche modo. Altra cosa è invece l’immagine che di Obama la sinistra italiana ha voluto costruire (complice Uòlter, che assimilandosi a lui intendeva cavalcare l’onda obamofila scatenata sui media da tutte le redazioni progressiste del pianeta). Ora che il primo presidente negro (sì, io dico negro, dal latino niger, e me ne frego del politically correct) degli Stati Uniti sta deludendo le aspettative evocate da Veltroni, il Pd tace, imbarazzato. E’ l’ennesima randellata che gli arriva in testa, l’ennesima delusione che lo ha ridotto, fra guerre intestine e mancanza d’argomenti politici nuovi, a fare opposizione con il gossip, passando dalla mitica guerra partigiana alla mefitica guerra portinaia. Eccovi un po’ delle batoste prese dalla sinistra sul “sentiero di Obama”.

– I compagni speravano che Obama snobbasse Silvio, invece lo ha subito accolto cordialmente alla Casa Bianca. I compagni allora si sono messi a sparger merda sullo stato dell’economia italiana, facendo scrivere dai loro amichetti della stampa “progressista” inglese e tedesca che l’Italia non era degna di organizzare un G8 e di farne parte. Speravano con ciò che i grandi della terra boicottassero il G8 dell’Aquila (magistrale mossa del Cav, lo spostamento in pochi giorni del summit dalla Sardegna all’Aquila, in culo a Soru!) e invece il summit è stato un successo, riconosciuto dai media di tutto il mondo (meno i nostri).

– I compagni speravano che Obama dimostrasse, specie nelle sue uscite ufficiali all’estero, come si comporta un vero presidente (non fa il simpaticone a tutti i costi, non fa le corna agli amici nelle foto, non fa battute politicamente scorrette), invece al G8 è successa una cosa incredibile: il Presidente Usa è andato a visitare in veste ufficiale il “ground zero” del terremoto (il centro storico dell’Aquila, dove si sentiva ancora l’odore dei morti) presentandosi in MANICHE DI CAMICIA, mentre Berlusconi e tutti gli altri erano in abito scuro e cravatta! E non basta: nella foto finale si è addirittura INGINOCCHIATO allegramente di fianco alla presidentessa della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane (che è quasi nana) per portarsi alla sua altezza. Poi le ha messo un braccio intorno al collo, ridendo. Se queste cose l’avesse fatte Silvio, la stampa radical chic di mezzo mondo l’avrebbe letteralmente MASSACRATO (ricordatevi il pandemonio che scatenarono, con accuse esplicite di razzismo, quando Silvio definì scherzosamente “abbronzato” Obama). Se a onorare i morti in maniche di camicia e a inginocchiarsi ridacchiando accanto a una nana fosse stato il Cav, quelle immagini avrebbero fatto il giro del pianeta, le avremmo viste e riviste nei Tg e nei talk show milioni di volte. Ma siccome l’ha fatto Obama, la stessa stampa “progressista” ha sbrigativamente liquidato il tutto come “un simpatico siparietto” e ne ha sepolto le immagini in archivio. Meno male che su Google si trovano!

– I compagni speravano che Obama, almeno, varasse per la prima volta nella storia americana una riforma sanitaria seria, a favore dei meno abbienti (che in realtà in Usa venivano già curati a spese del governo, anche se meno bene di chi è assicurato o di chi può pagare), invece la riforma sanitaria di Obama (che in realtà è un’idea di Hillary Clinton) è stata prima edulcorata (cioè ridotta ad un’assicurazione sanitaria da vendere ai più poveri a prezzo politico, però pur sempre da pagare) e poi si è arenata nelle secche parlamentari.

– I compagni speravano che Obama si ritirasse dall’Afghanistan, e invece lui ha detto che avrebbe mandato in guerra 13mila uomini in più. I compagni speravano che il presidente all’ultimo momento imbrogliasse la potente lobby militarista americana e ne mandasse in guerra un po’ di meno, invece è addirittura saltato fuori che ha detto 13mila alla stampa per non far incazzare l’opinione pubblica americana, ma in realtà ne ha mandati il doppio.

– I compagni speravano che questa mossa aggressiva di Obama passasse inosservata, invece quei goliardacci burloni di svedesi (gli stessi che a suo tempo avevano già preso per il culo la sinistra italiana dando il Nobel per la letteratura a Dario Fo) hanno preso per il culo anche la sinistra americana dando a Obama (comandante in capo dell’esercito Usa in due guerre d’aggressione, nelle quali ha aumentato l’impiego d’armi e uomini) addirittura il Nobel per la pace. Il mondo ride ancora adesso.

I compagni, invece, stanno cominciando a piangere, e soprattutto non sperano più.

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3 risposte a Obama non li ama

  1. Dado ha detto:

    Concordo su tutto, tranne l’ultimo capoverso: non sono affatto convinto che i Nobel a Fo e ad Obama siano una guasconata degli accademici biondi… Anzi… Penso siano entrambi molto…come dire…? “consapevoli” ed “illuminati”…

  2. Ale Baje ha detto:

    Manlio, so che ti piace provocare, ma secondo me non hai ancora realizzato che i “comunisti ” non esistono più. Dici che Uolter aveva un’idea… ma quando mai l’ha avuta? Per favore, chiamali come vuoi ma non chiamarli comunisti. E’ come chiamare “fascisti” quei quattro pirla che in curva fanno uhhh buuuhh a Balotelli. In un modo o nell’altro quelle due fazioni avevano degli ideali, poi i soldi, il potere, probabilmente anche la gnocca, hanno portato quegli uomini a compiere delle grandissime “baggianate” e purtroppo a fare fuori tanta gente. Qualcosa di buono da salvare, però, l’hanno fatto. Questa, invece, è gente senza idee, senza palle, figurati se sarebbero in grado di condizionare la Giustizia o i libri di testo nelle scuole. Ma te li vedi? No, dai, confessa che stai scherzando.
    E quell’altro pagliaccio, che sempre all’Aquila faceva le avances alla “preda” di Obama, che guarda il culo alla moglie dell’abbronzato, che parla al telefono quando scende dalla macchina in visita ufficiale davanti a milioni di persone, sarà anche il più perseguitato ma diciamo che dire che non se lo merita è difficile, almeno gli altri hanno o avevano una certa classe. Inoltre non c’è scritto da nessuna parte che se sei imprenditore puoi fare tutto quello che vuoi oppure che devi essere esente da processi. Se non ci fosse ancora qualcuno che lo difende, penserei che è un povero deficiente in declino. Quello che ha fatto lo rispetto ma io personalmente non so quante altre piccole aziende sono andate in rovina perchè lui con il suo amico dell’impregilo hanno truccato appalti.
    Ed un ultimo pensiero per Soru: ha tirato su un’azienda praticamente dal nulla, ha idee progressiste e liberali, lui sì davvero. Forse non hai mai avuto occasione di conoscerlo, ma è una persona onesta e umile, una persona splendida. Non è detto che chi lo prende in culo una volta non si possa rifare in futuro…
    Un abbraccio, Ale

  3. daniela ha detto:

    oh ma basta, vi viene un ictus dopo l’altro con questa ossessione cretina: l’importante è la S A L U T E!

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