A scorieggiare male, te la fai sotto

Sì. I calabresi si stanno cagando sotto per le scorie radioattive sparse nelle loro campagne e nel loro meraviglioso mare dalla stessa ‘ndrangheta che capeggiava qualche anno fa la rivolta anti-scorie a Scanzano Jonico. Ben gli sta. Così imparano. A Scanzano le scorie sarebbero state stoccate in fusti d’acciaio inox spesso 20 cm (in grado di resistere integri ad un lancio da 400 metri d’altezza), a loro volta annegati in sarcofaghi di cemento armato spessi alcuni metri (abilitati a resistere a sismi del 10° grado della Scala Mercalli) e sepolti a 800 metri di profondità nel cuore di uno strato di salgemma (sale fossile) protetto da due strati d’argilla, sopra e sotto. Immaginate un tramezzino fossile: lo strato di salgemma (spesso 250 metri) che sta sotto Scanzano è il prosciutto, e i due strati d’argilla elastica (quindi antisismica) e impermeabile (quindi antialluvionale) spessi 600 metri caduno sono il pancarré. Un sito a prova di bomba atomica. Un magazzino giudicato tra i più sicuri al mondo, se non il più sicuro. Eppure no. Vi ricordate il casino che scoppiò nel 2003? Barricate, incendi, feriti… Non se ne fece nulla.

Adesso i rivoltosi della Magna Grecia hanno scoperto di convivere da oltre 20 anni con scorie radioattive sepolte in campagna sotto qualche badilata di terra (o affondate in mare a 500 metri di profondità) dentro normali fusti di ferro da olio minerale. Ripeto. Ben gli sta. Almeno stanno alla pari con noi piemontesi, che per colpa loro siamo costretti a convivere da molto più tempo con le scorie della centrale atomica di Trino, in condizioni analoghe. Vi cito alcuni stralci dell’intervento che fece in Parlamento il Senatore Piccioni nel novembre 2000: «Lo straripamento del Po ha lambito le scorie radioattive accumulate in un’area di proprietà della Sorin e dell’Enea… e dai rilevamenti dell’Arpa risulta che il fango del fiume, dopo l’esondazione che ha lambito le scorie di Saluggia, è diventato radioattivo, come era già accaduto nel 1994». Ma fu un allarme inutile, quello del Senatore. Un anno dopo sfilarono in 3000, a Trino, contro il progetto della Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari) che prevedeva di trattenere qui in Piemonte fino al 2010 le 43 tonnellate di scorie di Trino, Garigliano e Saluggia. Cioè, praticamente, di lasciarle dov’erano.

Fu allora che la Sogin stese con l’Enea una corposa relazione (approvata all’unanimità in Parlamento nel marzo 2003) che indusse la Commissione Ambiente della Camera, incaricata d’individuare un sito unico per le scorie nucleari di tutta Italia, a scegliere Scanzano. Su questa scelta, badate bene, c’era anche il parere favorevole degli organismi tecnici (Apat, Enea, Sogin) e persino dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, tutti e tre compatti (raro!!). Ma la Basilicata insorse, la ‘ndrangheta l’appoggiò e l’estrema sinistra ne approfittò per cavalcare l’eco-populismo, come in Val di Susa per la Tav. Così le scorie ce le abbiamo ancora qui in Piemonte, dopo sei anni, e ce le terremo chissà fino a quando. L’unica differenza è che almeno noi sappiamo bene dove sono, e quante ce ne sono. I rivoltosi della magna Grecia no. E si cagano sotto. Ripeto: ben gli sta. Mentre chiudo l’argomento, ricordo en passant che la marcia dei Trinesi nel 2001 durò un’ora, e stop, mentre a Scanzano successe il finimondo per settimane intere. Mi verrebbe voglia di suggerire ai montanari delle Alpi Graie (valli di Lanzo) di fare come gli jonici, per ottenere che la rotta aerea Roma-Parigi-Londra, che gli passa sulla testa inquinando con gli scarichi dei suoi jet orti, pascoli e laghi, sia spostata. Dove? Decida Roma. Dovunque, purché non qui. Come dicevano a Scanzano.

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Una risposta a A scorieggiare male, te la fai sotto

  1. pasquale guarino ha detto:

    Sono un “rivoltoso della magna grecia”, anzi diciamo pure un brigante dello jonio che si oppose nel 2003 al deposito di Scanzano. Non ti fa certo onore sparare a zero sui mali del sud, soprattutto se lo si fa a mezzo di dati inesatti.

    Quanto dici sulla sicurezza del sito di Scanzano, con tanto di numeri e centimetri di acciaio inox di sicuro non era stato preso in considerazione da chi nel 2003 decretò per il deposito in questione.
    Il deposito unico che avrebbero costruito a Scanzano sarebbe stato uno scempio per la natura e le persone, fatto a tavolino e senza il fondamento di uno studio scientifico di una qualche valenza. Insigni studiosi e premi nobel (Rubbia) contrati alla soluzione del salgemma. Rischio sismico e il mare a 100 metri. Ricordiamoci che le scorie hanno bisogno di migliaia di anni per perdere la loro radioattività. Mi fermo qui perché tante sarebbero le obiezioni.

    Certo hai l’attenuante dei chilometri di distanza, delle informazioni che ci passano le tv, una sana dose di campanilismo.

    Ma ripeto non ti fa onore quel “ben gli sta”. Come pure le falsità che riporti, in primis quella dell’avvallo della ‘ndrangheta. Non ne ho visto uno di delinquente, fra i manifestanti. C’erano preti, bambini, gente che ha lavorato una vita la terra. Una terra, oggi, verde e ricca di frutteti, ma che fino a 50 anni fa era un latifondo incolto e abbandonato. In piazza sono scesi 100 mila persone e tutti e tre i sindacati uniti.

    E per finire ti dico, se non lo sai, che le navi sono state sì affondate dalla ‘ndrangheta, ma su ordine delle persone dei palazzi, quelle in giacca e cravatta, magari pure de nord.

    Cordiali saluti,

    Pasquale

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