Anima, ti pago

Abituati a considerare realtà solo ciò che viene filmato o stampato, gli sposi d’oggi spendono fortune per documentare la cerimonia e il pranzo di nozze. Si comincia da casa di lui che si prepara, poi di corsa a casa di lei che fa lo stesso, e se era già pronta si sveste e ricomincia tutto, perché chi detta i tempi della giornata nuziale è il regista del cortometraggio. Un buon servizio foto-televisivo arriva a costare anche 10mila euro, quindi bisogna che gli attori siano all’altezza e le comparese (noi invitati) pazienti. Se non viene buona la prima, si rifà la scena, come a Cinecittà. Le chiese sono trasformate in set, con fari che abbagliano, cavi per terra, microfoni, operatori invadenti. Chi non ha visto ripetere lo scambio degli anelli o le firme perché la scena “non era venuta bene”? Chi non ha atteso per ore al ristorante con lo stomaco vuoto che gli sposi tornassero dal parco o dal castello dove stavano facendo le foto?

E per il banchetto s’ingaggiano agenzie specializzate in animazione, come nei villaggi turistici. Una volta ci pensavano gli amici degli sposi a far casino, e anche in vacanza si organizzava l’animazione alla buona, con cacce al tesoro, gite, tornei, balli, in uno scoppiettìo di scherzi, battute e sfottiture che mi risuona ancora nelle orecchie appena indosso le cuffie della nostalgia. E soprattutto si cantava sempre. Poi, poco a poco, s’è persa la capacità d’inventarsi il divertimento, ed è nato il bisogno di animatori professionisti. Forse noi, che da bambini dovevamo farci i giocattoli da soli con legni, elastici e tappi, allenavamo la fantasia abbastanza da saperla adoperare per divertirci anche dopo, da adolescenti e da universitari.

Alle generazioni dopo, invece, quelle cresciute con la Tv e i giocattoli già pronti, la fantasia si è pian piano atrofizzata, e alla fine hanno dovuto aiutarla con l’animazione. Prima nei villaggi turistici, poi in spiaggia, nelle discoteche, alle feste in casa, ai compleanni dei bambini, ai matrimoni. Ed ecco al banchetto nuziale arrivare finti camerieri che fanno apposta a rovesciare i piatti, ad inciamparsi, a litigare, finché il trucco viene svelato. Poi, accesa l’atmosfera, subentra il cabarettista, il cantante, l’intrattenitore, come in Tv. Gli autori dei format televisivi in fondo hanno solo spiato e riprodotto i nostri momenti di maggiore emozione, perché l’emozione fa audience. E così le rimpatriate fra parenti hanno originato “carramba”, le burle “candid camera” e “scherzi a parte”, il voyeurismo il “grande fratello”, le barzellette “la sai l’ultima” eccetera. Ora l’emozione sta facendo, con la mania dell’animazione, il percorso inverso. E si porta dietro l’abito televisivo.

 

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6 risposte a Anima, ti pago

  1. Federico ha detto:

    Caro Manlio, come hai ragione… Si cantava sempre: si passava dalla Canzone del sole di Battisti, alle osterie, alle canzonette deficienti a piu’ voci, e perfino a Guccini…
    Al mio matrimonio e’ bastata la presenza di Crapulus per trasformare il tutto in una festa (caro Paolo… ancora ti ringrazio!). E poi i soliti giochini un po’ stupidi dei matrimoni, proposti dagli amici un po’ sadici.
    Ma una cosa mi ha colpito, di quanto dici: 10000 euro per un servizio? Ero un discreto fotografo, e fare i servizi come si vedono in giro penso di essere assolutamente in grado. Quasi quasi compro anche una videocamera e cambio lavoro…
    Un caro saluto
    Federico
    p.s. il mio servizio di matrimonio lo fece un altro caro amico, e sono foto bellissime perche’ ce ne sono pochissime in posa… solo quelle canoniche di gruppo. Lui andava in giro e scattava…

  2. michele ha detto:

    Su quanto scritto da Manlio (e ripreso da Federico) posso rassicurare sul fatto che alcuni “giovani” d’oggi (a 30 anni lo si è ancora? Mmmmm, sì, vista l’età media della classe dirigente, nel nostro Paese, direi di sì) non solo evitano di sputtanare 10.000 euri per le foto nuziali, ma adottano la stessa soluzione dei “padri”, tipo quella che Federico indicava come contraddistintiva del suo, di matrimonio. Al mio (2008), infatti, le foto le facevano, “a cazzo”, gli amici: il risultato è stato quello, assai piacevole, già ricordato da Federico nel commento precedente.
    Saluti.
    Michele

  3. elisa ha detto:

    è molto bello quello che hai scritto ed in effetti ben rappresenta i tempi moderni, purtroppo i giovani ancora dotati di spirito, o forse solo di sentimenti non di cartone, sono davvero pochi…

  4. Domenico ha detto:

    caro Manlio, non è che incide anche il fatto che ai tempi della nostra gioventù ci si sposava molto più giovani ( io ad esempio avevo venticinque anni,e nel giro di un paio di anni, tra prima e dopo, ho fatto da testimone a una mezza dozzina di amici) mentre oggi va già di lusso se si affronta il matrimonio prima dei quaranta.
    E’ logico che a quell’età non si ha più lo stesso spirito.
    In compenso è più facile che si abbiano 10.000 euro da buttare…

  5. Elisa "Farina" ha detto:

    Proprio alla luce di quanto dici, Manlio, devo ringraziare te e chi con te ha animato il mio, di matrimonio coi marcondiro, coi canti, con le burle del set da lacrimazione indotta.
    Io, sbornia, non ne sarei stata capace.
    E di foto in posa nemmeno una… infatti non ne ho una da sobria e ai parenti che mi han chiesto un ricordo gl’ho dovuto stampare quella di me che lecco la panna dal naso del coniuge. E’ l’unica dove, grazie al profilo, non risultasse il mio strabismo alcoolico.

  6. paola ha detto:

    Condivido il tuo pensiero Manlio…. e… anche di piu’…
    un caro saluto…

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