Nonsolocuore

E’ una vera epidemia di pigrizia quella che le auto hanno portato nella cittadinanza. Tutti quelli che hanno dei soldi da buttar via non camminano più. In verità. Ci sono centinaia di poltroni sani come lasche, per i quali fare un chilometro a piedi è diventata una delle dodici fatiche d’Ercole. Si sfibra la razza… gli uni perdono le gambe, gli altri il cervello. Non vedete i due eccessi opposti? C’è una razza di vecchi matti che per far del moto si sciupano i polmoni e arrischian le ossa sulla bicicletta, e un esercito di giovani che non fanno più di trecento passi al giorno coi propri piedi… Non vedete quanta obesità gira per Torino da dieci anni a questa parte? Non c’è da ridere. Vi dico che cresce l’adipe in un modo spaventoso. Si vedon delle signore di trent’anni che paion palloni, degli uomini di quaranta che paion botti.

Sembra scritto oggi, vero? Invece è un brano del 1896, tratto dal libro di Edmondo De Amicis “La carrozza di tutti”. Ho solo sostituito la parola “tram” con “auto”. E sentite ancora, tratto dallo stesso libro: “Prevedo strade corse da ogni sorta di automobili fitti come i moscerini per l’aria; i ragazzi portati a scuola, gli operai al lavoro, le donne al mercato, tutti i pesi trasportati in volo; le distanze sparite…” . Notate l’aggettivo “fitti” invece di “fitte” riferito all’automobile, che ai suoi albori era un sostantivo maschile! Comunque, non male, come preveggenza, considerando che la Daimler bicilindrica (prima auto di serie, prodotta in 12 esemplari) era del 1892, e che Lienthal aveva fatto volare i primi alianti nel 1893 (l’aereo a motore dei fratelli Wright sarebbe arrivato solo 10 anni dopo).

Ma il nostro piccolo Jules Verne subalpino, socialista dichiarato (quando l’esserlo significava vedersi appioppare l’etichetta di “sovversivo” in società), cronista sportivo ante-litteram (scrisse pagine esaltanti sul pallone elastico, di cui era appassionato tifoso), precursore della psicologia e della sociologia (descrisse e commentò con sorprendente acume personaggi e costumi della Torino fin de siècle), è noto ai più solo per le sbrodolature sentimentali del libro “Cuore”. Non è giusto. Vogliate gradire queste mie campanilistiche annotazioni come ironico sberleffo alla Fiat che delocalizza e qui a Torino, ormai, ha meno dipendenti del Comune.

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2 risposte a Nonsolocuore

  1. Bajet ha detto:

    Grande Manlio!! Quando parli male della Figat mi tiro su il morale! Pensare che prima di leggere Fegato Granata ero grato alla Fiat per aver portato sviluppo a Torino (mio nonno era un dipendendente di Naris d’or), poi per fortuna mi hai portato sulla retta via!
    Comunque davvero strabiliante la capacità previsionale di De Amicis!
    Cambiando discorso, guarda un po’ cosa scrive il nostro amico Faccia da Loculo…
    http://www.tuttomercatoweb.com/torino/?action=read&idnotizia=7776

    Ciao!

  2. luca ha detto:

    ciao,
    ho saputo che avevi scritto sullo zio Giugi e ho scoperto il tuo blog…non sono un intenditore
    di cose computeriche.
    Comunque se ti va combiniamo un incontro pesantissimo di riflessioni e alcool .
    La mia mail la sai
    fatti vivo…. se ti va
    LUCA

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