Per non perdere mai

Il mio post su Pantani ha toccato un nervo scoperto, anzi due. Da un lato quello dei fans delusi che si rifiutano di considerare drogati i loro idoli (vale per Pantani come per Maradona), dall’altro quello di chi, come Eddy Ottoz,  considera la lealtà e il rispetto scrupoloso delle regole come i massimi valori dello sport. Eddy, ex olimpionico, sa bene (e ne soffre) che ormai il doping dilaga in tutti gli sport, dai livelli giovanili fino ai veterani. Di certi genitori che chiedono ai medici “un aiuto” per i loro figli ciclisti in erba si sapeva, ma fanno più impressione i nonni che nei forum di Internet confessano di  “bombarsi” pur di vincere una gara amatoriale. I danni di ciò stanno emergendo con crescente frequenza, anche anni dopo la cessazione dell’attività agonistica. Deformazioni fisiologiche, SLA, malattie cardiache, morti improvvise…

La giustizia ordinaria (Guariniello docet) se ne occupa, ma è difficile provare il loro collegamento con il doping, perché la scienza è incardinata sul dubbio, lo erige a motore del suo progresso, e quindi ha grossi limiti nel campo giuridico, dove esso non è ammesso perché “in dubio absolvitur”. Così il problema resta, ed è enorme. Non riguarda solo lo sport, ma l’ambizione, l’autostima, la disponibilità a rovinarsi la salute per un obiettivo immediato, l’inclinazione a barare, l’avidità di soldi e fama… Bisogna lavorare sulla psicologia dell’atleta che cerca “l’aiutino”, e spiegargli che nella vita come nello sport è giusto contare su se stessi, non su aiuti esterni.

Ma questo nobile concetto è ostico alle ultime generazioni, cresciute iperprotette,  non allenate a soffrire, use a copiare i compiti in classe e ad esser difese dai genitori fino al Tar in caso di bocciatura. Vagli a dar torto, però, ai giovani che avvertono il doping come un’inclinazione sociale: fin da piccoli han visto i “grandi” aiutarsi per ogni occasione, con la raccomandazione per saltare le code, con l’alcol per socializzare, col Viagra per ciulare, col fumo per calmarsi, col Prozac per vincere la depressione. I giovani sanno che i “grandi” hanno soluzioni chimiche per ogni minimo problema (dimagrire, dormire, star svegli, abbronzarsi…) e persino fiale, polveri e pasticche per togliersi (tutta o in parte) la fatica di vivere.

Aggiungi a questo la Televisione, che ha consacrato “l’aiutino” a dovere istituzionale (tanto che viene sempre invocato, anche di fronte ai più facili quiz telefonici) e metti in coda a tutto (last but not least) il plagio martellante della pubblicità, secondo cui certi obbiettivi (la bellezza, il successo, la fortuna in amore, il prestigio sociale…) si possono ottenere usando “quel tale” prodotto, e non lo studio, l’applicazione e la fatica. Se basta Denim per non dover chiedere mai, può bastare una flebo per non dover perdere mai.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Per non perdere mai

  1. Anonimo ha detto:

    il problemone sono i giovani delle scuole superiori, incapaci di esprimersi se non facendo ricorso alla lacrimuccia. Quando li incoraggi a prendersi delle (piccole) responsabilità, tornano a casa offesi e, dopo dieci minuti, arrivano a scuola le telefonate dei genitori indignati perchè tu non ti sei preso sulle ginocchia, soffiandogli amorevolmente il nasino, i loro bimbi resi così tristi dalla scoperta che la vita non è tutta pappe e pannolini e discoteca e motorino a diciassette anni.

  2. appropò ha detto:

    rispondo volentieri nel merito al primo commento di Michele.
    Punto per punto:
    1 – sul fatto che Pantani non sia mai stato trovato positivo all’antidoping posso rispondere in pizzeria, a microfono spento.
    2 – la sera precedente la penultima tappa di quel Giro, mentre era in testa e avrebbe sicuramente vinto (tappetta èiù passeggiata della domenica), Pantani, che “sarebbe stato avvertito” del prelievo antidoping della mattina seguente, volontariamente e incomprensibilmente “avrebbe” evitato di svegliarsi due ore prima per operare in modo da abbassare l’ematocrito sotto il livello di 50 (pratica diffusa nell’ambiente). Il risultato fu che lo beccarono con il sorcio in bocca. Si attribuisce il suo comportamento a sue errate valutazioni sulla propria “intoccabilità”. Stava, secondo molti, già sviluppando quel delirio di onnipotenza che, successivamente, lo portò a comportamenti del tutto fuori registro (uno per tutti il famoso filotto di goriziana con l’auto ecc.). In realtà non credette possibile che sarebbero venuti a testarlo a Giro vinto, ed aveva maturato, come molti, la sicurezza che i test fosseto taroccati e che si faceva risultare positivo solo chi si voleva, e che mai a lui sarebbe capitato. Era “fuori di melone”.
    3 – Un atleta, quanto più è grande e quanto più è allenato, tanto più acido lattico produce. La potenza lattacida, ossia la quantità di acido lattico che un atleta produce nell’unità di tempo, è la misura della sua classe e, a parità di classe, di condizione. Più ne produci (anche Armstrong), più vai forte. Il problema è come smaltirlo.
    4 – la bradicardia di Indurain era un fatto, a quel livello, normale. Era bradicardico come tutti gli altri ciclisti in grado di fare un Giro d’Italia o un Tour, solo che lui andava più forte. La stessa storia fu raccontata su Binda, poi su Bartali, poi su Coppi, poi su Merkx ecc. Una vecchia panzana (non che siano bradicardici, ma che siano i fenomeni dal cuore più lento della storia, epopee da giornalisti). Da quando poi hanno iniziato a utilizzare l’epo, quando il sangue diventa marmellata, anche los pippones hanno il polso a 36/34, ma non è un pregio, è un rischio. I ciclisti dormono con il cardiofrequenzimetro collegato ad una sveglia. Se il cuore scende nel sonno sotto le 32 pulsazioni, scatta un allarme, il fisio li sveglia, li sbatte su una cyclette e li fa pedalare cinque minuti per fluidificare il sangue, poi li rimette a formire, sempre con il cardiofrequenzimetro all’erta. Tra epo e bradicardia rischiano, infatti, l’arresto cardiaco. Vogliamo parlare di infarto mesenterico?
    5 – Quando Pantani abbia iniziato a tirare di coca non lo so, posso dire però che certamente negli esami del sangue non si può trovare ciò che non si cerca… sarò più chiaro in pizzeria.
    6 – l’affermazione che i controlli sono ridicoli confligge con quella iniziale che Pantani non sarebbe mai stato trovato positivo…
    7 – l’affermazione sulla creatina è falsa. La creatina non è nell’elenco delle sostanze proibite. Il reato ipotizzato da Guariniello (assunzione di farmaci senza una patologia che lo giustifichi) ha a che fare con la deontologia medica, ma non ha alcunché a che fare con l’antidoping. La creatina non è una sostanza chimica, nel senso che non è un farmaco di sintesi, è una sostanza naturale classificata come integratore alimentare, non sottoposto a prescrizione medica. Che poi si confonda mediaticamente la legge italiana con la normativa sportiva è solo normale. Il tema è complesso, da pizzeria, ma solo perché qui richiederebbe troppo tempo, nulla di misterioso o segreto.
    8 – la velocità di metabolizzazione delle sostanze non c’entra, tant’è che non si cercano i metaboliti, bensì i cataboliti, ossia i prodotti del metabolismo, i quali sono presenti (salvo truffe di mascheramento) quale che sia la capacità (diciamo la velocità) di metabolizzazione del singolo individuo. I tempi di risposta alla convocazione per l’antidoping sono poi tarati proprio in funzione di rimanere comunque entro il range di efficacia delle analisi (non ti fa venire in mente nulla? 40′ di ritardo?)
    9 – non esistono “stimolanti” ammessi, l’antidoping non misura la quantità, ma la presenza. Il problema della quantità esisteva per la caffeina, la quale è stata espunta dalle sostanze proibite. Rimane il problema del rapporto tra testosterone ed epitestosterone, complesso da trattare qui, ma che nulla ha a che vedere con stimolanti o Campari.
    10 – a proposito di Campari: l’alcool non è nella lista delle sostanze dopanti, così come la marijuana, anche perché entrambe fanno andare più piano e non più forte. Sono peraltro sostanze sottoposte a limitazioni in casi particolari: quando possono mettere a rischio la sicurezza e integrità degli atleti (alcool) e quando si gareggia in paesi nei quali il loro consumo ha rilevanza penale (alcool nei paesi islamici, marijuana in Giappone ecc.). Campari: megghiu che ‘mmuriri!
    11 – le interferenze tra alcool e altre sostanze non ha rilevanza possibile con l’antidoping. E’ vero peraltro che ci sono dei furbi in giro che raccontano panzane da bar per coprire i loro peccati.
    12 – Guariniello in pizzeria… ma qui è off-topic. Guariniello non ha alcuna competenza in ambito sportivo, e le sue indagini e sentenze non hanno effetto in ambito sportivo. Del suo 760 nulla so, ma anch’esso non mi sembra rilevante per la Wada.

  3. Anonimo ha detto:

    cazzo! chapeau.
    (però vi prego, Pantani lasciamolo stare. infatti “incolpevole” avevo scritto, proprio perchè anche tutto dimostrato e detto, resta una vittima. anche se poi consapevole, una vittima ancora. altri e più lontano sono i responsabili).
    e mi spiace di non venire in pizzeria…
    girasole_

  4. Anonimo ha detto:

    Tutto quanto scritto al punto 7 è molto interessante, ma – come precisato già al commento 14 di ieri – un po’ tardivo.
    Molte cose si potrebbero dire a contestazione (civile e pacata, non sguaiata e volgare, in stile “appropò”) dei vari punti da lui elencati: alcune cose che scrive sono evidentemente giuste (come, ad es. i punti 10 e 11), ma interpretano una mia provocazione intendendola come fosse una rilevazione da trattato scientifico (e, l’ha ripetuto lui stesso in più di un’occasione, che non è questa la sede opportuna per tali disquisizioni).
    Potrei continuare l’analisi di ogni punto, ma non ne ho più alcuna voglia, proprio per la motivazioni addotte nel commento 14 di ieri.
    Peccato, sarebbe stato interessante confrontarsi, anzichè insultarsi, magari ridendo insieme sul fatto che il modello di dichiarazione 760 non esiste più…
    sarà per un’altra volta, con un interlocutore più corretto.
    Saluti.
    Michele

  5. appropò ha detto:

    l’incontenibile leggerezza del tocco del commercialista.
    nell’altra vita, al di là dello specchio, altro siamo, per tirare fuori il peggio, oltre il reality, c’è il virtuality.
    questa è l’internet, bellezza…
    la grande maladie, l’horreur des majuscules, direbbe il pantani delle fleurs du mal.
    Sul 760 avrei un esilarante episodio di tanti anni fa, a milano, dal notaio marconi (nipote del più famoso), ma, come molte altre parti di questo thread, off-topic.
    tutto però, ma non permaloso, suvvia michele…

  6. Anonimo ha detto:

    per i miei amici che stan perdendo la pazienza: “gewonnen hat immer der, der lieben, dulden und verzeihen kann; nicht der, der besser weiss und aburteilt”. “vince sempre colui che sa amare, pazientare e perdonare; non colui che di più conosce e giudica”. (H. Hesse)
    girasole_

  7. Anonimo ha detto:

    Guarda, “appropoòdeEddyOttoz”, proprio non la meriteresti, una risposta, punto per punto, ma voglio mostrarmi indulgente, come gli imperatori romani che alzavano il pollice per graziare (chissà se sapevano che si trattava di un gesto fallico), per cui te la offro lo stesso, così magari la smonti con gli amici tuoi, in pizzeria.
    1. Sul primo punto, casualmente il più importante, Eddy non dice nulla: lo racconterà al cuoco della sua pizzeria.
    2. Qua i condizionali la dicono lunga, sulla certezza delle tesi di Eddy. Di quale “sorcio”, poi, si tratti, non è dato sapere. Immagino ci si riferisca al superamento del livello massimo consentito di ematocrito, che è proprio l’espressione di uno degli aspetti più ambigui, almeno in termini giuridici, di tutta la vicenda.
    3. Qua c’è un equivoco, dettato dalla mia imprecisione lessicale (l’ho già detto prima: non stavo scrivendo una tesi di laurea, ma commentando un post). Chiarisco l’equivoco, riformulando la mia precedente affermazione: io ho letto (e mi è stato confermato da più fonti) che, a parità di produzione di acido lattico, diversa è la capacità di smaltimento (o assorbimento, non so) dello stesso. Sul punto, quindi, non rileva quanto ne produci (più ne produci, più vai forte, come precisato da Eddy), ma quanto sei in grado di smaltirne.
    4. Mai detto che la bradicardia, tra i ciclisti, non sia normale; solo che, piuttosto, essa non è identica in tutti i soggetti in cui viene esaminata. Avevo letto, al proposito, che Indurain lo era, diciamo, “di più” rispetto ad altri atleti. Tutto ciò è stato scritto da più parti, non so quanto autorevolmente e, peraltro, non ho le competenze specifiche per effettuare rilevazioni empiriche in grado di smontare quelle tesi, che dunque prendo per buone. Niente da dire (poichè nulla dissi in precedenza) su epo e cardiofrequenzimetri, nonché su abitudini circa le modalità di riposo predilette dai ciclisti.
    5. Appunto! Lo vedi che mi dai ragione? Magari se avessero cercato quella sostanza avrebbero trovato qualcosa in grado di dimostrare una sua incontestabile colpevolezza. Guarda, per rimanere in tema di giustizia, qua ti faccio un esempio che spero sia illuminante: io non credo all’innocenza di Paolo Stroppiana, il filatelico imputato per l’omicidio Di Modica, ma credo, altresì, che non vi siano sufficienti elementi giudiziari per acclararne la colpevolezza, in termini giuridici. Pertanto, se essi non dovessero emergere, andrebbe assolto, esattamente come qualunque colpevole effettivo che non viene “inchiodato”. Tornando a Pantani: lui, sì, è stato inchiodato, ma per mezzo di un controllo che non regge; infatti, da esso non è stata accertata l’assunzione, da parte sua, di una sostanza proibita.
    6. Non vedo alcuna contraddizione: i controlli sono ridicoli perché sembrano strutturati in modo tale per cui potrebbe risultare colpevole anche chi non lo è. Non so se questo sia il caso del Pirata (che proprio a seguito di uno di quei controlli è stato squalificato), ma per quale ragione dovrei escluderlo a priori?
    7. Quanto detto sulla creatina deve essere inteso in questo senso: proprio perché essa non è una sostanza proibita in assoluto, esattamente come molte altre non lo sono, tipo la caffeina, potrebbe diventare proibita in termini relativi (cioè in funzione del quantitativo assunto), qualora una norma in materia sportiva lo preveda (quest’ultimo inciso prima l’avevo omesso e chiedo venia), esattamente come un tempo era previsto per la caffeina (Bugno non è stato cuccato per quello?). Insomma, era un esempio: ciò che oggi è lecito, potrebbe domani non esserlo più (o potrebbe non esserlo stato ieri): se si tratta della stessa sostanza, è un po’ singolare come sistema definitorio, non trovi?
    8. Faccio ammenda: non ero sicuro di quanto scritto e, probabilmente, ha ragione Eddy, anche se mi pare vi sia una contraddizione. Contano i cataboliti, ok. Ma se essi sono presenti “quale che sia la velocità di metabolizzazione”, come tu scrivi, perché mai i controlli devono rispettare quel famoso “range” temporale di efficacia delle analisi che indichi?
    9. Ho utilizzato impropriamente il vocabolo “stimolanti”, perchè non volevo cadere in una ripetizione della parola “sostanze”. Oltre a ribadire che non stavo scrivendo un referto medico o similia, rimando ogni osservazione a quanto già detto al precedente punto 7.
    10 e 11. Sono d’accordissimo. Ma, ribadisco, si trattava solo di una provocazione, volta a far emergere un dubbio sul seguente punto: si può escludere, in assoluto, che l’assunzione contestuale di due sostanze che sono lecite, se prese da sole, faccia emergere dei valori alterati, in ragione del citato “mix”? Non sono convinto che possa esistere una risposta sicura, al riguardo.
    12. Chi ha mai detto che Guariniello è un giudice sportivo? Trattasi di noto sostituto procuratore, esercitante funzioni pubblico ministeriali e, con il doping, centra eccome: infatti, essendo un magistrato che opera in campo penale, si occupa di tutti i reati connessi a quell’ambito. Peraltro, le sentenze di Guariniello non sono, come scrive Ottoz von Eddy, “sue”, proprio in quanto egli è un PM e non un giudice.

  8. appropò ha detto:

    ci siamo impantanati…

  9. Anonimo ha detto:

    e manco mal che gavea dito de no perdar la pasiensa…. Sti dò rusteghi i barufa, i taca briga e i se ciapa par na riga!
    girasole_

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...