Pantani & pantani

C’è una poesia come commento al post di ieri. Ed anche un’oscura chiosa alla medesima che parla di bidelle (?). Anni fa un lettore mi scrisse: “al rogo le poesie, illusioni ottiche dell’anima se va proprio di lusso, altrimenti cialtronate pazzesche”. E citava, a conforto della sua invettiva,  le biografie di due grandissimi poeti. Leopardi “che se fosse stato quello sciupafemmine che ogni uomo sogna d’essere non avrebbe scritto un solo verso”. Dante “quel nazionalcialtrone che moraleggiava sistemando all’inferno gli avversari politici e in paradiso quelli che potevano tornargli utili”. Gli avevo risposto che la polemica non era nuova (l’aveva già fatta Marinetti agli inizi del ‘900), ma era errata la sua impostazione, perché la poesia non ha alcun bisogno di essere ‘giustificata’ dalla biografia del suo autore.

La poesia esiste in sé, è già presente in natura, e spesso si serve degli esseri più strani ed improbabili per affiorare. Nell’autore noi celebriamo solo il “medium” che ci ha messi in contatto (talvolta inconsapevolmente) con essa. In un certo senso capitò così anche con Pantani, vista l’ondata d’emozione che travolse l’Italia (complici anche i mass media che l’alimentarono con stucchevole compunzione) dopo la sua morte. Chi disse che era solo la triste fine d’un drogato dopo una carriera viziata dal doping, non aveva capito che il Pantani uomo c’entrava poco col Pantani-mito. Lui era stato, come succede per la poesia, solo un medium. Solo il terremoto subacqueo che aveva scatenato in superficie, nel mare degli amanti del ciclismo, uno tsunami di passione

Passando dalla stessa fessura attraverso la quale fluisce la poesia nelle parole “ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera”, ci travolse un’ondata di emozioni antiche, di ricordi epici (Coppi sull’Izoard…). Veder pedalare sulle salite quell’omino calvo, con le orecchie a sventola e la smorfia della fatica sul volto, ci aveva spettinato il cuore. Quel nano giallo in fuga ci aveva trafitti proprio come “sul cuor della terra un raggio di sole”. Ma fu subito pera.

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12 risposte a Pantani & pantani

  1. Anonimo ha detto:

    trafitti e commossi. quando c’era e quando se n’è andato, che sono certa avrebbe voluto rimanere. girasole_

  2. Anonimo ha detto:

    continua a stuzzicarmi, Giove, e allora:

    Che bella
    che grande
    che muta passione
    che quando non puoi dire
    ti arroventa
    che quando non puoi piangere
    ti strozza
    che se tenti di esprimere
    svanisce

    fatta di luce
    come l’arcobaleno.

    cli_

  3. Anonimo ha detto:

    L’argomento “Pantani”, nel post in esame, pare costituisca esclusivamente un mezzo per disquisire di poesia. Corre, tuttavia, l’obbligo di aggiungere qualche precisazione, in merito al “mezzo” di cui sopra. Infatti, per quanto la vera storia del leggendario campione non centri con il tema del pezzo, mi sembra comunque opportuno sottolineare che Marco Pantani non è mai, ripeto: MAI, stato trovato positivo ad un controllo anti-doping (e sfido chiunque sostenga il contrario ad esibire comprovata documentazione, al riguardo).
    Il 5 (o era il 4) giugno del 1999, a Madonna di Campiglio, è stato squalificato dal Giro d’Italia (che avrebbe vinto a mani basse) in quanto il suo ematocrito superava la soglia limite, che è un po’ come squalificare Armstrong perché produce, sotto sforzo, una minor quantità di acido lattico rispetto agli altri atleti, oppure come squalificare Indurain perché il suo cuore registra, a riposo, un numero di battiti inferiore rispetto a quello di qualunque altro essere umano sia stato misurato sotto questo profilo. E’ vero, il Pirata tirava di coca, ma è presumibile abbia iniziato a farlo dopo la ricordata squalifica, non foss’altro perché ciò non è mai emerso dagli svariati esami del sangue a cui è stato sottoposto nel corso delle gare, sia prima che dopo l’inizio delle sue disavventure con la giustizia sportiva. Sono d’accordo nel ritenere che quello del ciclismo sia un mondo sporco, a patto che si abbia l’onestà intellettuale di ammettere, al contempo, che i controlli effettuati in quell’ambiente sono semplicemente ridicoli e spesso non dimostrano assolutamente nulla. A tale proposito, è sufficiente ricordare come alcune sostanze chimiche sia lecito assumerle (ad es. la creatina) se si rimane entro certi parametri quantitativi; come dire: sei un drogato, se fumi sei spinelli al giorno; non lo sei, se ti fermi a cinque. Per non parlare, infine, delle modalità mediante le quali viene rilevata l’assunzione di quelle sostanze, che non tengono mai conto delle diverse capacità di metabolizzazione, che variano da un organismo all’altro, nonché delle possibili interferenze: se assumi un tot di quel dato stimolante, ok; se mescoli, però, quel “tot” con un campari, dagli esami anti-doping risulterai essere un drogato. Ma che ce volete fa?
    Saluti.
    Michele

  4. appropò ha detto:

    @michele:
    anche se viviamo in una repubblica, meriti il titolo di Marchese di Sparacazzate e il collare di Gran Margravio del Luogo Comune:
    anche l’ignoranza, infatti, può essere splendida e talune contraddizioni meravigliose, ammesso che tu offici ogni giorno all’altare della Buona Fede.
    Se poi mi rispondessi che sei medico, non faresti che confermare un dubbio che da tempo immemore mi rode.

  5. Anonimo ha detto:

    …lietissimo di ricevere gli epiteti di cui sopra, poichè – stante la totale assenza di aspetti sostanziali e argomentazioni critiche – non fanno che ribadire in modo inequivocabile la fondatezza delle tesi suesposte. Averne, di commentatori come te, caro “appropoò”! Emblema del vero incentivo a fugare ogni dubbio circa le proprie convinzioni.
    Da ultimo: non ha importanza che io sia medico, spazzino o prostituta: solo i coglioni, infatti, reputano fondata o meno una data tesi sulla base del titolo di cui può fregiarsi l’autore.
    In gamba, e, please, commentami sempre, quando scrivo sul blog, chè sei una vera iniezione di fiducia (senza, davvero, alcuna ironia).
    Michele

  6. Anonimo ha detto:

    forse mi rode lo stesso dubbio, appropò. ma quel che Michele riassume è cronaca pura e indiscutibile. e la cronaca è la sostanza della Storia.
    temo che in altro mitreo tu debba sacrificare per onorare verità che non infangano l’unico incolpevole.
    girasole_

  7. Anonimo ha detto:

    Mi sia concesso, dato che mi riesce bene (ho fuso una Delta e due Dedre negli ultimi vent’anni) di spezzare una lancia in favore di Eddy Ottoz (blog “appropo’”). Eddy è il massimo esperto di doping esistente in Italia. Ha scritto libri fondamentali sul tema. E’ un alto dirigente della Fidal, che è costretta a tenere costantemente monitorato l’evolversi del fenomeno. Segue ormai il doping genetico, visto che quello chimico è quasi preistoria. Sa davvero tutto, sull’argomento. E conosce a menadito i casi famosi (come quello di Pantani), uno per uno. Però, se dice “sparare cazzate” non lo fa con l’acribia del saccente verso l’ignorante, ma col sorriso indulgente e luminoso (sapeste come illumina il sorriso di Eddy) del vero goliarda e dell’uomo onesto fino all’autolesionismo. E’ franchezza bonaria, la sua, senza astio, tant’è vero che dà per scontata la buonafede di Michele e di Girasole.
    I quali, a loro volta, sono perdonabilissimi e comprensibilissimi perché sono due dei tanti innamorati di Pantani. Ecco perché il mio accostamento della poesia al “folletto giallo” non era fuori tema. Pantani “era poesia” suo malgrado, perché come ho detto la poesia esiste in natura “a prescindere” dalle siringhe, e resta tale anche a dispetto delle medesime. Imparate dunque ad amare anche il Pantani drogato (su cui Eddy è ferratissimo): ne gusterete meglio il mito, la poeticità, l’immortalità. Basta esser chiari, e non volerlo assolvere a tutti i costi, facendone a posteriori una vittima innocente di chissà quali congiure. Se poi mi dite che altri ciclisti si dopano e non vengono beccati o se beccati non vengono sanzionati come lui, avete ragione. Nel ciclismo professionistico, però, senza aiuti chimici semplicemente non ci arrivi neppure. Si dopano persino i dilettanti, persino i vecchietti delle corse seniores… Però nel mio post si parlava di lui. Di Pantani. E di poesia.

  8. appropò ha detto:

    Il doping è come il nucleare: tutti hanno un’opinione precisa, tranchante, ma non sanno di che cosa parlano.
    Non so chi sia Michele, che conosco solo quale fine conoscitore di single malts, ma il mio riferimento al “medico” voleva solo giocare d’anticipo per tagliare corto, non certo essere supponente nei confronti di operatori ecologici e meritorie professioniste. Intendevo dire, e qui lo ribadisco per dovere di chiarezza, che lo status di medico nessuna credibilità avrebbe aggiunto alla tesi da lui sostenuta, ritenendo io che di queste cose i medici “normalmente” non capiscono una sacrosanta ceppa (come peraltro nulla sanno dei sani, essendo abituati a vedere solo malati, altro tema che ci porterebbe lontano).
    Il tema è complesso e, ribadisco, l’esperto di Glen Grant ha condensato le più ritrite e consunte cazzate in merito, con, appunto, quella patina di politically correct che, in Italia, sistema sempre tutto.
    Se Michele lo desidera, posso rispondere punto per punto al suo commento, ma sarebbe lungo e noioso per i più, proprio come un discorso tecnico sul nucleare che non si basi sulle foto dei bimbi sfigurati dalle radiazioni dopo Hiroshima.
    Certamente ci divide (ed è anche una delle poche cose su cui non sono in sintonia con Zeus) l’opinione su Pantani e, per fare buon peso, possiamo aggiungere Maradona et al.
    D’altra parte, forse tutto ciò è inutile, vi basti leggere il commento di anonymous ore 13:46:51 che definisce “cronaca pura e indiscutibile” il post del sommeiller. Evidentemente anche lui non conosce la materia, né le carte e, se ha letto qualche libro in proposito (su Pantani end/or processo juve) non ha letto i libri giusti.
    La cronaca pura e indiscutibile, quella vera, rivela ben altro. La Gazzetta dello Sport, che organizza il Giro, non so.
    I coglioni, infine, come ho recentemente scritto, malgrado quanto sostenuto sugli atlanti di anatomia, sono molti di più di due.
    Il polso d’Indurain è off-topic. Quello del navarro era, infatti, lento né più né meno di quello di tutti coloro che sostengono un certo tipo di “preparazione”, salvo che di quello delle pippe non frega nulla a nessuno. Un po’ di statistica non guasterebbe, così come una cyclette ai piedi del letto mentre si dorme con il cardiofrequenzimetro all’erta.
    Il commento di Michele andrebbe infine sottoposto all’analisi sintattica di Ari Seldon, come dice Asimov nella trilogia della Fondazione.

  9. appropò ha detto:

    Siccome però direi che Michele non è un anonimo, ma potrebbe essere addirittura un amico di Manlio, siccome il discorso è lungo, e siccome certe cose si possono dire ma è meglio non scriverle (querela per diffamazione in agguato…), perché non ci vediamo una di queste sere alla pizzeria dei carmelitani scalzi?
    Al padrino di Michele e al mio (Manlio) la scelta del giorno e dell’ora, nonché del menu.

  10. Anonimo ha detto:

    1. Nessuno mette in dubbio la competenza di nessuno, tanto meno di Eddy
    2. Chiunque, ci mancherebbe, ha il diritto di contestare tutto ciò che vuole, e di certo non me la prendo per qualche epiteto offensivo rivoltomi, nonostante tu riconosca che se ti dicessi, per esempio, “cazzone” quello ti avrei detto e non altro, al di là delle interpretazioni attribuibili all’ingiuria. A meno di non suffragare l’idea che ogni insulto può essere inteso in diversi modi e quindi debba essere sempre accettato, in attesa di eventuali chiarimenti. Sgarbi ha fatto scuola, al riguardo: “Quando ho detto al Trio Medusa che sono dei culattoni raccomandati intendevo dire che sono stati fortunati ad evitare il servizio militare…”.
    3. Non ho mai detto che Pantani non era drogato (ho scritto l’esatto contrario), ma solo che non è mai risultato positivo all’assunzione di una specifica sostanza proibita, cosa che, qualora non fosse vera, potrebbe essere facilmente smentita citando un documento comprovante il contrario: non dovrebbe essere difficile, per un esperto in materia, no? Sul punto non necessito né di perdono, né di comprensione, perché quello citato è un fatto inequivocabile, perlomeno in termini di cronaca. Come mai Eddy non contesta nel merito ogni cosa che non condivide? Michele

  11. Anonimo ha detto:

    Preciso che tutto quanto si può leggere qui sotto, è stato scritto prima del commento n. 7 di appropò al post del 15 giugno 2009 e, in questo senso, resta comunque valido.

    Caro “Eddy vattelapesca” dal dente avvelenato, hai trovato pane per il medesimo (dente). Visto che sei tu, a tirarla in ballo, partiamo dalla grammatica: ti esprimi in italiano peggio di Gattuso e, quanto alla sintassi, scrivi da far inorridire persino i più illustri maestri del congiuntivo, tipo Di Pietro o Mancino. Ma vacci da solo, in pizzeria! Così puoi pontificare senza uno straccio di contraddittorio (che hai più volte dimostrato di non saper sostenere), ripetendo a nastro tutte le incommensurabili scempiaggini che vai biascicando; vallo a propinare ai camerieri della pizzeria, il tuo sconclusionato indottrinamento da Bar Sport.
    Sì, perché quel che tu cerchi non è il confronto, ma lo scontro. E per far questo, utilizzi lo schema, arcinoto, che più è caro alla cultura rossa (di cui sei, probabilmente, intriso fino al midollo): contestare la persona, anziché le teorie da essa sostenute. Chiunque, rileggendo la tua prima mail (ma anche la seconda), sul post di ieri può facilmente convincersi di questo.
    Ma ti rendi conto che hai balbettato una vagonata di sciocchezze senza riuscire a controargomentare una, che fosse una sola, delle cose da me scritte?! Tranne qualche incomprensibile geroglifico su Indurain, che nemmeno se uno avesse un traduttore, sarebbe in grado di decifrare. E mica in virtù di un inesistente tecnicismo dei contenuti (assenti), ma proprio perché tutto il discorso non ha il benché minimo filo conduttore: spari stupidaggini che spaziano dal nucleare ai medici che non sanno nulla dei sani (?!?!?); cretinate che non hanno, insomma, né capo, né coda.
    Cos’è che farfugli, “Eddy il bello”? Che rispondermi “punto per punto” sarebbe noioso? Ah, già, invece, darmi del cazzone lo trovi divertente, vero? Diciamo pure che è più facile. E diciamo anche che ormai non me ne frega più nulla, di sentire le tue supposte valide ragioni (e mai participio fu più azzeccato), posto che il discorso è stato da te condotto – fin dal principio – sul terreno nel quale ti trovi più a tuo agio: quello degli insulti.
    Hai dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, di non aver capito un tubo addirittura in relazione a quello che scrivo a proposito del fatto che non ha importanza che io sia o meno un medico: ti metti a fare un’inutile quanto ridicola difesa di primari, spazzini e puttane, scusandoti persino con chi, tra essi, potresti avere offeso con la tua supponenza.
    Guarda, facciamo così: se proprio insisti, ti concedo il privilegio, quando sono giù di morale, di scrivermi qualche ingiuria (che su quelle vai fortissimo), così mi ricarico un po’, utilizzando le tue deliranti e gratuite offese come una spinta all’incremento dell’autostima.
    Michele

  12. Anonimo ha detto:

    Di seguito inserisco alcune riflessioni su uno degli ultimi capoversi della risposta di Manlio (da “Basta…” in poi), di cui al punto 7.
    Ecco, appunto, cerchiamo di essere chiari: al di là del tuo – comprensibile, ma fastidioso – tono irenico (sì, sì, Eddy, lo so che non sai cosa vuol dire “irenico”, ma non ho tempo, adesso, per spiegartelo; vattelo a cercare sul dizionario), al di là di questo, dicevo, io non “assolvo”, non foss’altro perché non faccio il giudice (e Dio me ne scampi). Innocente, poi, non lo è nessuno, a questo mondo (men che meno il Pirata), ma vittime lo sono in molti; tra gli altri, a mio avviso Marco è stato tale. E, bada Manlio, vittima non di una congiura orchestrata ai suoi danni da chissà quali cospiratori occulti, bensì di una regolamentazione sportiva che, sul doping, fa acqua da tutte le parti, quantomeno sotto l’aspetto giuridico: i tuoi globuli rossi nel sangue superano un certo limite? Allora sei drogato! Certo, come no, inventiamoci la presunzione, pressoché assoluta, di colpevolezza, così abbiamo trovato un valido contraltare a quella di innocenza. Infine, non obietterei mai che anche gli altri ciclisti si dopano, poiché – grazie a Dio – di siffatti arroccamenti difensivi di stampo craxiano ne abbiamo avuti fin troppi, in Italia.
    Sostieni che appropò (ma de che?) è il massimo esperto in materia? Sai che impressione! Ne ho viste e sentite tante, troppe, di presunte Autorità su questo o quell’altro argomento. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, a riguardo: dai sedicenti climatologi, agli ex magistrati frustrati che si autoproclamano profondi conoscitori del diritto, mostrando – nei rispettivi campi – la stessa dimestichezza che il tuo amico Eddy manifesta in tema di logica e dialettica…
    Michele

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