Salmoni congelati

Nel commento al post del 27/5 “Nodi parentali gordiani”, Eddy Ottoz mi invita a rileggere sul suo blog «Appropo’» il caso del nonno di Aosta tenuto in congelatore per cinque anni dopo la sua morte, per continuare ad incassarne la pensione. Bèh: quel record è stato battuto a Londra, dove la salma di Gulbai Murzan, classe 1901, è stata tenuta nel freezer per 20 anni. Lì non c’erano pensioni da incassare: la figlia voleva solo evitare noie burocratiche e sanzioni per aver tenuto in casa illegalmente la madre, immigrata clandestina. C’è sempre qualcuno che ti scavalca a sinistra…

Nel caso di Ludovici, il pensionato torinese trovato mummificato in casa a 25 mesi dal decesso, non era scattato nessuno dei tipici segnali di morte solitaria: odore, morosità, pensione non ritirata… Una rara combinazione di fattori (il piano alto, l’aerazione, l’assenza dei vicini nel periodo critico) aveva fatto sì che l’odore non si sentisse. Per affitti e bollette, si sa che contro le morosità delle case popolari gli Enti procedono con voluta lentezza. Quanto alla pensione, l’Inps non controlla se è vivo chi la fa ritirare con delega, figuriamoci se si preoccupa di chi non la ritira. Per Ludovici non scattò alcun allarme. Né olfattivo, né burocratico, né affettivo.

E per affettivo non intendo solo la famiglia. La moglie e i figli di Ludovici non volevano la sua salma perché anni prima li aveva mollati in miseria senza mai più farsi vivo. Ma lui, pur vivendo solo, non era un asociale: andava al bar, salutava i vicini… e infatti qualche compagno di briscola l’aveva anche cercato, non vedendolo per mesi. Ma senza l’accanimento di chi, amato, riama. L’aveva cercato così, da amico occasionale. Oggi si direbbe da amico di Facebook. I veri amici bisogna coltivarli, non basta giocarci a carte e scambiarci due parole. Chi vive solo deve far sapere le proprie abitudini, telefonare a cadenze più o meno regolari, ricevere in casa qualcuno ogni tanto, anche solo per un caffè.

La solitudine totale e impermeabile è un’amante troppo perfetta (così fedele ed esclusiva che più la frequenti meno hai voglia di tradirla con altri) per non essere pericolosa. Bon. Chiuso il cerchio? Trovata la conclusione? Tutti cercabili e cercati per non far la fine di Ludovici e avere un funerale decoroso? Manco p’a capa. Circa la “damnatio solitudinis” riflettete sulla mistica degli anacoreti e sull’esempio luminoso degli eremiti. Circa le esequie “decorose” pensate alle salme buttate in mare o abbandonate alla corrente del Gange. E poi… siamo certi che all’anima importi che fine fa il suo involucro terreno? Il cerchio non si chiude perché a queste domande nessuno può dare risposta. Notate il controsenso: ci fa impressione pensare alla salma chiusa per vent’anni nel congelatore, mentre migliaia di cadaveri di barboni (o di gente morta sola come Ludovici) nel “civile” occidente finiscono smembrati, venduti a pezzi alle università e alle case farmaceutiche, bolliti per farne ossa da studio, o addirittura plastificati ed esposti nelle gallerie come opere d’arte. E’ poi così orribile, il freezer?

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