Superga

L’altro ieri sono andato, come tutti gli anni, a Superga per l’anniversario della morte del Grande Torino. Da quando è morta mia figlia Maria Claudia questo mio pellegrinaggio, già triste di per sé, è diventato tristissimo perché una volta ci portai anche lei, quando aveva sei anni, e il ricordo di lei lassù con me quel giorno mi trapana il cuore. Rimase molto impressionata, e fece dei disegni, dopo. Quei disegni mi ispirarono i versi che leggete qui sotto. Pubblicai tutto, poesia e disegni di Titti, su Fegato Granata.


QUATTRO MAGGIO

 

– véstiti, Maria Claudia,

che usciamo, io e te

e ti porto a vedere

dove dormono i re

dài, fai in fretta

riordini poi

Barbie ti aspetterà

e Ken non scappa certo

metti la giacca a vento

che forse piove

 

– andiamo dove?

– lassù

la vedi la basilica

in cima alla collina?

– che sono le basiliche? – domandi

– sono chiese più grandi

da lassù vedrai la città

tutta giù in basso

e i fiumi, e le montagne

bianche di neve all’orizzonte

 

e dietro la basilica

c’è un posto dove cadde

l’aereo del Toro

con sopra i campioni

che tornavano da Lisbona

– e Lisbona dov’è?

– più in là di Francia e Spagna

in Portogallo

tornavano felici

dal loro ultimo ballo

senza saper che era stato

proprio l’ultimo

 

e la chiesa era dentro una nuvola

così il pilota non l’ha vista

e patapùnfete!

ci ha sbattuto contro

son morti tutti

– proprio tutti, papà?

– tutti

i giocatori, i loro amici

l’equipaggio

– ma quando è capitato?

– il quattro maggio

di tanti anni fa

io avevo la tua età

 

ora posteggio

e prendiamo la cremagliera

– cos’è la cremagliera?

– è un trenino coi denti

sotto la pancia

una ruota che aggancia

il binario

così non slitta indietro

nella salita

ecco: guarda che bello

guarda il fiume laggiù 

sembra d’argento

 

guarda la Mole – dove?

– là in fondo, ma non sporgerti

– cosa vuol dire sporgersi?

– non mettere il nasino

fuori dal finestrino

una goccia? ma piove?

ah, no, sei tu, cos’hai,

piangi? – no no, papà,

sono un po’ raffreddata

e mi gocciola il naso – prendi qua

toh, il fazzoletto

 

guarda, siamo arrivati,

due passi e siamo su

le cartoline? dopo

ecco la chiesa

– che grande da vicino!

– l’ha fatta fare un re

trecento anni fa.

– e perchè proprio qua?

– perchè i francesi

avevano messo l’assedio

a Torino

 

– e che cos’è l’assedio?

– facevano la guerra

i francesi

volevano la terra

e i soldi e le case

dei nostri avi

– che cosa sono gli avi?

– i nonni dei nonni dei nonni

– e cosa han fatto gli avi?

– si sono chiusi dentro

 

come i troiani

quando Achille era andato

a riprendere Elena, ricordi?

e Ulisse aveva inventato

il trucco del cavallo

di legno

coi soldati nella pancia

per entrare in città

– ah, sì! Achille! quello

della freccia nel tacco!

– nel tallone, sciocchina…

…mmh…senti che aria fina!

 

dicevo? ah, sì! l’assedio…

passavan le giornate

a tirar cannonate

da dentro i torinesi

i francesi da fuori

finché il re del Piemonte

salì quassù

per veder meglio

col cannocchiale

quanti cannoni avevano i nemici

quanti soldati.

Dopo averli guardati

disse atterrito: “merda!

bòja fàuss, quanti sono!

ci sta che qui si perda”

 

– davvero ha detto merda

e boiafàus, il re?

– forse, più o meno…bè!

poi pregò la madonna

se l’avesse aiutato

le avrebbe dedicato

una chiesa

qui, proprio qui

poi scese

sconfisse il re francese

e la costruì

 

– e il posto dov’è caduto

l’aereo del Torino?

– è dietro, qui vicino

vieni, ci sarà gente

– quanta! non vedo niente!

– chiedi permesso ai signori

ecco, è qui – quanti fiori!

è una tomba?

– no, amore,

è soltanto una lapide

 

– e che cos’è una lapide?

– una pietra coi nomi

che serve a ricordare

quelli che son caduti

e che sono sepolti

ognuno al suo paese

ma quelli che li amano

vengono qui a pregare

qui dove sono scesi

per non far tutto il giro

dei paesi

 

su, dì un’Ave Maria…

– papà, sulla cravatta

t’è caduta una goccia

sei anche tu

raffreddato?

anche a te cola il naso?

– no, amore mio, no

non farci caso.


 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

12 risposte a Superga

  1. Anonimo ha detto:

    BRAVO MANLIO! E’ BELLISSIMA COME LO SONO I DISEGNI CHE LA DECORANO!
    missis Horse

  2. Anonimo ha detto:

    Emozionato nel più profondo dal tuo dolore, che sento scorrermi addosso, ti abbraccio, fratello mio.
    Pingos

  3. Anonimo ha detto:

    Bellissimi sia la poesia che i disegni!
    Michele

  4. Anonimo ha detto:

    Bellissima, Manlio. Ti abbraccio.
    Federico

  5. Anonimo ha detto:

    Bellissima!Un abbraccio granata!Francesco

  6. Anonimo ha detto:

    Caro Manlio, ogni volta che scrivi della tua Titti mi emoziono tantissimo anche se non l’ho mai conosciuta.
    In questa ricorrenza poi la somma dei tuoi due dolori mi intristisce ancora di più.
    Mi ricordo benissimo di quel giorno ( avevo appena cinque anni) perchè per la prima volta ho visto i miei fratelli più grandi piangere tutti insieme.
    Probabilmente devo aver capito male la spiegazione di quel pianto: è morto il Toro!
    E cosi probabilmente, cercando un’alternativa (pensando che il Toro non esistesse proprio più) sono diventato un Gobbo.
    Però qualcosa mi deve essere rimasto perchè non sono, e non sono mai stato, capace di tifare per una qualsiasi sqadra avversaria del Toro, al punto che anche il derby è una sofferenza:Se perde la Juve mi girano le balle ma se vince mi spiace per il Toro.
    Pensa un pò come sono messo..

  7. Anonimo ha detto:

    Tu conosci la mia eta ed un poco del mio passato. Niente covrebbe scuotermi ma leggere ed emozioarmi, per la poesia ed i disegni, è stata una sola cosa.
    Io ero in corso Novara quando ho visto giungere le prime autoambulanze e non sapevo ancora cosa fosse successo.Quelle nuvole basse e nere le vedo ancora. Una maledizione
    .Franz

  8. Anonimo ha detto:

    Che posso dire? Sono senza parole: è molto tempo che non leggevo una poesia così. Mi ha davvero toccato il cuore. Complimenti, Manlio, complimenti davvero, anche come poeta. Vedo che tu sai dipingere nell’aria, utilizzando le parole come un pittore utilizzerebbe i colori.
    Però una cosa mi arrovella: è un peccato che questa poesia rimanga ristretta al pubblico di nicchia di “Fegato Granata” o dei lettori di questo “Blog”.
    Mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse comprato una pagina de LA STAMPA, in modo che la potessero leggere tutte le migliaia di lettori di questo quotidiano.
    L’avrà letta Gramellini, vicedirettore del quotidiano nonchè noto tifoso granata?
    Avrei un’idea: mi piacerebbe che questi versi apparissero (con i disegni di Maria Claudia) su di un cartello o di una lapide accanto alla Basilica, oppure a Sassi, alla partenza della cremagliera, perchè sono davvero belli.
    Perchè non iniziamo a muoverci in tal senso, per sensibilizzare chi di dovere?
    Mi piacerebbe anche che venisse fatta leggere da qualche maestra a qualche classe di bambini nelle scuole di Torino: sarebbe un’idea splendida.
    Questa è la mia opinione. Che ne pensate?

    Krap

  9. Anonimo ha detto:

    Penso che KRAP abbia avuto un’idea STRAORDINARIA!!!
    Condivido in pieno tutto ciò che ha scritto e sarei ONORATA se, in qualche modo, potessi
    partecipare. Ho un’ INFINITA STIMA per MANLIO-ZEUS, grande scrittore a 360°.
    Tutti i suoi pezzi sono “ELZEVIRI” da racchiudere in un’ANTOLOGIA” anzi, “FLORILEGIO”!
    Mi sono battuta in tanti modi affinchè potesse continuare a regalare ad un vasto pubbico i suoi preziosi, unici pezzi (IO posso vantarmi di averli TUTTI!!!).
    Ora non mi resta che sperare in qualcosa di CONCRETO (e non sempre le solite parole al vento)
    missis HORSE

  10. Anonimo ha detto:

    Trapana il cuore anche a me pensare a Manlio triste e sofferente di solitudine, ma lui sa tirar fuori la poesia da qualsiasi cosa, ha una marcia in più di noi comuni mortali!
    Grazie Manlio.
    Pervinca.

  11. Anonimo ha detto:

    … forse “Pervinca” ha esagerato leggermente a definire noi “comuni mortali” perchè anche Manlio è un “comune mortale” ed io, che ho un’INFINITA STIMA per lui, come ho già detto più sopra, non mi sento assolutamente inferiore a lui in quanto a sensibilità, amore, sofferenza e solitudine dalle quali colgo le più piccole e nascoste sfumature che, secondo le circostanze, mi fanno apparire la vita a volte a colori, a volte in bianco e nero o addirittura neppure a “percepirla”…
    missis HORSE

  12. vanessa ha detto:

    Ciao, Titti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...