Forrest pulp

 

Il falso moralismo delle Iene mi sta francamente sul cazzo. Da un lato fanno servizi contro il fumo nei locali pubblici, stazioni, università, aereoporti (e anche uno, molto sforzato, sui tabaccai che vendono sigarette agli under 16, come se non esistessero i distributori automatici…), e dall’altro sdoganano gli spinelli facendo ammettere al simpaticone intervistato di fumarli («quando l’ultimo?» – «ieri sera») o uscendo in frasi come: «Berlusconi nei suoi tanti processi continua a dirsi innocente, incolpando i PM di “fumus persecutionis”. Ma cos’è ‘sto fumus? No, perché un fumo che ti fa veder tutto così distorto dev’essere proprio roba buona, ditemi dove posso trovarlo».

Autori e attori rossi (cioè quasi tutti) son bravi a tirare il sasso e nascondere la mano. Come quando, per sembrare equidistanti, lanciano due frecciate alla sinistra ogni dieci tirate al Pdl. Peccato che le prime riguardino sempre solo la litigiosità della sinistra o la magrezza di Fassino, mentre le altre spaziano da Previti ai condoni, dalle rogatorie alla Pidue. Circostanziate, aggiornate, squisitamente politiche. Anche se mischiate agli stucchevoli tormentoni sulla calvizie o sulla statura del cav. O sui suoi trascorsi giovanili come animatore sulle navi da crociera. La Gialappa, che fra caccole, scoregge e culi nudi non sa più come far audience, ci è tornata sopra nel suo programma “Mai dire Grande Fratello”.

Dopo un filmato sulle paralimpiadi, il trio ha finto d’indignarsi: «non è bello ridicolizzare dei poveri handicappati sottoponendoli a prove così difficili!», ma la frase preparava solo la squallida battuta finale del “mago” Forrest: «potrebbero almeno farli suonare sulle navi da crociera, così magari diventano premier, è già successo!» L’avesse detta un comico di destra, una cagata simile, guai! I guitti di regime, invece, possono. In un sol colpo insultano mongoloidi, orchestrali e buon gusto. Non solo mordono la mano che li sfama, ma sono così vigliacchi da irridere chi studiando s’arrabatta per guadagnare onestamente qualche lira. Meglio parassitare papà fino alla laurea e lo Stato dopo, come fa la maggior parte degli “intellettuali organici” che li applaudono o gli scrivono le battute.

 

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