L'uomo comune

I grandi giornali (Corriere, Repubblica, Stampa) irridono il congresso del neonato Pdl, dicendo che si sa già chi lo vincerà (il Berlusca) e che è solo una montatura pubblicitaria in vista delle elezioni europee. L’uomo comune però si ricorda ancora il can-can mediatico sulle false primarie del Pd (anche i cutu sapevano che avrebbe vinto Veltroni) e si sente preso per il culo. Il doppiopesismo dei compagni è così spudorato da ritorcersi come un boomerang sui loro consensi, in calo costante.

All’uomo comune dà fastidio che i politici e i loro media lo prendano per il culo. L’uomo comune vorrebbe che ai grandi problemi pensassero i politici, pagati (e bene) per quello: lui ha già i suoi problemi spiccioli, e tra l’altro gli sembrano sempre più importanti di quelli degli altri. Il diritto di morire in pace è una cosa astratta, quello di dormire in pace è una necessità concreta. Infatti l’uomo comune, se qualcuno parla forte sotto le sue finestre, lo prende a gavettoni e insulti, ma se suo figlio torna a casa con una multa di 100 euro perché svegliava tutti col motorino smarmittato, inveisce contro la società oppressiva. Se non facesse così, non sarebbe un uomo comune.

Il politico in teoria dovrebbe essere diverso. Invece non lo è mai. O quasi. La politica è solo un mestiere, esercitato da uomini comuni appena mascherati. Una carriera come tante, solo più truccata. Un gioco di ruolo i cui partecipanti, che vincano o che perdano, alla fine si ritrovano più sporchi, ma  più ricchi. In soldi, in potere, o in entrambi. Persino Pannella che è rimasto “povero” (se tale si può definire chi ha la lauta pensione da ex deputato) s’è preso la sua ricompensa. Da come considera roba sua la Radio e il Partito Radicale, da come tratta i dissidenti ai congressi, si vede che è come Madre Teresa, come Fidel Castro, come tutti i possessori di certezze, politici e religiosi. Gente che in oro o in applausi, in terra o in cielo, alla fine batte cassa. A conti fatti, preferisco l’uomo comune.

 

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6 risposte a L'uomo comune

  1. Anonimo ha detto:

    Un tempo invidiavo i possessori di certezze, quelli sicuri, sempre, di fare la cosa giusta. Ora apprezzo sempre più coloro che, ogni giorno si chiedono se è giusto quello che dicono, pensano e fanno. . .
    ac.

  2. drivers ha detto:

    Thanks so very much for taking your time to create this very useful and informative site. I have learned a lot from your site. Thanks!! I think you have done an excellent job with your site. I will return in the near future.

  3. Anonimo ha detto:

    Per Cli. Mai messo una frase in inglese sul mio blog, in due anni. Poi salta fuori questo tizio che si firma “drivers” (probabilmente è una leccata preconfezionata, uguale per tutti, una frase che esce in automatico quando superi i 500 post, secondo il programma impostato dai drivers, cioè dai controllori di blog.com, i manovratori del carrozzone, insomma, i titolari del sito al quale pago 25 euro l’anno per avere uno spazio-blog decente) e mi scrive che “ha imparato molto dal mio sito” definendolo “molto frequentato e informativo”. Vuol dire che sa leggere l’italiano, allora. E perché mi scrive le sue adulazioni in inglese? Dont cerc of prend me for the cul, my frend!

  4. Anonimo ha detto:

    Che rabbino….! Sono sicura che se ti avesse fatto i complimenti in dialetto torinese di euro ne pagheresti anche 50,00!
    Scherzo! Non conosco l’inglese però l’ultima frase di risposta l’ho capita, sei sempre tremendino…
    Saluti
    Carmen

  5. Anonimo ha detto:

    can da l’ostrega, mi son mona, ma ti te si un maestro anca de ostrogoto!

  6. ari002 ha detto:

    You are so clever, and also so naughty.

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