La ruota gira, ma sempre verso sinistra

Riassunto delle puntate precedenti. Il Delle Alpi viene “regalato” ai gobbi per 20 miliardi (era costato il decuplo 15 anni prima, senza contare le opere di urbanizzazione, l’attestanento della metropolitana leggera, il collegamento alla tangenziale ecc…) dal Comune dominato dal cosiddetto “ambientin” (il giro dei poteri forti Fiat/grandi palazzinari/San Paolo/Pci-Pds-Ds-Pd/ e via Grinzaneggiando…). E non solo lo stadio: nel pacco-regalo viene compresa anche la vastissima area circostante della Continassa, con licenze edilizie per cubature aggiuntive impressionanti, residenziali, commerciali e ricreative. Il tutto mentre Cimminelli, messo dalla Fiat al vertice del Toro, lo tiene ben fermo e zitto perché non si lamenti dello scippo della sua metà di pubblico regalo (che gli spetterebbe, come società di calcio torinese avente pari dignità, storia, blasone e seguito cittadino)

Ultima puntata. In un momento di crisi economica drammatica (e planetaria), mentre le banche revocano i fidi alle piccole aziende e la concorrenza asiatica le costringe a chiudere e mettere per strada migliaia di lavoratori, mentre i rubinetti del credito sono chiusi per chiunque, la Juventus riceve dal Credito Sportivo un finanziamento di 50 milioni di Euro al tasso sbalorditivo del 2.2%. Nessuno ne parla. I media locali, come sempre prosternati all’ambientin, glissano. Eppure da strillare ce ne sarebbe: crisi a parte, c’è un fiume di soldi pubblici che va a finanziare a tasso ridicolo una società QUOTATA IN BORSA! Davanti a ciò i concetti di concorrenza sleale, libero mercato, legge antitrust, sembrano fiabe inventate per gli ingenui.

E così la Juve costruirà (domani) una shopville in più (in scandalosa deroga al piano regionale sulla grande distribuzione), mentre i commercianti pagano (già oggi) un prezzo altissimo alla crisi, nell’indifferenza generale. Niente cortei o girotondi, niente articoli 18 né ammortizzatori sociali, per loro. Chiudono, e amen. In Borgo San Paolo ha chiuso anche la mitica “piòla dël cioché”, l’osteria del campanile di nòna Ginòta. Sfrattata. La padrona si è trasferita con figlio e nuora in un bar vicino moderno e anonimo. Nulla a che vedere con la piola, che con la tòpia, la fòrmica anni ‘50, la stufa, i mesliter piombà e i cori del sabato era poesia pura. La ruota gira. Alla Continassa apriranno altri locali, altri negozi, come è successo in quartieri prima degradati e poi rifioriti. Come nel quadrilatero romano. Lì le licenze te le tira dietro, il Comune. Ma chi ha comprato per niente tutti quei palazzi? Gente legata all’ambientin, la stessa che ha sfrattato Ginòta. Ma guarda tu. Quando si dice la lungimiranza.

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2 risposte a La ruota gira, ma sempre verso sinistra

  1. notebooks drivers ha detto:

    re-read this latest entry. i think it’s seriously time to throw in the towell.

  2. yanggguangg ha detto:

    I like the style of your writing, however, I do not agree with your opinions.

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