No patente? No boxer!

Non si dica che il governo non fa la sua parte nell’affrontare la crisi economica epocale che sconvolge il pianeta. Faremo la fame, ma avremo la patente da cane. Vuoi mettere? Con la nuova ordinanza del Ministero della Salute «sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani», chi vorrà tenere cani di grossa taglia dovrà seguire un corso specifico, al termine del quale gli verrà assegnato il documento. Ora, fermo restando che l’obbligo di guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici è già legge da anni, e che la “lista nera” delle razze pericolose era una cazzata (impossibile classificare i bastardi, e poi può essere letale un volpino e innocuo un alano), la responsabilità penale per i danni dei cani è già contemplata dal CP. Ma non solo dei cani. La legge parla di “danni provocati da animali incustoditi”, e dentro ci sta tutto: felini, equini, ovini, bovini, rettili, anfibi…

Come dire: se il tuo gatto mi acceca, paghi. Se mia nonna si rompe il femore inciampando nella tua tartaruga in cortile, idem. Eccetera. Perché allora la patente solo per i cani? Dicono che con la scusa di salvare la gente dai cani si vuole in realtà salvare i cani dalla gente, cioè dai maltrattamenti, dall’abbandono o dall’uso inadeguato da parte dei padroni. Ma qui si entra nelle sabbie mobili. Come mai far trottare il cane accanto alla bici (legato al guinzaglio, perché è obbligatorio) è considerato maltrattamento e far tirare un carro da un cavallo no? La patente per cani non fa solo ridere: fa paura. Potrebbe essere revocata da guardie idiote alla prima zuffa tra botoli ai giardinetti, o alla prima merda non raccolta, provocando traumi affettivi in chi vive da solo col suo cane, e senza patente dovrà portarlo al canile.

Succede già coi bambini. Con la scusa di proteggerli, quante separazioni traumatiche abbiamo visto imporre, su parere degli assistenti sociali? I giudici sono uomini, e quindi fallibili, ma almeno hanno alle spalle lunghi studi, duri concorsi, e vivono uno status che ne favorisce l’equilibrio decisionale. Gli assistenti sociali no. Sono delle specie di giudici impreparati e frustrati dal cui parere, però, dipendono provvedimenti delicati come separazioni, affidamenti, revoche della patria potestà… Erano assistenti sociali quelli che dissero a un 16enne di Rivoli, sconvolto per aver ingravidato la fidanzatina 15enne: “facevi meglio a masturbarti” (e lui si suicidò). Lo erano quelli che tolsero Serena Cruz ai teneri genitori adottivi, colpevoli di “adozione irregolare”. O quelli che giudicarono innocuo l’ex boia del Circeo Angelo Izzo, che dopo aver ottenuto la semilibertà grazie a quel parere tornò a uccidere.

E fin qui ho parlato di cristiani. Ve li immaginate, questi sceriffi da reality show, alle prese con le patenti dei cani? Il potere è una droga che va usata con estrema cautela, anche ai livelli più bassi, altrimenti può far girare la testa a chi lo esercita. Al vigile che non paga il caffè, all’impiegato pubblico che ti vessa allo sportello, all’assistente sociale che ti toglie i figli amati e felici solo perché sei povero e hai la casa sporca. Oppure ti vieta il cane solo perché ha pestato la sua merda. Soma bin ciapà…

 

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6 risposte a No patente? No boxer!

  1. Anonimo ha detto:

    Siamo matti! Pretendiamo la patente per tenere un cane in casa mentre qualunque individuo, senza patente, può fare le leggi più stupide di questo mondo, a nostre spese.
    Perchè i nostri amministratori non si occupano di cose più serie?
    Franz

  2. Anonimo ha detto:

    caro Manlio, il potere non è una droga che va usata con estrema cautela ANCHE ai livelli più bassi, ma SPECIALMENTE ai livelli più bassi, e quello citato degli assistenti sociali, mi perdoni la categoria, è INFIMO, non basso. Anzi, i livelli bassi, culturalmente inadeguati al potere, non dovrebbero fruirne affatto, di potere. Ma si sa, i potenti senza merito amano e necessitano circondarsi di mediocri.

  3. Anonimo ha detto:

    dimenticato la firma: cli_

  4. Mario Scarponi ha detto:

    come sarebbe a dire?portare al guinzaglio un cane in bicicletta è maltrattamento?
    Ma se io ed Ax ci facevamo delle lunghe passeggiate,contenti tutte due,finche’, passando davanti ad un cancello, un bestione nero si è avventato su Ax, da dentro il cancello, facendolo impaurire e lui mi si è messo fra le ruote, ed io mi sono rotto il femore, mentre Ax non ha avuto niente.
    Facciano piuttosto la patente per cani per la conduzione dei padroni.
    Altra cosa sono i bestioni grossi.
    li sì sarebbe utile vedere se il padrone è in grado di condurli fuori o tenerli in giardino.
    Comunque il male è frutto del peccato originale, che è un programma genetico che agisce sul DNA, e sui memi.
    Ora io mi compro a Turritopsis Nutricola, la medusa immortale che non ha commesso il peccato originale e glie lo metto in quel posto ai servi e collaterali del potere.

  5. Anonimo ha detto:

    Non solo andare in bici o in motorino col cane al guinzaglio è considerato reato di maltrattamento, Mario, ma l’ho imparato sulla mia pelle. Sei anni fa una suffragetta canara (variante ancor più perniciosa delle gattare) mi vide farlo con la mia pastora tedesca Asia e mi denunciò in Procura. La cosa più assurda è che la sua denuncia provocò, nell’ordine:
    A) Un blitz nella mia villa di una guardia zoofila scortata da una gazzella della polizia (e poi dicono che non hanno i mezzi per combattere la malavita…), neanche io fossi Totò Rijna.
    B) Visita meticolosa della sudetta guardia alla mia cagna, alla sua cuccia, al sacco del mangime, per vedere se la maltrattavo “anche a casa”. Per fortuna la trovò in forma splendida, pelo lucido, allegra, cuccia pulita, crocchette di marca…
    C) Quando credevo che tutto venisse archiviato, denuncia del Gup e processo penale. Dovetti andare fino a Modena alla sede nazionale SAS (Società Amatori Shaferhunde) per farmi dare copie della loro rivista dove era reclamizzato il tapis roulant usato dagli allevatori per far correre i cani, ovviamente legati al manubrio della macchina-tappeto. Solo mostrando in giudizio quel marchingegno, ed esibendo il programma delle prove dei campionati mondiali di bellezza (la shaferhundverein), dove era contemplata la corsa di 20 km (il tapis roulant serve ad allenare i cani per quello), fui assolto. Ma tra viaggio a Modena, tempo perso e avvocato, ci rimisi una milionata.
    Morale: che efficienza, la giustizia italiana! Una giornata di lavoro di una guardia zoofila, di una pattuglia della polizia, di un procuratore, di un PM e di una Corte Penale (tutto pagato dai contribuenti, visto che fui assolto) per cercare di punire un orco tortura-cani!
    Naturalmente, se all’uscita del tribunale fossi stato borseggiato da uno zingaro e il reo fosse stato colto sul fatto e arrestato, l’avrebbero portato in questura e subito rilasciato dopo aver registrato le sue (false) generalità, da lui declinate verbalmente in quanto regolarmente privo di documenti, e senza potergli prendere le impronte digitali in quanto portatore di polpastrelli abrasi. Questa è l’Italia.

  6. Anonimo ha detto:

    ma perchè non le posti di mattina queste notiziuole, che almeno ho davanti tutta la giornata per farmi passare l’incazzatura? mi vien voglia di strozzare qualcuno certe volte leggendoti, e non possiedo punging-balls in salotto. forse non sono più adatta a questo Paese. dovrò emigrare o ci rimetto la salute. cli_

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