Antiamerican graffiti

Ritrovo, copiate su una vecchia agenda, alcune delle frasi scritte dai no-global nel novembre del 2002 alla manifestazione di Firenze. In previsione di un altro “Genova G8 show” tutti i negozianti lungo il percorso del corteo non s’erano accontentati di abbassare le serrande, ma le avevano blindate con robuste coperture d’assi inchiodati, come fanno in Louisiana quando sta per arrivare un uragano forza 5. Gli amici di Agnoletto non avevano spaccato nulla, ma avevano scritto su quelle blindature i messaggi di pace che io trascrissi: «Figlio di troia, oggi ci trombiamo tua mamma, figlia e moglie… fate attenzione, il peggio deve ancora venire… hai sprecato i soldi, coglione, se volevo in 5 minuti ti sfasciavo tutto… puzza di merda in questa via, sono i negozi della borghesia… non avrai più un soldo da me, da oggi sono un tuo ex cliente…».

Non stupitevi che fra i dimostranti ci fossero dei clienti di Gucci: i no-global hanno la stessa omogeneità politica che si può attribuire ai biondi o ai grassi. Ricordo che allora Fassino rivendicò il “successo” della manifestazione, e non intendeva alludere al numero dei mobilitati, ma al fatto che non avessero distrutto “quasi nulla”. Attribuendosi il potere di vietare il casino, però, il papavero del PD (al tempo ancora PDS) fece dedurre agli italiani che il casino, quando c’era, era voluto dal PDS.  Quella volta i no global fecero i finti ingenui (della serie: “avete visto? Noi siamo pacifici, il casino succede sempre per colpa della polizia…”) e appesero ad ogni vetrina blindata una rosa di stoffa (tra l’altro fatta in India, alla faccia dell’antiglobalismo) col un cartello prestampato che diceva “questo è tutto il male che sappiamo farvi”.

Chi credevano d’incantare? Fu comodo, per gli agnoletti, trasformarsi in agnolotti dopo aver saputo che ad affrontarli erano pronti 6500 poliziotti in assetto di guerra, più il poderoso servizio d’ordine del PDS (quello poi vantato da Fassino). La trovata delle rose di stoffa fu solo una furbacchiata mediatica, decisa di fronte all’obiettiva difficoltà di spaccare e magari (perché no?) anche di fronte al fascino di Firenze. In fondo persino i nazisti, scappando nel ’44 davanti agli americani (sì, ci liberarono loro da Hitler, ricordatevelo, cari compagni mangia-yankees) si astennero dal far saltare, con gli altri, il Ponte Vecchio

 

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2 risposte a Antiamerican graffiti

  1. Anonimo ha detto:

    Caro Manlio,
    ho appena letto dell’attentato incendiario degli animalisti contro il parco dei Laghi Baite, di Cumiana. Attentato che per poco non ha ucciso il guardiano del parco, e ha invece fatto morire tra le fiamme molti animali. Anche quelli “liberati” probabilmente moriranno, in quanto incapaci di procurarsi il cibo (ma questo e’ un concetto troppo difficile per gli animalisti).
    E mi sono reso conto che la madre di certi personaggi e’ sempre incinta. Per uno che scompare dalle cronache (pare che stia lavorando (?) per qualche ONLUS), altri cento ne saltano fuori. Tutti pronti ad odiare. Ma con principi altissimi.
    Che tristezza…
    Un caro saluto.
    Federico

  2. puncturet ha detto:

    I do not know how to express my feeling!! I am shocked by your unprecedented sight.

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