Vox populi, vox gratis

Spiati, intercettati, filmati, sondati, studiati, seguiti e sorvegliati in tutti i modi: siamo ormai entrati nell’era pre-orwelliana. La privacy è solo una barzelletta. Una presa per il culo che serve soltanto a pagare stipendi da nababbi ai membri dell’authority, a far sprecare tempo e soldi alle aziende in procedure assurde, e ad essere accampata come scusa da chi ha la coscienza sporca. Il buffo è che quanto più siamo eterodoretti e plagiati, tanto più ci vogliono far credere che non è vero “dandoci voce” e “facendoci intervenire” in cazzate che non cambiano il nostro stato di asservimento, ma ci tranquillizzano. Usano l’interattività per ipnotizzarci, e in più ci guadagnano sopra.

Prendete la grande distribuzione. Uno ha l’illusione di essere solo di fronte ai prodotti, autonomo nelle sue scelte, e invece ci sono secoli di studi raffinatissimi ad orientare la sua spesa. Con la scusa delle raccolte di bollini schedano ogni suo acquisto e sanno se è alcolista, vegetariano, sano, malato, vanesio, sportivo, ricco, povero… Con le confezioni dei prodotti (curatissime e invitanti) gli fanno comprare più del necessario. Con le scadenze (quasi sempre anticipate, e comunque applicate anche a prodotti “eterni” come il sale o la vaselina) gli fanno buttar via la roba e consumare di più. L’immondizia è fatta quasi interamente di confezioni e vuoti a perdere, ma la raccolta differenziata chi la fa? Noi. Mentre la tassa sui rifiuti, invece di calare, aumenta.

La gente, intanto, si abitua sempre di più a comprar tutto a scatola schiusa. Tutto in pacchetti, compresi viaggi e svaghi. La fantasia si atrofizza. Ed è per vincere il disagio che ne deriva che hanno escogitato la furbata dell’«interazione». Nella ristorazione, specie sulle navi da crociera, l’interazione si chiama “buffet”, che è solo il nome da festa del self-service aziendale. Nei supermarket è il scegli-prendi-pesa-sigilla (sempre confezione sarà alla cassa, ma fatta da te). Nei villaggi turistici è la partecipazione semiforzata alle attività collettive, con gare e tornei fra gli ospiti perché chi non gareggia faccia almeno il tifo… col karaoke in discoteca perché chi non balla almeno canti… Nello spettacolo è il coinvolgimento del pubblico ( “Tutti insieme! Mani a destra! Mani a sinistra” o i tormentoni  alla Zelig “giustooo? giustooo!”). In radio e in Tv sono le trasmissioni farcite di sms, telefonate, e-mail degli ascoltatori, sulle quali il conduttore ha la stecca dalle aziende telefoniche. Nei giornali sono le intere pagine riempite con la posta dei lettori.

E’ una formula che piace perché dà al fruitore l’illusione di partecipare, e fa risparmiare il ristoratore, l’albergatore, il produttore televisivo, l’editore. Ogni frazione di trasmissione in radio e in Tv costa, come ogni riga sul giornale, ma fatte dall’utente costano zero, e intrigano. Il Tuttosport, ad esempio, sfrutta da decenni l’opinione e la competenza dei lettori (invitando persino i vip in redazione: “oggi Del Piero in diretta…”), e anche la Stampa lo imita quando per dedicare una pagina intera al Toro ne riempie mezza di pubblicità, un quarto con le foto e il pezzo, e il resto con le lettere dei fans. E tu che leggi resti con la vaga sensazione d’esser stato preso per il culo. Perché in crociera hai pagato, poi ti servivi tu. Al Club Méd hai pagato, poi cantavi tu. Se anche il giornale te lo scrive il tuo elettrauto, non vale. Lo avevi già sentito ieri al bar.

 

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8 risposte a Vox populi, vox gratis

  1. Anonimo ha detto:

    Super azzeccato Manlio! C’e’ pure da aggiungere quante e quali medicine acquistiamo, e’ proprio una barzelletta
    la privacy……
    Manlio e’sempre il numero uno per i reali
    ed unici articoli.
    Saluti
    Carmen

  2. appropo' ha detto:

    dal vuoto a perdere al voto a perdere

  3. Anonimo ha detto:

    Caro Manlio, quello che dici sulla grande distribuzione è tutto vero ed anche peggio.
    Mezzo secolo fa era uscito negli USA un libro dal charo titolo ” I persuasori occulti” nel quale erano descritte le tecniche usate per convincere gli acquirenti.
    L’ho letto ed ho cominciato a capire come sia facile abbindolare la massa.
    Cesco

  4. Anonimo ha detto:

    Caro Manlio, quello che dici sulla grande distribuzione è tutto vero ed anche peggio.
    Mezzo secolo fa era uscito negli USA un libro dal charo titolo ” I persuasori occulti” nel quale erano descritte le tecniche usate per convincere gli acquirenti.
    L’ho letto ed ho cominciato a capire come sia facile abbindolare la massa.
    Cesco

  5. appropo' ha detto:

    Vance Packard, se non ricordo male.

    Conteneva, tra l’altro:
    1 – una interessante case history di come la Philip Morris fosse riuscita a trasformare il flop delle Marlboro in un gigantesco successo;
    2 – una bella ricerca sulla frequenza del battito delle ciglia nelle donne che girano tra gli scaffali dei supermercati, che testimonierebbe che sono in trance, con istantaneo risveglio al suono del campanello che chiude lo scontrino al registratore di cassa;
    3 – l’approccio “scientifico” alla sistemazione dei diversi prodotti sugli scaffali.

    Ma dimmi, Manilo, come la mettiamo con quella madre di tutti gli stupratori di privacy che è facebook? Al supermercato sono all’asilo.

  6. Anonimo ha detto:

    Grande Manlio!!
    La busiarda fa delle domande ai giocatori della giuve che in confronto quelle di pelaigatti a quelli del milan sembrano intelligenti…

  7. Mario Scarponi ha detto:

    Veda,Eccellenza, questa non è una semplice pallina di pane, ma la trans di Sua santità la Superstringa, il Flying Spaghetti Monster.
    E’ anche un talismano contro il male peggiore del mondo:il consumismo.
    Io glie la vendo per pochi pezzetti di carta, stampati dal tipografo piu’ veloce del pensiero,il presidente della BICE di Francoforte, la signorina col buco da signora.
    Mettendola nel portafoglio Ella si renderà conto di quanto fu fesso nell’obliarla, e sarà liberato.
    E.Raser
    al secolo Mario Scarponi

  8. huazhuan11 ha detto:

    Nice going,every one enjoys your work.

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